Banche "responsabili" all'80%
mercoledì, 10 febbraio 2010
Ebbene sì, checché se ne dica delle banche (spesso non a torto, diciamocelo), bisogna ammettere che il settore bancario è fra quelli che prima e più degli altri ha sposato la causa della responsabilità sociale.
La conferma arriva dai dati che vengono presentati in queste ore al Forum Csr di Abi, in corso a Roma.
L’80% delle banche, infatti, pubblica il bilancio sociale. E più della metà lo pubblica insieme al bilancio d’esercizio, il che è un segnale dell'impegno che ci mettono, perché spesso e volentieri questo documento vede la luce qualche mese più tardi (a volte molti) rispetto al bilancio d’esercizio.
Un altro dato interessante è che quasi due banche su tre (64%) hanno costituito al loro interno una Unità Csr, a presidio di tutto quello che ha a che fare con la responsabilità sociale d’impresa. E anche questo è significativo, perché a volte i Csr manager sono manager “prestati” alla Csr, spesso a part-time, nel senso che sono responsabili di altre funzioni (in molti casi della comunicazione, delle relazioni con gli investitori, delle relazioni esterne) che dedicano solo una parte del loro tempo alla Csr. Se c’è un manager e ancor più una struttura dedicati alla Csr, quanto meno il tempo e le risorse ci sono per rendere più socialmente responsabile l’attività bancaria.
Con tutto quello che è successo nelle banche negli ultimi tempi, crisi, polemiche sui mega-stipendi (di cui il blog si è occupato in diverse occasioni, ad esempio qui, qui e qui, e su cui c'è da registrare la recente "vittoria" conseguita dagli svizzeri di Ethos Fund nei confronti di un paio di società elvetiche per l'ammissione nelle prossime assemblee degli azionisti del voto sui piani di remunerazione del management), sui derivati agli enti locali e chi più ne ha più ne metta, senza voler tirare in ballo Cirio, Parmalat, bond argentini e compagnia cantante, certo non si può da questi numeri dedurre che le banche sono socialmente responsabili punto e basta. Direi però che sono buone premesse affinché la responsabilità sociale diventi più capillarmente e strutturalmente presente nel loro agire quotidiano. Almeno lo spero, perché ce n’è tanto ma tanto bisogno, in banca e altrove.
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