Servono ancora prove che la finanza etica non deprime i rendimenti? Che investire in modo socially responsible non significa rassegnarsi a guadagnare meno? Che, anzi, specie nel medio-lungo periodo, l’investimento responsabile spesso la spunta su quello tradizionale ed è allo stesso tempo più prudente, accorto, proprio in virtù dei criteri che utilizza? E che allo stesso tempo contribuisce a rendere il sistema finanziario più stabile, trasparente, anch’esso più responsabile, nell’interesse di tutti?Sì, servono ancora, eccome!Servono perché la pattuglia dei cocciuti che non si arrendono, che continuano a dire, anzi, a recitare il loro sterile mantra che “finanza ed... [continua]
Un post per dare notizia della revisione semi-annuale degli indici etici FTSE4Good, quelli della Borsa di Londra, secondi come importanza a livello internazionale solo agli indici etici di Dow Jones.La revisione, che sarà operativa dal prossimo lunedì 22 marzo (quando in Italia cambierà anche il FTSEMib, con l’ingresso di Azimut e l’uscita di Mondadori), ha visto l’ingresso di ben 23 nuovi titoli. A farla da padrone, come Paese di provenienza, è il Regno Unito con 6 società. Due nuove società sono italiane, Saipem e Lottomatica.Poiché non soddisfano più i criteri di esclusione degli indici, in particolare i criteri ambientali e i criteri relativi al rispetto dei... [continua]
Diversi appuntamenti dedicati alla finanza etica (e dintorni) sono in programma nella prossima edizione di Fa’ la cosa giusta, una delle manifestazioni che per prime in Italia ha iniziato a battere il tasto della sostenibilità nel modo di produrre, consumare, investire, insomma vivere.Nata nel 2004 a Milano, Fa’ la cosa giusta ritorna in questo fine settimana, da venerdì 12 a domenica 14 marzo, con un programma culturale davvero molto fitto e articolato, come si dice in questi casi: per tutti i gusti. Sono andato a spulciare l’elenco degli incontri e dibattiti per vedere cosa bolle in pentola, quest’anno, per chi si occupa come questo blog di finanza etica e investimenti socialmente responsabili... [continua]
Non posso farne a meno. Torno a posare la piccola lente di questo blog sul Fondo pensione governativo norvegese, che fa sempre parlare di sé, almeno quelli che si interessano al mondo dell’investimento socialmente responsabile o finanza etica che dir si voglia.Ci torno perché proprio in questi giorni sono state prese un paio di decisioni importanti, che meritano a mio avviso di essere messe in evidenza.La prima. L’altro ieri, martedì 2 marzo, mi arriva il comunicato stampa che dice che sono state aggiornate le linee guida in base alle quali il fondo opera i suoi investimenti e dis-investimenti. Ciò segue la revisione delle guideline avvenuta nel corso del 2009, che aveva concluso che le linee guida... [continua]
Il blog torna sulle trimestrali etiche, proposta provocatoria ma non troppo che vuole far riflettere sulla fattibilità e l’efficacia di una richiesta alle società quotate di pubblicare trimestrali che rispondano alle istanze della finanza etica e degli investitori socialmente responsabili (che in Italia, almeno a livello potenziale, non dovrebbero mancare).Rapporti, cioè, che contengano non solo le cifre tradizionali che descrivono dal punto di vista economico-finanziario lo stato di salute di una società, ma anche indicatori socialmente responsabili o Esg che danno informazioni aggiuntive sulla qualità sociale e ambientale di un’impresa. E che spesso, direi anzi sempre, sono più... [continua]
Da quando mi occupo di responsabilità sociale d’impresa, che è l’altra faccia della medaglia della finanza etica, ho sempre sentito parlare di un uomo, un italiano cittadino del mondo, come di un riferimento imprescindibile, ieri e oggi, probabilmente anche domani, dopodomani e sempre.Quest’uomo era Adriano Olivetti. Oggi ricorrono i cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta il 27 febbraio 1960. Mi permetto, insieme, di ricordare anche il mio amico Vittorio, fondatore del Network Adriano Olivetti, che tanto mi aveva parlato, con entusiasmo e allegria, di quanto quell’uomo aveva fatto.Non sarò certo io a scrivere qualcosa di nuovo su quest’uomo, che non ho avuto la fortuna di... [continua]
