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Questa è Maastricht!

mercoledì, 24 marzo 2010

La crisi della Grecia e le continue difficoltà a rimanere negli stretti parametri imposti dai trattati della Comunità Europea hanno evidenziato la debolezza degli Stati rispetto alle istituzioni economiche, sovente da essi stessi volute.

Tra le “buone” condotte richieste alle Nazioni aderenti all’euro vi è la “no bail-out clause”; uniamo a questa il divieto del finanziamento monetario del tesoro da parte della banca centrale e l’obbligo di tenuta del rapporto tra PIL e disavanzo, ed ecco una miscela esplosiva; gli Stati si stanno facendo impiccare con la corda da essi stessi fornita.

La regola che gli Stati membri non siano tenuti a farsi garanti del debito di un paese aderente era stata pensata, dicono, per evitare che con l’integrazione economica la situazione debitoria di un qualche paese aderente possa poi ripercuotersi sull’intera comunità.

Un po’ come dire che al club si può appartenere fino a quando si è in sana e robusta costituzione, chi si ammala allora deve essere abbandonato perché potrebbe infettare e dunque minare l’ economia del gruppo.

Sono certo che questa bella pensata non è partorita dalla politica ma da chi, spacciandosi per consulente tecnico, ha affiancato il percorso di chi doveva decidere per poi scaricarsi dalla responsabilità.

La Banca Centrale Europea, emittente e gestore unico della moneta comunitaria, moneta che rappresenta l’unione di quasi tutti gli europei, che rappresenta il sogno di un grande ed unito paese che fa delle tipicità e delle differenze la sua forza, si guarda bene dal correre in soccorso del malato ed impone l’omissione di soccorso pure agli altri pena l’indebolimento dei foglietti da essa stampati.

Questa è la verità, siamo all’assurdo dove uno Stato sovrano deve indebitare i suoi cittadini a tassi usurai perché gli è impedito di indebitarsi con la Banca emittente, la quale però presterà denaro alle banche commerciali che poi, caricando interessi, lo presteranno al malato comprando i suoi titoli, che poi useranno per garantire i loro prestiti presso la BCE,è dunque una partita di giro, e poi il malato deve pure dire grazie mentre i suoi “familiari” stanno a guardare come i “medici” ingrassano i loro bilanci.

Certo ci sarà pronto qualche “sapientone” che ci spiegherà l’importanza del controllo da parte delle banche centrali sulla massa monetaria, il pericolo dell’inflazione e varie ed eventuali; e che se lasciassimo fare agli Stati il pericolo è che sarebbero tentati a stampare moneta a gogò, può darsi, ma se al malato si fa pagare cara la medicina, forse non la può comprare e dunque muore, ed inoltre, se il malato fa parte di una Comunità, perché non può avere la medicina a prezzo “convenzionato”?

Senza contare che in giro qualche farmaco generico, FMI per esempio, pare ci sia e con stessi principi attivi.

Il sapientone sa, ma non lo dice, che se un debitore non può restituire le somme prenderà denaro a qualsiasi tasso, dunque le banche che prestano o sono ingenue o sanno benissimo che qualcuno pagherà; stanno dunque spellando il pollo di turno.

Complici le autorevoli agenzie di rating, i Greci, i Portoghesi e poi altri lavoreranno i prossimi anni non per il loro tenore di vita ma per quello di qualcun altro.

È giunta l’ora che i cittadini Europei, in un modo o nell’altro, si riprendano il controllo di certe istituzioni che devono servire solo ed esclusivamente al benessere delle popolazioni e non al benessere di pochi eletti.

Alessandro di Napoli

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Commenti dal 1 al 2
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Damiano Martorelli venerdì, 26 marzo 2010

Trattati e trattamenti...

Il problema di fondo è che il Tratato fu imposto ai suoi tempi dalla Bundesbank, secondo la visione tedesca che imponeva rigore a fronte di una visione tedescocentrica dell'economia: molto export, poco import, e bilanci in equilibrio. Peccato che l'assunto poteva valere per la sola Germania (che pure le sue grane le ha ancora con una parte orientale che "pesa" sul resto della locomotiva teutonica) e in una fase espansiva dell'economia.
Ma gli altri paesi europei non avevano tale situazione "virtuosa" (se può dirsi tale sul lungo periodo), ma per farli entrare nell'euro e nella moneta sono stati tenuti stretti i parametri, senza pensare che sul lungo periodo sarebbero stati insostenibili: vuoi per il rapporto deficit/pil completamente diverso tra i vari attori (vedi Italia), vuoi per il fatto che è facile predicare il rigore in casa d'altri, ma applicarlo in casa propria è altra cosa: le spese allegre della Grecia lo dimostrano, e ciò vale anche per gli altri (Italia compresa).
La crisi internazionale ha solo fatto venire prima del dovuto allo scoperto il bubbone che era insito già alla fondazione del trattato di Maastricht e della BCE: senza una politica economica coordinata, l'assunto che tutti dovevano stare nei parametri era pura utopia, e i fatti lo dimostrano. Questo perchè i fardelli pregressi non sono scomparsi entrando nell'unione (leggesi: debito pubblico) ma anzi sono aumentati per le ragioni più disparate (e senza voler entrare nelle diatribe politiche destrorse/sinistrose). Non solo, ma nel passato, tali fardelli sono stati "ammortizzati" nell'unico modo possibile: ovvero svalutando la moneta.
Ma la cosa non si può più con l'euro. Infine, con economie diverse, e tassi di crescita diversi, è come se una parte dello stesso corpo ringiovanisse, una parte fa lifting in qualche modo, mentre l'altra deperisce: alla fine l'intero corpo comunque ne risente, perchè ha poco senso farsi il lifting facciale, e mostrare 20 anni, se il resto del corpo è decrepito...
Alla fine, il corpo è uno, e come nella famosa novella di Cincinnato delle membra del corpo, non è che le braccia possono sopravvivere, senza tronco e gambe...
Il punto o il nodo è che così com'è l'Europa e l'euro non possono funzionare: ma finchè nessun Paese fa un passo indietro e non si rende conto che questo è solo il principio del problema, e non un semplice raffreddore passeggero, di malanni ne arriveranno a carrettate, che si chiamino Italia, Spagna o Portogallo poco importa: prima o poi, anche la Germania si renderà conto che non può sopravvivere o vivere di rendita alle spalle altrui.

n° 2
alessandro di napoli venerdì, 26 marzo 2010

R: Trattati e trattamenti...

domanda: dunque la vechhia inghilterra se la caverà meglio di tutti?

fdele giovedì, 25 marzo 2010

sono in accordo

sono d'accordo,è un ottimo scritto.ma l'ultima parte è utopia pura
poiche ormai siamo tutti nel sacco,a meno che armi in pugno non si ripristini la legalita alle leggi della vita stessa e delle logiche del libero scambio e mercato,ormai tutto controllato tramite il flusso di moneta
saluti cari

n° 1
alessandro di napoli venerdì, 26 marzo 2010

R: sono in accordo

sarà un'utopia ma non posso farle passare sempre lisce.... o no?

da

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