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Capire la finanza (etica)

venerdì, 18 giugno 2010

Si dice sempre che in Italia c’è un gap di cultura finanziaria e credo corrisponda a verità. Negli ultimi anni sono state lanciate varie iniziative di educazione finanziaria ad ampio spettro, una delle ultime è quella che ha visto protagonisti niente meno che Banca d’Italia, Consob, Covip, Isvap e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che dovrebbe dare origine prossimamente ad un portale web sull'educazione finanziaria.

Se c’è poca cultura finanziaria in generale in Italia, sicuramente ce n’è ancor meno di finanza etica così come la intende questo blog, cioè investimenti socialmente responsabili, Sri (socially responsible investment) o Esg (Environmental, social and governance).

Per questo oggi intendo segnalare l’iniziativa, più che meritevole secondo me, promossa dalla Fcre (Fondazione Culturale Responsabilità Etica, del sistema Banca Etica) e dalla Crbm (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale), che s’intitola proprio “Capire la finanza”. Da qualche tempo hanno infatti messo a disposizione delle schede monografiche su determinati aspetti della finanza: le istituzioni finanziarie internazionali, i paradisi fiscali, i rapporti finanziari tra Nord e Sud del mondo. E la finanza etica. La prossima scheda, hanno cadenza mensile, riguarderà un altro aspetto delicatissimo, quello dei prodotti derivati.

Tutte le schede sono disponibili sui siti di Fcre e Crbm, ma anche sul sito del mensile Valori, che tra l’altro è un’ottima fonte di notizie sulla finanza etica e dintorni.

Comunque, ecco il link specifico per la scheda sulla finanza etica. L’ho scorsa, un po’ velocemente purtroppo, e mi sembra molto utile e pratica (sono una ventina scarsa di pagine). In particolare segnalo, fra le cose che mi paiono più interessanti:
-la premessa, che spiega bene anche la questione terminologica sull'espressione finanza etica (io so di usarla su questo blog in modo un po’ personale, non improprio, ma il fatto è che mi piace il termine; e comunque basta intendersi, alla fine)
-le note storiche sui fondi d’investimento etici
-l’approfondimento sui fondi socialmente responsabili, con spiegazione dei criteri d’esclusione e inclusione e il dettaglio sul rating etico degli Stati, di cui si parla troppo poco perché lo spazio viene preso sempre dal rating etico delle società quotate
-le due pagine di bibliografia
-la pagina finale con la sitografia, italiana e internazionale.

Infine, mi piace riportare qui di seguito il primo punto del Manifesto della Finanza Etica, che la scheda presenta a pagina 3.

La Finanza Eticamente orientata ritiene che il credito, in tutte le sue forme, sia un diritto umano”.

Mica male, direi! ...se fosse effettivamente così, non vivremmo ancora in un mondo ideale, probabilmente, ma di sicuro in un mondo migliore.



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