Se investi guardando all’etica ti devi accontentare di guadagnare meno: quante volte ho letto e sentito ragionamenti come questo. Eppure, ma bisogna volerlo vedere, sono ormai innumerevoli e dico i-n-n-u-m-e-r-e-v-o-l-i le dimostrazioni che dal punto di vista dei rendimenti l’investimento socialmente responsabile o Sri non ha nulla da invidiare a quello tradizionale. Anzi, nel medio e lungo periodo molto spesso è più performante.L’ultima conferma? È di casa nostra. Arriva dai fondi etici di Etica sgr, di cui più volte su questo blog ho scritto apprezzandone l’approccio all’investimento socially responsible, in particolare le pratiche di azionariato attivo, e le prese... [continua]
È una sorta di “Go green!” quello che sta succedendo al sistema economico, che ha capito che la conversione “verde” non è una delle opzioni possibili, è l'unica opzione per il futuro. E la finanza non fa ovviamente eccezione, pure la finanza etica di cui il blog si occupa.Un esempio sono gli indici azionari verdi che stanno proliferando un po’ ovunque. Se fino ad ora, più o meno da dieci, in alcuni casi quindici anni a questa parte, la finanza etica si è basata soprattutto sugli indici etici o sostenibili o socially responsible, come li vogliamo chiamare, ora non mancano gli indici verdi: quelli cioè basati sulle performance ambientali delle imprese.Uno degli ultimi... [continua]
Si è sempre alla ricerca, per chi si occupa di finanza etica e responsabilità sociale d’impresa, del modello di rating perfetto, infallibile, che dica chi è responsabile e chi non lo è. Ovviamente questo modello non può esistere, si tratta di trovare quello più affidabile, oggettivo, il più prossimo all’ottimo.A volte, però, bastano dei segnali per farsi un’idea di quanto nel Dna di un’azienda ci sia o meno l’attenzione alla responsabilità sociale. Anche se sta alla sensibilità e al sistema valoriale di chi legge quei segnali decidere quanto possono pesare, essere indicativi, al di là della specifica questione a cui si riferiscono... [continua]
Specchio delle mie brame, dimmi, qual è il Paese più Sri del reame? Domanda destinata forse a restare senza risposta. Tuttavia una recente indagine offre almeno qualche indizio.Qualche giorno fa ho scritto che in Norvegia la finanza etica fa -17. Pare, invece, che in Olanda faccia 73 (%).In Olanda, infatti, dove il mercato dei fondi pensione è uno dei più sviluppati in Europa (vale circa 700 miliardi di euro, in Italia vale più o meno la decima parte), quasi i tre quarti dei fondi pensione, il 73% appunto, hanno adottato delle policy d’investimento che s’ispirano al socially responsible investment. Prendendo a riferimento in particolare i principi espressi nel Global Compact e quelli di Un... [continua]
A circa una settimana dal Forum Csr di Abi, che ha fornito una serie di numeri sulla diffusione nel settore bancario di pratiche socialmente responsabili (di cui il blog ha riferito qui e qui), si torna a parlare di valutazione delle banche dal punto di vista Esg (environmental, social and governance).L’occasione è data dall’incontro organizzato per domani martedì 16 febbraio 2010 a Milano, alle ore 17.00, dal Forum per la finanza sostenibile in collaborazione con Abi e con due delle società che per prime in Italia si sono occupate di rating etico e dintorni, di finanza etica, di performance e indici socially responsible, ossia Vigeo Italia e Ecpi. Titolo dell’incontro: “Questioni Esg nel... [continua]
Chi può richiamare le società quotate alle loro responsabilità sociali? Chi ne ha non l’autorità, che spesso si rivela inefficace, ma la forza? Risposta: i grandi investitori, come ad esempio i fondi pensione. Come si può leggere sul sito ufficiale dei Principles for Responsible Investment, l’iniziativa dell’Onu per la diffusione del socially responsible investment fra i protagonisti del mondo finanziario, è successo che una larga coalizione di grandi investitori internazionali, con una forte presenza di fondi pensione, ha deciso di fare pressing su una 90ina di società firmatarie del Global Compact, altra importante iniziativa targata Onu per la promozione della... [continua]
