Bond argentini, la lettera di Altroconsumo
mercoledì, 28 ottobre 2009
Altroconsumo, il noto magazine (e sito) a difesa dei consumatori famoso per mille battaglie, ha messo a disposizione sul suo sito una lettera per tutti i risparmiatori coinvolti nel crack dei bond argentini.
Il motivo è che il governo di Buenos Aires si sta muovendo per una nuova proposta di ristrutturazione del debito legato ai famigerati bond andati in default. Che, a occhio e croce, non sembra particolarmente favorevole per i risparmiatori. Negativamente si è anche espresso su questa proposta il presidente della Task Force Argentina, l'associazione creata anni fa da un pool di banche italiane proprio per tutelate gli interessi dei rispamiatori italiani coinvolti.
Voglio chiarire che qui non si mette in discussione che la crisi in Argentina sia stata un dramma, umano più che economico-finanziario evidentemente. Ma anche i risparmiatori hanno dei diritti che vanno tutelati, anche perché negli ultimi anni di fregature ne hanno prese mica poche pure loro.
Ora, che c’azzecca la finanza etica? C’azzecca, perché le agenzie di rating etico non emettono giudizi sulle performance socio-ambientali solo sulle società quotate. Ma anche sugli Stati nazionali, il che ricade sulla qualità, in termini socialmente responsabile, dei loro bond.
Ad esempio il rating etico sugli Stati prende in considerazione argomenti come l’applicazione o meno della pena di morte, l’effettivo godimento dei diritti umani, civili e politici, cose così. Cose come la libertà di stampa, nelle cui classifiche internazionali il nostro Paese, ahimè, negli ultimi anni sta scalando posizioni ma come i gamberi.
Oltre a invitare chi legge a prendere visione della lettera di Altroconsumo e, se crede, a inviarla via email all’Ambasciata dell’Argentina in Italia, sottolineo che sarebbe interessante sapere se e come un’operazione come quella che si sta organizzando sui bond viene valutata dalle agenzie di rating etico. A giudicare dalla lettera di Altroconsumo, non sembra un’operazione molto socially responsible.
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NO alle proposte argentine!
Non si deve cedere alle pretese degli attuali governanti argentini. Non solo per difendere i leggittimi diritti dei risparmiatori, come è sacrosanto (i motivi tecnici per cui non cedere sono state già spiegati da dpppnz). Cedendo, si favorirebbe un peggioramento della situazione POLITICA argentina stessa, e anche sudamericana. La Argentina può perfettamente pagare, e se non lo fa, è perché contradirebbe la propaganda nazionalistica fascistoide dell'attuale governo.
Ripeto osservazioni che avevo fatto in un'altro post:
Non si deve cedere con la Argentina, nè tantomeno tronare a fornirgli credito internazionale privato (Club de Paris, perlomeno)se non paga.
L'Argentina è governata da una copia (il matrimonio Kirchner) che, turnandosi al potere, gradualmente ha instaurato un regime che potremmo qualificare di 'fascismo rosso' (o di 'socialismo fascitoide' se preferite), disponendo spregiudicatamente della spesa pubblica per comprare consenso e anche parlamentari. Il tutto avvolto in una retorica propagandistica nazionalista-populista tipica del peronismo.
L'obiettivo è un regime alla Chavez, che è il loro alleato in Sudamerica. E' recente l'approvazione nella Camera (asservita ai Kirchner che hanno la maggioranza) di una legge proposta dal governo che, oltre dettare contenuti, instaura il controllo sulla stampa (in particolare la TV) attraverso un nuovo regime di licenze e di una rete di controllo statale formata da uffici distribuiti territorialmente, con dipendenti nominati dal governo (legge singolarmente presentata come "democratica"!).
Teoricamente i Kirchner diventeranno minoranza parlamentare perché hanno perso le elezioni di medio termine pochi messi fa. In dicembre 2009 ci sarà la assunzione di nuovi deputati, rinnovati per un terzo, ma è più che probabile che riescano a comperare quelli che servono per mantener la loro hegemonia.
Di recente è l'attingere ai fondi delle pensioni (recentemente nazionalizzati, contro la volontà dei contribuenti ai fondi pensione privati) per finanziare spese clientelari (sussidi a pioggia alle persone, ecc.)e il deficit fiscale. E' una delle risorse messe in campo in tutta fretta dopo la sconfitta eletttorale, per non perdere le prossime elezioni, visto che nel 2011 si tratterà di elezioni presidenziali.
