Azioni:
Home » blog » Andrea Di Turi » Il "colpo" da 1 miliardo (al mese)

Il "colpo" da 1 miliardo (al mese)

venerdì, 11 settembre 2009

Sembra che la finanza etica stia cogliendo forse anche meglio di quella tradizionale la ripresa o ripres-ina delle Borse.

Nel corso del mese di maggio, infatti, pare che nei fondi SRI europei siano confluite risorse, leggasi sottoscrizioni di quote, per oltre 1 miliardo di euro. Per la precisione 1,068 miliardi di euro, secondo quanto reso noto dal financial data provider Lipper FERI e pubblicato dall’autorevole magazine online sulla finanza SRI Responsible investor.

Se si aggiunge che nel mese successivo, cioè giugno, i fondi SRI europei hanno raccolto ancora una cifra considerevole, anche se inferiore a quella di maggio (760 milioni di euro), beh, si può proprio dire che la finanza etica ha messo a segno un bel colpo!

Forse qualcuno si stupirà, ma non si dovrebbe farlo più di tanto. Per due motivi.

Primo, la crisi ha messo a dura prova i mercati e il risparmio gestito ne è uscito sanguinante, solo ora in Italia si sta riprendendo. Ma proprio per questo chi è rimasto scottato sta pensando a come non farsi male di nuovo. E la finanza etica, SRI, sostenibile, Esg, basta intendersi sui termini e su ciò a cui si riferiscono, sembra avere le carte in regola per dare qualche garanzia in più a chi, ora, ha paura di investire.

L’altro motivo è che fra i fondi che stanno raccogliendo di più ci sono i fondi verdi, green funds, quelli cioè che investono in modo mirato guardando in special modo alla relazione tra attività economiche e ambiente. Possiamo indicarli come un sottoinsieme dei fondi SRI, ma sono fondi SRI a pieno titolo. Con gli effetti del climate change che avanzano veloci, purtroppo, con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon che ha appena detto, giusto per tenere alta l’attenzione in vista del prossimo vertice Onu sul clima in programma a New York il 22 settembre, che il mondo sta andando verso il precipizio, c’è da stupirsi che anche una parte delle risorse investite sui mercati venga indirizzata verso attività environmental friendly?

Diciamola tutta: sarebbe ora che i criteri SRI venissero integrati in tutte dico tutte le analisi finanziarie, che diventassero mainstreaming. Non si tratta più, a investire eticamente o in modo sostenibile o guardando all’ambiente, di essere buoni o bravi o illuminati: si tratta di evitare che il mondo cada nel precipizio!!! Interessa a qualcuno? A tutti! O almeno dovrebbe.

Commenti dal 1 al 3
(3)

Silvano domenica, 13 settembre 2009

Le armi no ma la galera si e tutta da scontare!

ANDREA DI TURI AFFERMA:

Mi sembra che qui si sia arrivati a parlare di fucili, pistole 44 magnum et similia, riporterei la discussione, per trovare un link con la finanza responsabile e i suoi criteri di esclusione (negativi, in questo caso) applicati dalla maggioranza dei modelli di screening SRI, anche se non da tutti, su questo tema: chi crede che per la difesa personale, per la democrazia, sia lecito e anzi opportuno che si possano tenere in casa armi da fuoco? Se si risponde si', credo che non si possa poi propendere per strumenti d'investimento che mettono al bando le attivita' che hanno a che fare con la produzione e il commercio di armi, leggere e pesanti, armamenti eccetera. Non a caso il primo fondo etico moderno, introdotto negli Usa nel 1971, si chiamava Pax World Fund. Come a dire: nell'investimento portiamo la nostra convinzione che un mondo senza armi sia meglio di un mondo con le armi. Io la penso cosi', quindi alla domanda che ho posto rispondo no, credo che non si debbano tenere armi, che non si debbano liberalizzare. Altrimenti si rischia che la societa' diventi un far west. Forse lo e' gia', ma meglio senza armi che con le armi, io credo. Per questo ritengo che i criteri di esclusione in finanza etica abbiano senso, perche' danno un'idea del mondo possibile (utopico, forse) che si vorrebbe costruire. Se non abbiamo piu' sogni, utopie, non abbiamo piu' voglia di vivere. Ciao e grazie a chi ha dichiarato la sua opinione.