Altri dati dalla due giorni del Forum Csr di Abi che si è chiuso oggi a Roma. E stavolta, dopo quelli sulla diffusione del bilancio sociale fra le banche italiane, di cui il blog ha riportato ieri, si parla di iniziative, programmi e in generale dell’atteggiamento degli istituti di credito verso il “green way of life”: l’ambiente, la sostenibilità, la green economy, insomma.Allora, schematicamente, i principali dati sul rapporto tra banche e ambiente dicono che:-l’81% delle banche (considerando il totale attivo, il 73,5% in termini di sportelli) offre prodotti finanziari attenti al climate change e all’effetto serra -in particolare, il 77% delle banche offre prestiti a tassi agevolati per... [continua]
“Ebbene sì, hai colpito anche stavolta!”, si potrebbe dire parafrasando il mitiKo cartone animato Nick Carter. Perché il fondo pensione norvegese, secondo fondo sovrano al mondo per asset gestiti, ha operato una nuova esclusione. Di titoli di società che non rientrano, o non rientrano più, fra quelle selezionabili secondo i criteri sociali e ambientali (o Sri, o Esg, basta intendersi) applicati dal suo Comitato etico. Stavolta a finire nel mirino sono state le società collegate al settore del tabacco. Per essere precisi, alla produzione del tabacco. Un tema su cui in finanza etica si dibatte da sempre, essendo uno dei settori considerati più controversi insieme ad esempio al... [continua]
Ebbene sì, checché se ne dica delle banche (spesso non a torto, diciamocelo), bisogna ammettere che il settore bancario è fra quelli che prima e più degli altri ha sposato la causa della responsabilità sociale.La conferma arriva dai dati che vengono presentati in queste ore al Forum Csr di Abi, in corso a Roma.L’80% delle banche, infatti, pubblica il bilancio sociale. E più della metà lo pubblica insieme al bilancio d’esercizio, il che è un segnale dell'impegno che ci mettono, perché spesso e volentieri questo documento vede la luce qualche mese più tardi (a volte molti) rispetto al bilancio d’esercizio.Un altro dato interessante è che quasi... [continua]
Servono ancora prove che la finanza etica non deprime i rendimenti? Che investire in modo socially responsible non significa rassegnarsi a guadagnare meno? Che, anzi, specie nel medio-lungo periodo, l’investimento responsabile spesso la spunta su quello tradizionale ed è allo stesso tempo più prudente, accorto, proprio in virtù dei criteri che utilizza? E che allo stesso tempo contribuisce a rendere il sistema finanziario più stabile, trasparente, anch&rsquo...
Un post per dare notizia della revisione semi-annuale degli indici etici FTSE4Good, quelli della Borsa di Londra, secondi come importanza a livello internazionale solo agli indici etici di Dow Jones.La revisione, che sarà operativa dal prossimo lunedì 22 marzo (quando in Italia cambierà anche il FTSEMib, con l’ingresso di Azimut e l’uscita di Mondadori), ha visto l’ingresso di ben 23 nuovi titoli. A farla da padrone, come Paese di provenienza, è...
Diversi appuntamenti dedicati alla finanza etica (e dintorni) sono in programma nella prossima edizione di Fa’ la cosa giusta, una delle manifestazioni che per prime in Italia ha iniziato a battere il tasto della sostenibilità nel modo di produrre, consumare, investire, insomma vivere.Nata nel 2004 a Milano, Fa’ la cosa giusta ritorna in questo fine settimana, da venerdì 12 a domenica 14 marzo, con un programma culturale davvero molto fitto e articolato, come si dice...
Non posso farne a meno. Torno a posare la piccola lente di questo blog sul Fondo pensione governativo norvegese, che fa sempre parlare di sé, almeno quelli che si interessano al mondo dell’investimento socialmente responsabile o finanza etica che dir si voglia.Ci torno perché proprio in questi giorni sono state prese un paio di decisioni importanti, che meritano a mio avviso di essere messe in evidenza.La prima. L’altro ieri, martedì 2 marzo, mi arriva il...
Il blog torna sulle trimestrali etiche, proposta provocatoria ma non troppo che vuole far riflettere sulla fattibilità e l’efficacia di una richiesta alle società quotate di pubblicare trimestrali che rispondano alle istanze della finanza etica e degli investitori socialmente responsabili (che in Italia, almeno a livello potenziale, non dovrebbero mancare).Rapporti, cioè, che contengano non solo le cifre tradizionali che descrivono dal punto di vista...