Qualsiasi cedimento è favorire il progressivo raforzarsi di un regime filo comunista/fascistoide, che ha già reso la insicurezza giuridica una realtà pesante. Le imprese, non solo straniere ma anche locali, hanno subito e subiranno altissimi rischi finché questo regime non sarà sostituito da una democrazia rispettosa dei principi liberali.
ultima trovata argentina
Beh lascio perdere i commenti che ci sarebbero da fare..chi ha accettato lo scambio ( che ripeto ha restituito solo in teoria il nominale in realtà , ovvero il controvalore che è l'unica cosa reale , solo il 33.7% ) può solo far causa per danni.E non può far causa all'argentina.Gli altri hanno ben altre freccie nel loro arco.Stesso dicasi del confronto coi bond italiani..ben altro rating storico rispetto all'argentina.E nessun default.Quindi il paragone nn calza proprio.A mio parere invece hanno fatto bene gli aderenti al tfa che si sono tutelati con una r.r.Per finire..sono stati risarciti anche i competenti..il principio semmai è la mancata informativa da parte bancaria.Cmq nn mi interessa,tanto trattasi di inutili chiacchiere.Posto solo il sunto di un articolo ovvero che l'argentina intende chiedere una procedura di tutela nei confronti dei creditori.Sulle possibilità di tale azione bisognerà vedere come la pensano i giudici . In ogni caso tale procedura viene applicata in regime fallimentare nel diritto privato.Tale regime va assodato.Pertanto se l'argentina intende usare tale strumento dovrà dichiararsi in stato di fallimento e quindi insolvente su tutti i debiti.Non credo abbia alcuna possibilità di successo,visto che nel mentre ha pagato il fmi per intero,ma anche fosse la cosa sarà praticamente impossibile in germania vista la sentenza dell'alta corte che ha negato l'esistenza di uno stato di bisogno.Troverete altre informazioni nel sito dell'afta.Spero sia utile.In bocca al lupo a tutti
a dpppnz
Caro dpppnz, io ho scritto che e' stato restituito il "nominale" (in realta' una % in piu' in base al titolo detenuto - percentuali indicate in una delle 300 pg. dell'offerta di scambio) ed ho aggiunto "a scadenza 2038" che sottointendeva come il prezzo di mercato fosse completamente diverso (nei primi mesi del 2009 era 15/16 ora e' 29/30 - intendo sempre il Bond isin xs0205537581- per essere chiaro). Il prezzo di mercato e'... il prezzo di mercato e non credo si possa evitare. Io ricordo il Btp 11/2023 che a maggio 1994 quotava 63. E' vero un giudice non intende sapere le motivazioni che hanno portato al debito. Io non voglio sapere le motivazioni che hanno portato all'investimento. Per certo chiunque abbia investito in Argentina puo' fare, anche se ha aderito alla conversione del 2005, causa alla propria Banca (esistono gia' sentenze, favorevoli al cliente, passate in giudicato; in verita' non molto pubblicizzate), il reato si prescrive nel 2011 (mi pare).
Se comunque l'investitore dimostra di essere "competente" difficilmente puo' vincere la causa, in effetti l'assunzione di un rischio e' una delle componenti dell'investimento. Io credo che aderire all'OVPS del 2005 e fare causa alla propria Banca, nel frattempo, abbia portato piu' frutti che non aderire. Il rendimento dei Bond Argentina e' infimo ? Puo' essere ma comunque e' superiore a zero ed e' piu' probabile che Argentina riesca a sopportare il pagamento di quel tasso "infimo' che non tassi piu' elevati. L'ho gia' scritto ed aggiungo: "Se va bene ci penseranno i nipoti".
