Finanza etica, finanza disarmata
venerdì, 11 giugno 2010
Se c’è un criterio condiviso che la finanza etica ha fatto suo praticamente dalle origini è quello di mettere al bando il finanziamento al settore degli armamenti.
Si può discutere sul finanziamento alle imprese che producono armi convenzionali in uso anche, ad esempio, alle forze di polizia o alle forze d’intervento internazionali, che so i caschi blu dell’Onu o cose così: su questo tipo di armi si può discutere, dato che qualcuno deve pur mettere in condizione tanto le forze dell’ordine quanto quelle che si possono chiamare forze di pace di poter intervenire, quanto meno di potersi difendere se attaccate.
Non si può discutere, secondo me, specie per chi adotta per i propri investimenti una prospettiva socialmente responsabile ma forse anche per gli altri, sulle armi che sono state messe al bando da convenzioni internazionali: non è ammissibile che il sistema finanziario, e il legislatore stesso, non pongano dei paletti sulla possibilità di finanziare le imprese che vi sono coinvolte, la cui attività sostanzialmente non è più consentita, almeno alla luce del sole, dopo che le convenzioni entrano in vigore.
Dal prossimo 1 agosto entrerà in vigore la Convenzione delle Nazioni Unite per la messa al bando delle bombe a grappolo o cluster bomb, sottoscritta da oltre 100 Paesi del mondo e ratificata al momento da una trentina. Fra coloro che mancano ancora all’appello c’è anche l’Italia. Qualche mese or sono è comunque stato raggiunto il numero di ratifiche necessario per l’entrata in vigore del testo.
Anche per questo a Roma è stato presentato di recente un Disegno di legge per vietare la possibilità alle banche e agli altri intermediari finanziari di sostenere le aziende di Paesi che non hanno aderito a tale Convenzione e che quindi continuano a produrre queste famigerate e devastanti armi.
Il titolo del Ddl è estremamente chiaro: “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub munizioni a grappolo”. L’iniziativa si deve alla Campagna Italiana Contro le Mine e alla Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Gruppo Banca Etica), sostenuta anche dalla Rete Italiana per il Disarmo, su iniziativa parlamentare della Senatrice Silvana Amati. Fra le promotrici anche Sabina Siniscalchi, intervistata tempo fa dal blog.
Ora si vedrà quale sarà l’iter del Ddl, cioè se e quando riuscirà a diventare norma. Intanto nell’ultima edizione di Terra Futura è stata presentata una ricerca sui cosiddetti “fondi armati”, cioè quei fondi italiani nel cui portafoglio figurano titoli di società coinvolte nel business degli armamenti. In alcuni casi, anche di società che producono mine anti-uomo e cluster bomb...ebbene sì.
È ora di dire basta ai “finanziamenti esplosivi”, come recita la grande campagna internazionale attiva su questo tema. Lo ha fatto ad esempio Ubs, che a maggio ha dichiarato che le aziende produttrici di cluster bomb sarebbero state escluse dai fondi gestiti in Svizzera e Lussemburgo.
Per chi volesse approfondire la conoscenza della finanza armata, per la precisione dei fondi armati, il rapporto “Worldwide investments in cluster munitions: a shared responsibility” fa luce su quali sono le istituzioni finanziarie che ancora sostengono il business delle cluster bomb, per cifre che complessivamente superano i 43 miliardi di dollari di investimenti a livello mondiale (!).
I tempi sono più che maturi per una finanza disarmata. Etica e disarmata.
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effetto salmone
Ancora una volta l'immagine deprimente dell'Italia come grosso e testardo salmone che risale la corrente del buon senso e di tutto quello che potrebbe farci vivere un po' meglio, ci colpisce come una frustata. Perchè non è possibile firmare subito un appello così importante? Perchè fa a pugni con la logica dello scudo fiscale e del bavaglio, questo è evidente. Ma dobbiamo proprio aspettare di avere il suolo disseminato di mine antiuomo, o di festeggiare un bel capodanno trendy con una manciata di bombe a grappolo rosse e oro? Retorica a parte, c'è una rabbia di fondo, un magma che ribolle, e sembra che in questo momento nemmeno la forza dell'esasperazione riesca a trovare un suo sfogo costruttivo... Il senso di impotenza è forte. Il nostro vivere quotidiano è violentato continuamente da una "normalità" distorta quanto pericolosa per il nostro sistema nervoso, e la nostra percezione sempre volutamente alterata...
Scusate lo sfogo..! Grazie
Josephine
R: effetto salmone
Carissima Josephine, grazie per il tuo sfogo, arrivato in tutta la sua intensita' e chiarezza. Se questo e' un luogo che per te si addice a condividere il tuo pensiero, che per quanto mi riguarda e' assolutamente condivisibile, ben venga. A presto per nuovi scambi. Ciao.







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