Classifiche dei titoli "etici", in Usa e Ue
lunedì, 12 ottobre 2009
Si sa che le classifiche vanno interpretate a partire dal loro metro di valutazione. Ma, ammettiamolo, hanno il loro fascino. Negli ultimi giorni ne sono uscite un paio molto interessanti per quanto riguarda la finanza etica o SRI, relative ai titoli quotati sulle due sponde dell’Atlantico.
Negli States è stata Newsweek a pubblicare la classifica delle società a stelle e strisce più “verdi”, cioè quelle più impegnate in politiche environmental friendly, che hanno le migliori performance ambientale e anche la migliore reputazione di società “verdi”. Nella top 5 sono finite:
1) Hewlett-Packard
2) Dell
3) Johnson & Johnson
4) Intel
5) Ibm.
Salta subito all’occhio che si tratta, per 4 delle prime 5, di società legate al settore Ict: che sia quello col Dna più verde? Forse. Ma la classifica, che ne ha valutate 500, ha anche elaborato sotto-classifiche settoriali, ad esempio per il settore banks and insurance (1° Wells Fargo), healthcare (1° Baxter international), food and beverage (1° Coca-Cola Enterprises) e altri. Per chi è interessato a scorrere tutta la lista, la top 500 è disponibile sul sito che Newsweek ha dedicato ai Green rankings.
Nel Vecchio continente è stata invece Vigeo a fotografare, come fa ogni anno, lo stato dell’arte dell’investimento socialmente responsabile. Una fotografia che ha visto l’Italia in controtendenza: gli asset SRI salgono in Europa tra il 2008 e il 2009 (nonostante la crisi...), mentre scendono in Italia. Ma ne parleremo magari in un altro post.
La ricerca di Vigeo ha messo in luce quali sono i titoli di società quotate in cui investono maggiormente i fondi SRI, cioè i titoli più presenti nei portafogli dei fondi etici che utilizzano criteri d’investimento Esg (environmental, social and governance). Nella top 3 sono finite:
1) Hsbc
2) British Gas
3) Vodafone.
Nella top 20 c’è anche l’italiana Eni (16°), insieme a: Abb, Allianz, AstraZeneca, Bnp Paribas, France Telecom, Gamesa, Glaxo, H&M, Iberdrola, Nokia, Roche, Sanofi, Scottish Energy, Telefonica, Total, Vestas.
Un gruppo di titoli in cui c’è molta energy, ma anche finanza e industria farmaceutica, insomma settori che non sono mai stati animati da slanci molto etici. C’è, ad esempio, France Telecom, che è assurta agli onori delle cronache, si fa per dire, per la serie impressionante di suicidi che ha colpito negli ultimi tempi i suoi dipendenti, una situazione di altissima drammaticità che non può non rientrare nelle valutazioni di chi opera selezioni socialmente responsabili dei titoli.
Ma queste sono le classifiche. A mio avviso è bene che ci siano perché offrono una base di discussione da cui partire per vedere cosa fa e cosa può fare la finanza etica, dove sembra azzeccarci e dove invece pare che non c’azzecchi per niente. Poi, quando la discussione parte, bisogna anche vedere a quali conclusioni arriva. Che almeno, però, parta!
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