Se ne parla da un po’. E all’estero c’è già qualche esempio simile. Domani, finalmente, si alzerà il sipario sul progetto di avviare una Borsa socialmente responsabile anche in Italia.
Per la precisione, il progetto si chiama Borsa Sociale: l’idea di fondo è appunto quella di un listino in cui ad essere quotate sono imprese che hanno nella finalità sociale la loro principale caratteristica. Qualcosa che potrebbe andare anche al di là della finanza etica o socialmente responsabile come la si intende di solito, cioè come selezione con criteri socio-ambientali e di governance delle imprese in cui investire. Qui, infatti, si tratterebbe di imprese che hanno finalità che dovrebbero essere in linea con quei criteri. Vedremo quali sono i meccanismi di funzionamento di questo Borsa.
Ho ripescato un articolo di fine ottobre dello scorso anno, da Repubblica.it (ve lo segnalo qui), in cui si cominciava ad anticipare qualcosa di questo progetto che ora, presumo, sia lì lì per partire, o quasi. Fra i protagonisti c’è il professor Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per le Onlus, vero guru di economia sociale, non profit, bene comune e responsabilità sociale d’impresa (non per nulla ha una voce su Wikipedia). Suggerisco a chi può di non perdersi il suo intervento che, come sempre è stato quando ho avuto occasione di sentirlo, è ogni volta acuto e sapiente.
Esempi esteri con cui, almeno a mia conoscenza, la Borsa sociale potrà confrontarsi sono quello del Bovespa, la Borsa valori brasiliani di San Paolo (vedere qui), e il Social investment exchange del Sudafrica (qui). Poi, girando sul web ho trovato l’Associazione delle borse sociali: dichiara che sta lavorando a una borsa sociale in Portogallo.
Altri contributi per chi volesse approfondire si trovano qui (a cura di un altro guru dell'economia sociale) e qui.
Il programma dell’evento di domani 28 gennaio 2009 a Milano è qui, sulle pagine del sito della Regione Lombardia, Direzione generale Famiglia e solidarietà sociale.
Saluti, al prossimo post.
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