COMMENTO:
Purtroppo un conto sono i sogni, un conto è la realtà! Una realtà che non toglie la voglia di vivere alle persone oneste, ma che alle persone oneste fa venire la voglia di togliere dalla faccia della terra le persone disoneste!
Ecco la necessità di possedere una pistola, per difendersi dal raggiro e farsi giustizia!

Cosa è avvenuto fino ad oggi?

Abbiamo visto che la disonestà è esplosa nei “banchieri” da circa una ventina di anni a questa parte e non che prima fossero dei santi, ma ciò che
è accaduto recentemente è vergognoso e devastante!

Le banche hanno raggirato vigliaccamente i controlli seri delle normative vigenti e hanno passato le più grandi bidonate a quattrocentocinquantamila persone in buona fede? (questo è il caso dei Bond Argentina)
Monte dei Paschi di Siena vende a circa novantasettemila risparmiatori il piano finanziario denominato "4You" ed il suo analogo "MyWay". La situazione è di tale gravità che la Consob delibera il blocco dei piani finanziari "4You" e "MyWay" e, successivamente, l'Autorità Garante per la Trasparenza del Mercato inibisce la pubblicità di tali prodotti. La violazione dell'obbligo informativo, così come risulta dall'assenza della sottoscrizione del risparmiatore su documenti fondamentali, è di tale gravità da giustificare la risoluzione del contratto!
Ho riportato due casi emblematici, ma ne esistono molti altri e li tralascio per continuare il discorso!
Quando dei rapinatori entrano in banca si presentano con una pistola 44 magnum e si capisce che non sono in buona fede!
Le banche, con il raggiro, puntano “la pistola della menzogna” sulla buona fede dei clienti, i quali abboccano per la fiducia che nutrono nelle loro banche!
Le banche, tutte allo stesso modo, come dei rapinatori, “rubano” travisando le parole e raggirando chi le ascolta!
Per rubare non occorre presentarsi con una pistola ma è sufficiente omettere di informare, non dire la verità, predisporre una trappola!
In comune, rapinatori e banche, hanno che “i soldi fanno gola!”
Sono della stessa razza perché rubano entrambi, anche se con armi diverse!
Le rapine vanno a segno quando le banche trattano con persone oneste! Queste hanno avuto e pensano di avere con la banca un rapporto reciproco fondamentale: “la fiducia”!
Invece è come quando si apre la porta dell’ascensore e si precipita nel vuoto perché il rapporto è improvvisamente cambiato e, come in una trappola, la verità è stata nascosta volutamente per appropriarsi della refurtiva!
Come si può avere speranza che i “criteri della finanza etica”, i cosiddetti RSI, riescano a superare il vizio dei rapinatori? Potranno ottenere un monitoraggio ma non credo siano risolutivi! Rispondere a questa domanda è assai arduo. Comunque proporrei di adottare sistemi coercitivi come coercitivi sono i criteri che vengono adottati per i truffatori: la galera per coloro che non rispettano le regole del gioco! Allora concludendo: le armi no ma la galera si e tutta da scontare!

n° 3
Andrea Di Turi lunedì, 14 settembre 2009

R: Le armi no ma la galera si e tutta da scontare! - aggiungo

Solo volevo aggiungere che e' vero che sogni e realta' non sono la stessa cosa, ma chi e' riuscito a lasciare un'impronta nel mondo, a cambiarlo, e' stato proprio chi ha sognato ad occhi aperti e ha trasformato il suo sogno in realta'. Magari non ha vissuto abbastanza per vedere che cio' accadeva, ma il mondo poi lo ha visto. Per cui, senza chiudere gli occhi di fronte alla realta', penso che i sogni davvero ci salveranno. Saluti di nuovo.

Andrea Di Turi lunedì, 14 settembre 2009

R: Le armi no ma la galera si e tutta da scontare!

