Il microcredito va in Borsa: la Ipo di Sks
sabato, 7 agosto 2010
La quotazione in Borsa di Sks Microfinance, la maggiore società operante nel campo del microcredito in India e una delle più grandi del mondo, deve essere un’occasione per riflettere su che cosa vuol dire fare microcredito, sulle sue finalità ultime e anche sul legame tra microcredito e mercati finanziari.
La Ipo di Sks (un bel profilo della società si può vedere sul sito di Borsa Italiana dedicato alla finanza etica e anche su Wikipedia, mentre in questo video su Youtube c’è un’intervista al Ceo della società, Vikram Akula) è stata un successo, un grande successo.
Le richieste sono state quasi 14 volte l’offerta e sono stati raccolti circa 350 milioni di dollari, cioè praticamente il massimo fissato nel range della forchetta di prezzo, con investimenti provenienti anche da JP Morgan, Morgan Stanley e Goldman Sachs (i dettagli sulla Ipo che si è appena conclusa alla Borsa di Bombay si possono leggere qui, mentre una bella discussione su quello che questa Ipo può voler dire, soprattutto in prospettiva, si può leggere qui).
Le posizioni a riguardo della vicenda sono sostanzialmente due.
Da una parte c’è chi dice che andare in Borsa rischia di snaturare l’attività di microcredito, che ha come prima finalità quella di assistere gli “unbankable”, i clienti non bancabili perché privi di garanzie, e di aiutarli, concedendo loro prestito, ad uscire da situazioni di indigenza avviando micro-attività autonome: andando in Borsa si deve rispondere agli azionisti, è il ragionamento, si devono corrispondere dividendi, perciò tutto il resto, compresa la finalità sociale, rischia di passare in secondo piano.
Dall’altra, c’è chi invece ritiene che per finanziare il microcredito, che sta conoscendo una fase di boom un po’ ovunque (quanto c’entra la crisi economica?), lo sbarco in Borsa non solo è benvenuto ma indispensabile per soddisfare una domanda crescente.
Sks non è la prima società di microcredito che si è quotata. Un altro caso famoso è quello della messicana Compartamos. In ogni caso la Ipo di Sks sembra destinata a segnare uno spartiacque nell’evoluzione del microcredito. Sarà interessante, ora, vedere se il suo esempio, cioè il mix tra microcredito e Borsa, diciamo tra economia sociale e di mercato, verrà seguito da altri protagonisti del microcredito a livello internazionale. Oppure no.
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R: patto col diavolo
In effetti è proprio quello che si sostiene da una parte. Devo dire, però, che se qualcuno decenni fa non avesse provato a entrare sul mercato con proposte etiche per cercare di contaminarlo (è da valutare se ci sia riuscito o meno o abbia possibilità di riuscirci), oggi non sarei qui a parlare di finanza etica. Comunque il dibattito e' apertissimo e a mio parere ci sono valide ragioni per sostenere una parte e l'altra, l'importante a mio avviso è poi essere coerenti nell'agire, cosa ahimé assai difficoltosa per chiunque. Grazie del commento in questi giorni quasi-ferragostani, saluti.





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