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Siamo tutti Belgi!

giovedì, 28 maggio 2009

Parafrasando la celebre frase di JFK, diamo onore al Belgio: è lì infatti che si sta discutendo di una legge sullo Sri.

A dare l’annuncio, come ha riportato con consueta tempestività l’agenzia d'informazione online sulla responsabilità sociale delle imprese RSI News.it, è stato il ministro belga dell’Economia, insieme al collega ministro dello Sviluppo sostenibile. E già questo, la presenza cioè di un ministero dedicato allo sviluppo sostenibile, la dice lunga sul fatto che le questione della responsabilità sociale e della necessità di trovare un nuovo modello di sviluppo socio-economico compatibile con l’esistenza futura del pianeta, siano temi forti nell’agenda del governo belga.

La legge andrà in discussione a settembre e si propone, da quello che è stato annunciato, almeno un paio di obiettivi: il primo è la definizione di che cosa si debba intendere per fondo Sri o socialmente responsabile (ne abbiamo parlato in un precedente post). È una questione fondamentale, ma ancora non chiarita. E ciò crea confusione, non rende un bel servizio allo Sri, perché a oggi sostanzialmente chi vuole proporre un prodotto e chiamarlo etico o Sri, o sostenibile, può farlo senza andare incontro a grossi problemi.

La seconda questione è di dare una regolamentazione giuridica allo Sri. E anche questo è un tema su cui da sempre ci si scontra, fra chi crede che in tema di socially responsible tutto debba essere lasciato alla volontarietà, alla spontaneità, sul genere del “lo faccio se voglio e faccio solo quello che ritengo sia giusto per me, gli altri la pensino come vogliono”, e chi invece crede che la spinta soggettiva, pur restando volontaria (non si può mica obbligare a essere socialmente responsabili), debba essere regolamentata. Non certo per inibirla o soffocarla, tutt’altro: per stimolarla, per offrire un quadro in cui possa pienamente svilupparsi.

Il passo del Belgio è importante, per cui in questo momento chi crede nell’importanza dello Sri non può che dire “Siamo tutti Belgi!”. I rapporti fra la norma giuridica e lo Sri, infatti, in senso ancora più generale fra la norma giuridica e la responsabilità sociale d’impresa, sono molto lontani dall’essere strutturati. E sono eterogenei tra Paese e Paese. Mentre sarebbe più che auspicabile che fossero omogenei, che si muovessero entro lo stesso alveo, almeno a livello europeo. Perché ciò darebbe una grande spinta agli investimenti Sri, che ne guadagnerebbero in trasparenza, in credibilità, in riconoscibilità, in accresciuta capacità di richiamare investitori socialmente responsabili.

Per chi volesse approfondire l’argomento, che ci proponiamo comunque di riprendere anche su questo blog, informazioni e riferimenti utili sui quadri giuridici relativi allo Sri, dove esistenti, nei vari Paesi europei, si possono trovare ad esempio sul sito di Belsif, il forum belga per l’investimento socialmente responsabile. Ne parla anche, riguardo all’Italia, il sito corporate di Telecom Italia nella sezione “Sostenibilità”. Una raccolta di documenti giuridici sullo Sri e la responsabilità sociale si trovano poi sul sito della Fondazione I-Csr Italian centre for social responsibility.

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