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G20 no tax, ma ZeroZeroCinque non s'arrende!

mercoledì, 30 giugno 2010

Sulla tassa sulle transazioni finanziarie, che doveva dare un segnale e far ripagare alla finanza almeno in parte i costi della crisi, il G20 ha deciso di non decidere. Lo ammetto, ero fra quelli, come avevo scritto qui sul blog qualche giorno prima del meeting di Toronto, che si attendeva che stavolta qualcosa sarebbe stato deciso e sono rimasto piuttosto deluso.

La battaglia di chi promuoveva l’introduzione di questa tassa era sbarcata anche su Twitter grazie all’iniziativa di un eurodeputato tedesco. Un’iniziativa che rientrava nel più ampio programma Europeans for financial reform lanciata dal Parlamento dell’Ue (non proprio l’ultimo arrivato, insomma) che promuove l’introduzione della tassa.

E invece no. Ognuno per sé e Dio per tutti, più o meno su questo argomento il G20 ha deciso così.

Ma i promotori della ZeroZeroCinque, l’ipotesi di tassazione delle transazioni finanziarie con un’aliquota dello 0,05% che darebbe un gettito a livello mondiale di 655 miliardi di dollari l’anno da impiegare in politiche di welfare e di cooperazione internazionale, non s’arrendono! E rilanciano: ora la richiesta di introdurre questa tassa è all’Europa, all’Unione europea, che potrebbe farlo benissimo da sola. Basta volerlo, ovviamente, e come sempre è qui il punto.

In Italia, mi pare opportuno ricordarlo per dire che si tratta di una questione di peso, nei giorni precedenti al G20 erano state discusse e approvate in Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati ben tre risoluzioni favorevoli alla tassa sulle transazioni finanziarie. Per giunta bipartisan, presentate da esponenti di maggioranza e opposizione. Come a dire che su argomenti del genere non è impossibile, e forse neppure difficile, trovare convergenze, insomma mettersi d’accordo intorno a un tavolo e decidere cosa sia giusto fare.

Anche perché, parafrasando una celeberrima frase, si tratterebbe davvero di una piccola tassa per la finanza ma di un grande passo per l’umanità. Un passo nella direzione di frenare chi usa i soldi per fare i soldi per poi investirli per fare soldi ancora (e ha creato tutto questo gran putiferio della crisi, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti) e di aiutare invece chi con la crisi sta ancora peggio di prima: una cosa buona e giusta, un modo di fare finanza etica a mio avviso, per cui mi pare più che giusto continuare a lottare, come ZeroZeroCinque sta facendo. E continuare a sostenere chi sta lottando (a proposito, al momento in cui scrivo il sito della campagna riporta che hanno firmato la petizione 50.710 persone!).


Ps: Voglio dare il benvenuto fra i blogger che si occupano di finanza etica e in generale di un'altra economia possibile al blog di Mauro Meggiolaro sulle pagine online de Il Fatto Quotidiano. Il suo ultimo post riguarda il fallimento del G20.



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