Sud, che disastro!
martedì, 23 febbraio 2010
Come se non bastassero tutti i guai accentuati dall’arretratezza economica del meridione, come ogni anno le piogge si trasformano in calamità. Non solo dunque la carenza cronica di infrastrutture degne di un paese Europeo ma anche un territorio che più devastato non si può.
Altro che Europa Unita, qua c’è ancora da fare l’Italia!
Come da copione si dovrà intervenire d’urgenza, tant’è che è la Protezione Civile a doversene occupare, il fiume di denaro stanziato per rimettere in sesto Calabria e parte della Sicilia dovrà essere pure speso in fretta, prima che sia un fiume di fango a ricoprire tutto.
Ma ci sarà anche una risposta alla domanda: perché aspettare la calamità? Non si dice che è meglio prevenire che curare? Ma dove? In Italia? E per giunta al Sud?
Gli ultimi noti eventi che hanno caratterizzato la Protezione Civile hanno suggerito a qualcuno di renderla regionale, così da non accentrare troppo potere in poche mani e contemporaneamente avere la stessa più vicina alle proprie popolazioni.
Chi mai potrebbe dire che è questa una cattiva idea? Nessuno, se si pensa alla cultura comune del Nord Italia, ma al Sud sarebbe una delle ennesime “Salerno-Reggio Calabria”.
Il meridione d’Italia si trova in queste condizioni per la ormai più che evidente incapacità di autogovernarsi. L’elenco di esempi sarebbe forse troppo lungo.
Il Sud Italia, per restare in Europa dovrebbe essere “commissariato” di peso, per almeno una decina d’anni, e il commissario dovrebbe essere un plenipotenziario, altro che Bertolaso, con ampia possibilità di decidere su territorio, sicurezza e gestione comune. E lo dico da meridionale, e mi spiace per le tante intelligenze e risorse che pur ci sono e resistono; ma al momento, se guardiamo al quadro complessivo, non sono certo i più bravi a gestire la cosa pubblica, mi pare.
Altrimenti di certo non sarebbe, il Sud, nello stato in cui si trova.
È una fuga lenta e costante dal Sud, vanno via investitori e cervelli, cosa rimane? A parte il sole ed il mare, quali sono mai le attrattive di queste regioni? Quali sono le politiche di sviluppo locali proposte?
A quando il “Commissario ad acta”?
Alessandro di Napoli
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I vescovi
e ci voleva il Vescovo????.....
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/02/24/visual izza_new.html_1707225329.html
Cosa rimane?
"È una fuga lenta e costante dal Sud, vanno via investitori e cervelli, cosa rimane?"
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La mafia e la crimilalità organizzata (con la connivenza dei poteri dello Stato).
E la proliferazione dei dipendenti pubblici (regioni, province, comuni, comunità montane a livello del mare, ecc...), quasi tutti fancazzisti...
Nino
Sud
Da meridionale costretto a lasciare la mia terra e la mia famiglia per cercare lavoro aggiungo che il commissario ad acta dovrebbe essere tedesco, magari nominato direttamente dalla Merckel. La ragione? ormai nel centro-nord del paese è maturato -magari non a torto- nei confronti del Sud soltanto un sentimento di rifiuto totale, la convinzione che l'area sia solo da utilizzare per il mare e il sole durante i periodi di vacanza. Ci vuole qualcuno che venga a rimettere le cose a posto per lavoro, che abbia nel DNA l'onestà, la sobrietà ma anche la fermezza. E queste caratteristiche non sono presenti nei nostri amministratori e politici (indipendentemente dalla regione di provenienza)
R: Sud
mi compiaccio per l'articolo ed il tuo commento. Ma quanto sarebbe lungo entrare nei dettagli? Per lavoro ho avuto tanto da fare con il ns Meridione. Quante incazzature per il fatalismo, la criminilatà organizzata, la micro . . è stato fatto e si fa troppo poco per metterci nella ns CRAPA di Italiani che senza legalità - ad ogni livello - non si va avanti. Ciao. Ma proseguiamo con questo dibattito.
R: Sud
concordo, anche io pensavo ad un commissario super partes. Anche straniero va benissimo!





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