Ciao Silvano, condivido la rabbia e la frustrazione, la delusione, che esprimi riguardo a tutta una serie di episodi macro e micro che il normale cittadino risparmiatore-investitore o semplice correntista si e' trovato e trova ad affrontare. Condivido soprattutto l'esigenza di giustizia che esprimi. In effetti la fiducia e' crollata e ricostruirla e' ardua impresa. Io credo che la strada per provare a farla sia quella dei controlli e delle sanzioni, effettivi, che non guardino in faccia a nessuno e rispondano solo ai cittadini, ai risparmiatori. Ci arriveremo? Spero! La galera come tu dici e' l'extrema ratio delle sanzioni, spero che si possa arrivare a dare equilibrio al sistema prima di mettere la gente in galera. Il che non vuol dire che non ci siano persone che se la meritano, se la meritano eccome, di solito sono proprio quelle che la galera non la vedono mai. Ma non penso sia una soluzione di sistema efficace. Una maggiore correttezza, trasparenza ed etica nei rapporti e nelle decisioni d'investimento io credo sia una strada certo piu' lunga e meno visibile di arrivare a quei risultati che auspico, ma a me dà fiducia perche' penso sia un'operazione culturale che prima o poi darà i suoi frutti. Credo, anzi, che in piccola parte, magari molto piccola, li stia gia' dando. Continua a scriverci grazie per i tuoi appassionati commenti.

Andrea Di Turi sabato, 12 settembre 2009

commento generale

Ciao a tutti quelli che hanno scritto in commento a questo posto, sono contento che abbia stimolato una discussione cosi' viva. Credo anche una discussione che e' andata oltre l'ambito tematico del blog, ma ben venga se si discute di temi che si sentono importanti. Mi sembra che qui si sia arrivati a parlare di fucili, pistole 44 magnum et similia, riporterei la discussione, per trovare un link con la finanza responsabile e i suoi criteri di esclusione (negativi, in questo caso) applicati dalla maggioranza dei modelli di screening SRI, anche se non da tutti, su questo tema: chi crede che per la difesa personale, per la democrazia, sia lecito e anzi opportuno che si possano tenere in casa armi da fuoco? Se si risponde si', credo che non si possa poi propendere per strumenti d'investimento che mettono al bando le attivita' che hanno a che fare con la produzione e il commercio di armi, leggere e pesanti, armamenti eccetera. Non a casa il primo fondo etico moderno, introdotto negli Usa nel 1971, si chiamava Pax World Fund. Come a dire: nell'investimento portiamo la nostra convinzione che un mondo senza armi sia meglio di un mondo con le armi. Io la penso cosi', quindi alla domanda che ho posto rispondo no, credo che non si debbano tenere armi, che no si debbano liberalizzare. Altrimenti si rischia che la societa' diventi un far west. Forse lo e' gia', ma meglio senza armi che con, io credo. Per questo ritengo che i criteri di esclusione in finanza etica abbiano senso, perche' danno un'idea del mondo possibile (utopico, forse) che si vorrebbe costruire. Se non abbiamo piu' sogni, utopie, non abbiamo piu' voglia di vivere. Ciao e grazie a chi ha dichiarato la sua opinione.

n° 2
YODA venerdì, 11 settembre 2009

Mi interessa e come...

Siamo nettamente in ritardo su queste questione ma soprattutto, noi investitori, sulla diversificazione dell'investimento da fare. Per quanto mi riguarda è dal novembre del 2003 che investo in un fondo etico. A gennaio ho aperto un'altro PAC su un fondo specializzato "climate change" come li definisce lei. L'ho fatto anche in virtù dell'elezione di Obama e delle sue politiche ambientali.
Aggiungo e concludo, che ho tre figli e questo è un modo per pensare anche al loro domani. Gli ho spiegato tutto, sanno che in famiglia facciamo la nostra parte per il domani della terra.

n° 1
Andrea Di Turi venerdì, 11 settembre 2009

R: Mi interessa e come...

Caro Yoda, il tuo e' proprio un bel messaggio, almeno per me, te lo dico con tutta sincerita'. Insomma, sapere dalla viva voce di chi investe in finanza etica che lo fa alla fine perche' pensa che sia un modo per costruire un futuro migliore, beh, e' bello. E mi stimola a continuare ad occuparmi di queste cose. Ti ringrazio molto e spero che continuerai a venire su questo blog a leggere e quando vuoi a scrivere le tue opinioni e la tua esperienza. Alla prossima, ciao.

