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Enciclica e finanza (etica)

lunedì, 13 luglio 2009

Non so quanti hanno avuto il tempo, o la voglia, di leggere l’enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI. Ebbene, parla di finanza etica.

Mi ha fatto molto ma molto ma molto ma molto piacere – ho reso l’idea? – leggere che in un documento così importante, così ufficiale, che avrà presumibilmente una diffusione planetaria, si parli di quella finanza di cui anche in questo piccolo (ma agguerrito!) blog discutiamo ogni tanto. E mi dà una grande spinta per continuare a parlarne. Quindi, per quelli che hanno la pazienza di venire a leggere queste pagine, sappiate che dovrete continuare a sopportarmi e, spero, almeno qualcuno, almeno ogni tanto, a commentarmi per dirmi il vostro pensiero, per discuterne.

L’enciclica cita la finanza etica, cita più spesso la microfinanza (con una breve verifica, ho contato cinque citazioni di microcredito/microfinanza, contro una sola di finanza etica), in ogni caso fa dei chiari riferimenti a quello che, qui sul blog ma in molto altri luoghi, su carta e via etere, è definito “un altro modo possibile” di intendere la finanza: che rimetta al centro l’uomo, la dignità della persona; che non sia schiava del profitto ma che si ricordi che è un’attività umana, niente di più e niente di meno; che sia etica, responsabile, che sappia guardare al vero bene comune, di tutti, che non è e non può essere solo economico ma deve essere anche sociale, ambientale…diciamolo pure, umano!

Mi permetto di riportare qui il passo dell’enciclica in cui si parla di finanza etica. Per l’esattezza, per chi disponde del documento o lo vuole scaricare dalla rete, è il punto 45, all’interno del capitolo IV intitolato “Sviluppo dei popoli, diritti e doveri, ambiente”. L’enciclica si trova un po’ ovunque su internet, io segnalo il bellissimo sito del Vaticano dove la si può trovare in sette lingue diverse a questo indirizzo. In diversi altri passi, come dicevo, si parla di microfinanza, a conferma che c’è una liaison profonda fra le due finanze, come venissero dallo stesso ceppo. E anche su questo continueremo a discutere, ad esempio insieme alla collega del blog di fianco (anzi, di sotto…insomma, la vicina di casa/blog).

Ecco di seguito il passo dove si parla di finanza etica e di fondi etici (i corsivi e i virgolettati sono quelli dell’enciclica, i grassetti li ho aggiunti io, non ho saputo resistere…). E siccome anche la forma ha la sua importanza, mi permetto pure – oggi mi permetto un sacco di cose – di riportare l’intestazione dell’enciclica. Che credo faccia un certo effetto, a me lo ha fatto.

Saluti e al prossimo post.

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passo tratto dalla

LETTERA ENCICLICA
CARITAS IN VERITATE
DEL SOMMO PONTEFICE
BENEDETTO XVI
AI VESCOVI
AI PRESBITERI E AI DIACONI
ALLE PERSONE CONSACRATE
AI FEDELI LAICI
E A TUTTI GLI UOMINI
DI BUONA VOLONTA'
SULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE
NELLA CARITA' E NELLA VERITA'

45. Rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico. L'economia infatti ha bisogno dell'etica per il suo corretto funzionamento; non di un'etica qualsiasi, bensì di un'etica amica della persona. Oggi si parla molto di etica in campo economico, finanziario, aziendale. Nascono Centri di studio e percorsi formativi di business ethics; si diffonde nel mondo sviluppato il sistema delle certificazioni etiche, sulla scia del movimento di idee nato intorno alla responsabilità sociale dell'impresa. Le banche propongono conti e fondi di investimento cosiddetti « etici ». Si sviluppa una « finanza etica », soprattutto mediante il microcredito e, più in generale, la microfinanza. Questi processi suscitano apprezzamento e meritano un ampio sostegno. I loro effetti positivi si fanno sentire anche nelle aree meno sviluppate della terra. È bene, tuttavia, elaborare anche un valido criterio di discernimento, in quanto si nota un certo abuso dell'aggettivo « etico » che, adoperato in modo generico, si presta a designare contenuti anche molto diversi, al punto da far passare sotto la sua copertura decisioni e scelte contrarie alla giustizia e al vero bene dell'uomo.