non è così
No caro tiziano non è così.Allora il rimborso del 2005 ha restituito il 33.7% del capitale in junk bond argentini di lunga durata per una parte del capitale.Non il 100% in quanto il valore attuale è appunto intorno ai 30/100.E questo perchè tali obbligazione pagano dei tassi da fame.Il valore a scadenza è puramente fittizio in quanto , dato moody's , un paese col rating argentino ha il 50% di probabilità di default in 10 anni.Quindi che un detentore di tali bond trentennali prenda il capitale , peraltro svalutato dall'inflazione , alla fine è cosa che appartiene più alla follia che alla realtà.Per finire i nuovi bond avranno giurisdizione argentina quindi al prossimo default nn si prenderà niente.Per il bond discount ,con il quale è stato ristrutturata la maggior parte del debito,è stato restituito il 33.7% del capitale con un discount bond ,dato a 100/100 ai bondholders,che quota intorno a 70-80% quindi un taglio addirittura superiore.Come loro abbiano fatto il debito è di nessuna importanza: prova a fare un debito come privato cittadino poi vedrai quanto interessa al giudice come tu abbia fatto il debito.Importante invece che l'argentina abbia ben 45 mld di dollari di riserve , più del doppio del debito da ristrutturare , che nonostante la crisi abbia ancora un consistente surplus commerciale , che disponga di beni e terreni di certo non uso pubblico , che abbia pagato al 100% interessi inclusi il fmi e via dicendo.A controprova di ciò basti pensare ai numerosi tentativi di esecuzione verso ambasciate e consolati vari che da soli già basterebbero a compensare una bella fetta di debito.Trattasi di debitore potenzialmente solvente ma volutamente insolvente.Cosa peraltro riconosciuta dall'alta corte tedesca che ha negato lo stato di necessità dei ladrones argentini.Quanto all'italia e al suo governo nn sono per nulla d'accordo: esiste una costituzione e va rispettata.E c'è scritto esplicitamente che lo stato DEVE tutelare il risparmio , non fregarsene altamente.Per finire..l'argentina teme il nostro rifiuto , vedasi articolo di clarin , ed ha convocato l'ambasciatore italiano proprio a tal proposito.Dalle affermazioni riportate sembra che sia il tfa , che afta , task force usa , che i fondi dark rigetteranno l'offerta.Non fatevi convincere dalle certezze argentine circa una presunta buona fede riconosciuta dai giudici: le sentenze già emesse parlano chiaro sentenziando il rimborso integrale interessi inclusi del debito e riconoscendo , vedasi l'alta corte tedesca , l'argentina come capace di rimborsare.Il Giudice Griesa , citato in alcuni recenti articoli come sensibile alle moine argentine , in realtà ha emesso numerose ordinanze di sequestro a copertura del debito , che nn sono ancora state eseguite solo perchè l'argentina nega la proprietà dei beni sequestrati, rigettando puntalmente qualsivoglia controdeduzione argentina.Non solo ma in una recente sentenza si è riconosciuta la competenza di un tribunale americano anche per i bonds con giurisdizione tedesca consentendo di agire negli usa.In francia sono stati sequestrati alcuni c.c. nei quali vengono versati gli stipendi dei dipendenti delle ambasciate.Tutti azioni esecutive , quindi con sentenza già passata in giudicato.L'argentina lo sà benissimo e più che sperare in un cambio di rotta giuridico , con il relativo rimangiarsi tutto da parte di tutti i giudici e le corti del caso,spera che i più timorosi si spaventino e cedano allo swap.Attenzione..per chi vuol cedere meglio vendere subito che accettare.Chi accetta prenderà junk bond , con tassi da fame e quel che è peggio con giurisdizione argentina.Cmq..fermo qui i miei post perchè le chiacchiere fini a se stesse nn servono a nulla.Lascio la mail per chi è interessato a dare battaglia formando un gruppo deciso e aggressivo.Mi auguro che chi ha perso i risparmi di una vita o anche solo un aiuto per il futuro dei suoi figli nn si arrenda e nn si abbandoni allo sconforto perchè è proprio quello che questa manica di ladri vogliono.Per gli altri..buona fortuna.
http://www.youtube.com/watch?v=zAWivIQxuG0
Il titolo e' il link a cui molti, di coloro che hanno commentato, potranno vedere come si e' creato il debito argentino. Non credo si debba indulgere in commiserazione o quant'altro ma penso che sia importante "vedere per capire".
Lo scambio proposto nel 2005 ha di fatto restituito il nominale (qualcosa in piu' del 100%) a scadenza 2038 (posso dire: se lo godranno i nipoti) fatto salvo che non si sia scelto di avere il titolo, quasi pari durata, rendimento elevato ma nominalmente diminuito del 65%.
Credo che al momento della conversione alcune banche d'affari abbiano fatto affari d'oro acquistando da investitori che, disorientati dalle banche (ABI), invece di aderire hanno venduto.
Credo che la vera (non unica) mancanza dello Stato Italiano sia non avere la Class Action che serviva non solo per Argentina ma per Parmalat, Cirio, ecc. ecc.





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