JoJo venerdì, 11 settembre 2009

R: Mi interessa e come...

Per fortuna che a questo mondo non ci sono solo i Gallazzi, che hanno uno strano concetto di civiltà e di libertà, fondato sull'avere i fucili in casa...

Nino

fedele venerdì, 11 settembre 2009

R: R: Mi interessa e come...

sig. Nino anche se piu volte ho avuto modo di apprezzare le sue risposte
riguardo al prof.Gallazzi non condivido il suopensiero,poiche in democrazia
o siamo tutti disarmati o tutti armati,quindi fucili in casa,del resto
gli americani su cio sono molto chiari,e che dire se uno come il polizziotto
spaccarotella gli avesse sparato da 100 mt di distanza senza accertare niente ed altezza uomo e venir condannato solo per omicidio colposo
per 6 anni e non fara un giorno di galera poiche avra la condizionale,quando
bastava 6 anni ed un giorno di condanna per farsi la galera,e se le avesse
inciampato come me nella mafia di stato che va dai presidenti di tribunale
ai procuratori della repubblica ai prefetti e per finire ai notai che convivono con tale sistema medievale mafioso,per non parlare del sistema banche,si ricrederebbe sull'opportunita di avere o no un fucile in casa
saluti cordiali e mediti

JoJo sabato, 12 settembre 2009

R: R: R: Mi interessa e come...

Io sono contro ogni arma, chiunque la possegga e la usi, anche per la difesa dei propri interessi.
Come sono contro ad ogni prepotenza, sia pubblica che privata ed all'arroganza del potere economico.
E sono convinto che non possa esistere una vera libertà senza giustizia sociale e solidarietà.

Gli americani sotto certi aspetti sono una società arretrata, se non primitiva; basti riflettere sulla loro opposizione all'introduzione dell'assistenza sanitaria pubblica e garantita a tutti, che è un baluardo essenziale in ogni società civile.

L'evoluzione dell'uomo non può prescindere dall'abbandono dell'esaltazione della violenza e della disuguaglianza discriminatoria, con il prevalere e la vittoria della forza delle idee, del merito e del sapere scientifico.

Nino

Andrea Di Turi venerdì, 11 settembre 2009

R: R: Mi interessa e come...

Ciao JoJo/Nino, condivido il fatto che per fortuna a questo mondo non tutti pensano di dover tenere fucili in casa per difendersi. Non ho capito a chi tu ti riferisca ma ti invito a dirlo alla persona interessata. Se gia' l'hai fatto, come non detto. Comunque la tua opinione sui fucili mi trova, ripeto, pienamente d'accordo. Anche perche' le armi e gli armamenti sono un tema sempre caldo, anzi caldissimo, per chi si occupa di finanza responsabile. Ti saluto, ciao.

JoJo venerdì, 11 settembre 2009

R: R: R: Mi interessa e come...

Scusa se non sono stato chiarissimo; ma pensavo che Fabio Gallazzi fosse conosciuto ai frequentatori di SoldiOnline, se non altro perché il suo blog, se il consenso si misura dai commenti che riceve, sembra andare per la maggiore.
http://www.soldionline.it/blog/gallazzi
Sono contento che condividi la mia opinione sui fucili; che ovviamente (non solo sui fucili, ma anche sul liberismo e sul concetto di democrazia), l'ho più volte espressa all'interessato e a coloro che, dal tono dei commenti, sembrano pendere dalle sue labbra.

Un cordiale saluto.

Nino

dagon venerdì, 11 settembre 2009

R: R: R: R: Mi interessa e come...

infatti,a me i fucili non interessano molto,ho sempre preferito una 44 magnum,è molto più pratica.

da

Soldi e Lavoro

Mutuo online per la prima casa: 4 passi per valutarli

Mutuo online per la prima casa: 4 passi per valutarli

La scelta di un mutuo per l’acquisto di una casa comporta spesso un notevole esbporso economico che erode gran parte della busta paga o del fatturato mensile Continua »