Molto, infatti, dipende dal sistema morale di riferimento. Su questo argomento la dottrina sociale della Chiesa ha un suo specifico apporto da dare, che si fonda sulla creazione dell'uomo “ad immagine di Dio” (Gn 1,27), un dato da cui discende l'inviolabile dignità della persona umana, come anche il trascendente valore delle norme morali naturali. Un'etica economica che prescindesse da questi due pilastri rischierebbe inevitabilmente di perdere la propria connotazione e di prestarsi a strumentalizzazioni; più precisamente essa rischierebbe di diventare funzionale ai sistemi economico-finanziari esistenti, anziché correttiva delle loro disfunzioni. Tra l'altro, finirebbe anche per giustificare il finanziamento di progetti che etici non sono. Bisogna, poi, non ricorrere alla parola « etica » in modo ideologicamente discriminatorio, lasciando intendere che non sarebbero etiche le iniziative che non si fregiassero formalmente di questa qualifica. Occorre adoperarsi — l'osservazione è qui essenziale! — non solamente perché nascano settori o segmenti « etici » dell'economia o della finanza, ma perché l'intera economia e l'intera finanza siano etiche e lo siano non per un'etichettatura dall'esterno, ma per il rispetto di esigenze intrinseche alla loro stessa natura. Parla con chiarezza, a questo riguardo, la dottrina sociale della Chiesa, che ricorda come l'economia, con tutte le sue branche, è un settore dell'attività umana.

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Commenti dal 4 al 8
(8)

JoJo lunedì, 20 luglio 2009

Un libro utile

UN LIBRO UTILE:
"Il capitale. Una critica cristiana alle ragioni del mercato" (Rizzoli 2009)
del vescovo di Monaco di Baviera, mons. Reinhard Marx
http://www.queriniana.it/teologia.asp?IDTeologia=135

Il capitalismo (laissez-faire) è incompatibile con la giustizia sociale e
la solidarietà.

L'ossatura "tecnica" della dottrina sociale della Chiesa è identificata con
l'integrazione fra il principio di individualità, il principio di
solidarietà e il principio di sussidiarietà.

Già nell'ottocento però, vescovi illuminati si sono resi conto che la Chiesa
e le altre forze sociali non erano in grado, da sole, di dare una soluzione
alla questione sociale.
Molto più decisivo si dimostrava l'intervento dello Stato con il suo potere
legislativo.

Proprio per questo, ci vuole uno Stato socialista e cristiano.

Forte ed autorevole: in grado di limitare la libertà individuale (la libertà
è un bene solo se si raggiunge in comunità e non da soli) per i più nobili
principi della solidarietà e giustizia collettiva.

Come diceva il vescovo Ketteler, in opposizione alla dottrina rivoluzionaria
di Marx: difesa delle tutele sociali, riflessione sulle politiche agrarie e
ambientali, apertura alle sfide del mercato globale, visto come spazio in
cui realizzare tutele per tutti, sino alla critica delle esorbitanti
retribuzioni dei manager d'industria, alle speculazioni economiche, o alla
denuncia della crescente tragedia della povertà che vede una enorme porzione
della popolazione mondiale vivere in condizione di assoluta indigenza e
fame.

Parole e visioni attualissime.

Nino

n° 8
Aladino mercoledì, 15 luglio 2009

E tu sei un ingenuo, che crede nelle favole che ti raccontano!

“E tu sei un ingenuo, che crede nelle favole che ti raccontano.”
Questa frase “ebreo errante” se la poteva risparmiare, visto che la regola è quella del rispetto delle opinioni altrui! Infatti io non sono stato seccato dalle sue opinioni espresse nel suo post (si tratta del n. 1) che gliele lascio tutte così come sono, anche se le reputo diametralmente opposte al mio credo, ma dell’attacco personale conclusivo riportato sopra, il cui atteggiamento trovo univoco e provocatorio in quanto, per non essere ingenui, secondo “ebreo errante”, si dovrebbe credere soltanto ed unicamente a quello che esprime, crede e sostiene lui! Ora trattandosi di una enciclica relativa alla fede ed al credo personale religioso di ciascuno di noi, quelli che contano sono i sentimenti e questi vanno assolutamente rispettati! Grazie per la possibilità del chiarimento e per l’invito a nuove opinioni! Aladino!

n° 7
Roberto Domenichini mercoledì, 15 luglio 2009

Ottimo articolo

Almeno a me è piaciuto particolarmente!

Buona serata

n° 6
Maurice mercoledì, 15 luglio 2009

predicare bene e razolare male

Predicare bene e razzolare male, questo è il credo del Papa. Nella storia degli ultimi 5 secoli il vaticano ha sempre inun modo o nell'altro approfittato di queste situazioni economiche negative per manipolare la mente delle persone e nei tempi moderni i mercati finanziari
Adesso il nemico è il liberismo ... ah ah vogliono farci tornare all'ancien regime grazie all'aiuto di ministri subdoli e forze trasversali come CL e compagnia delle opere

n° 5
Andrea Di Turi mercoledì, 15 luglio 2009

R: predicare bene e razolare male

Caro Maurice, grazie dei tuoi molti interventi. Pero' a volte i tuoi toni sono un po' sopra le righe, ti invito per cortesia ad abbassarli nell'interesse di chi viene su questo blog e vuole dire la sua e farsi anche un'opinione su cosa dicono gli altri. A me il fatto che qualcuno abbia manifestato su questo blog la sua intenzione di comprare quel testo ha fatto piacere, se a te non sembra altrettanto dillo pure ma nel rispetto reciproco, questa e' l'unica regola che vige su questa pagina che io curo con piacere. La tua opinione e' rispettabile come quella di chiunque altro si e' preso la briga di dirci come la pensa. Non condivido pero' quello che dici, nel senso che mi sembri troppo drastico. Troppo scettico. Perche' non pensare positivamente di questo testo, che sta raccogliendo consensi abbastanza unanimi? Non vuol dire che tutti debbono essere d'accordo, ci mancherebbe. Pero' direi di andare sulle cose scritte, in concreto. Anche se sono parole, le parole hanno un senso e un valore, pesano, a volte piu' delle azioni. A volte no. Ci tengo che continui a tornare su questo blog, se ne hai voglia, c'e' bisogno del tuo parere come quello degli altri. Se hai spunti ulteriori, grazie se vuoi condividerli.

Maurice mercoledì, 15 luglio 2009

R: predicare bene e razzolare male

> Predicare bene e razzolare male, questo è il credo del Papa. Nella storia degli ultimi 5 secoli il vaticano ha sempre inun modo o nell'altro approfittato di queste situazioni economiche negative per manipolare la mente delle persone e nei tempi moderni i mercati finanziari Adesso il nemico è il liberismo ... ah ah vogliono farci tornare all'ancien regime grazie all'aiuto di ministri subdoli e forze trasversali come CL e compagnia delle opere

Carlo Forin martedì, 14 luglio 2009

dialogo

Caro Andrea,
sono d'accordo con te: finalmente abbiamo una sintesi aggiornata del pensiero della Chiesa sulla società attuale. Nessuno potrà dire -non lo so- perchè con due euro può aggiornarsi e capire che cosa sia l'Amore nella Verità.
In dettaglio, potremmo discutere anche dei micro-obiettivi, sia del microcredito che, ad esempio, delle Stock option.
Te ne parlo da socioeconomista.
Sono pronto al dialogo.
ciao,
Carlo Forin

n° 4
Andrea Di Turi mercoledì, 15 luglio 2009

R: dialogo

Ma molto volentieri, Carlo! Sono temi che seguo e che mi appassionano, per cui la tua proposta, di cui ti ringrazio, e' accolta pienamente. Grazie del commento, spero continuerai a venire sul blog e a darci le tue opinioni e spunti. Saluti ciao.

da

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