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Posto fisso o posto mobile?

mercoledì, 21 ottobre 2009

Non ci siamo proprio, nel 2010 utilizziamo ancora parole arcaiche per identificare quello che è un diritto e un dovere di ogni buon cittadino.

Il lavoro non è il posto.

Se non ci scrolliamo di dosso questo peso culturale, non risolveremo mai il problema. Il lavoro non può essere un “posto”, il lavoro è un’attività legata a una domanda e a un’offerta. Solo stimolando le due si crea lavoro, e se si crea lavoro nessuno avrà paura di perderlo. Compito della politica deve essere quello di costituire le basi e le condizioni in cui l’economia può prosperare e dunque il lavoro crescere.

Mica si può, per legge, imporre di tenere un collaboratore per sempre?

Così si rischia di vedere gli investimenti scappare verso altri lidi, come ormai da un ventennio accade.

Nessuna azienda ha interesse a cambiare i suoi collaboratori a ogni tot, sarebbe un suicidio, così il dipendente ha interesse a stabilizzare nel tempo il suo rapporto di lavoro.

È la stabilità lavorativa che rende la visione del futuro della persona più rosea e la vita più decorosa; ma è una condizione non ottenibile per legge, è una condizione che arriva con una maturazione culturale. Partite IVA e dipendenti pari sono, traggono soddisfazione dalla loro attività quotidiana e le aspettative nel futuro sono figlie della qualità del loro lavoro.

Spingere alla conquista del posto come unica possibilità di una vita migliore è fuorviante, spingerebbe tutti a cercare l’unico ambiente dove il “posto” è veramente, e aggiungo purtroppo, “per sempre”: l’amministrazione pubblica.

Perché, con tutte le garanzie di questo mondo, comunque, se un’azienda va male fallisce e chiude: tutti a spasso.

Salvo casi particolari (Alitalia etc etc…  ma questo è un altro film).

Piuttosto va stimolato un salto culturale, anche l’occupante di un “posto” deve farsi carico della responsabilità di tenere in piedi l’attività che gli ha dato quella posizione, e non, come purtroppo avviene spessissimo, ammazzare il proprio business con attività “contro” e non “pro”.

Fannulloneria, menefreghismo, assenteismo e altre Italiche furbate le conosciamo tutti e dilagano ampiamente in settori sia pubblici sia privati; le vogliamo rendere possibili e intoccabili “per legge”? Non è il caso.

Costruiamo piuttosto un futuro migliore, dove la cultura del lavoro, il rispetto della persona, la certezza dei diritti e la coscienza del dovere siano i valori sociali di riferimento; piena occupazione porta benessere e dignità, la si ottiene creando le condizioni per la crescita, questo deve fare la politica, null’altro!

Alessandro di Napoli

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Commenti dal 12 al 16
(16)

Silvano sabato, 24 ottobre 2009

Sogni e disturbi mentali!

Per fedele:
Tu parli di sogni, illusioni, sottosviluppati mentali, uomini che non stanno in piedi, uomini che guidano a 160 orari, enormi risate, presunzioni utopiche, forse nei sogni o al cinema, società di LEVANTINI, discussioni per anni, sappiamo parlare bene, l’arte di fare è di pochi, non sapere che giorno è, l’altro miope e cieco che propone la programmazione, non esiste un briciolo di consapevolezza, è meglio lasciar stare, nelle istituzioni si fabbricano deficienti e tarati, nell’antica Grecia il maestro sceglieva gli allievi! Soltanto chi si riconosce in queste idee si esprime in questo modo! Ti domando: i tuoi interventi sono tutte idiozie di questo tenore e con questa logica? Se è così bisogna riconoscere che la tua è una “intelligenza unica, superiore e favolosa”!

n° 16
fedele venerdì, 23 ottobre 2009

ma voi sognate

arieccoci con le illusioni,ma vi siete guardati in giro,programmazione
controllo posti di lavoro,ma di che cosa scrivete,una societa sottosviluppata mentlmente rispetto alla tecnologia che detiene,ma figuriamoci,l'uomo non riesce a camminare,pero ha la pretesa di guidare le macchine a 160 orari,è solo una enorme risata questa presunzione utopica di sistemare le cose reali,forse nei sogni o al cinema,societa di LEVANTINI
ove per fare una cosa si discute per anni,parlare quello si lo sappiamo
fare molto bene,ma l'arte di fare è di pochi,lasciamo stare che è meglio
la maggior parte della popolazione si alza dal letto la mattina e non sa nemmeno che giorno è,e l'altro viene a proporre la programmazione dei medici
etc etc che miope e cieco,se avesse un briciolo di consapevolezza,saprebbe
che è meglio lasciar stare poiche proprio in tali istituzioni si fabbricano
i deficienti e tarati,nell'antica Grecia era il maestro che scieglieva gli allievi.buona sera cari

n° 15
Silvano venerdì, 23 ottobre 2009

Noi programmiamo poi controlliamo!

Programmazione?? quella cosa che ha portato al dissolvimento dell'unione sovietica? no grazie! regolamentazione e controllo?.... si grazie
Per Alessandro:

Si possono programmare le quantità da produrre del latte, delle patate, del grano, del vino, dell’olio e delle cipolle, ma quando si tratta dei posti di lavoro bisogna scomodare l’unione sovietica? Quando si tratta del numero chiuso dei medici si possono limitare le lauree mentre di tutti gli altri non se ne parla affatto? Credo che regolamentare e controllare va bene "dopo" che si è programmato, allora così ci siamo! Ringrazio per l’opportunità del chiarimento e chiedo scusa per la poca chiarezza. Saluti cordiali!

n° 14
Roberto Domenichini venerdì, 23 ottobre 2009

Una proposta concreta

Esco un attimo dal mio liberismo per comprendere le ragioni di chi crede che certe funzioni sia necessario delegarle a qualcuno competente ed onesto.

Se vi può interessare avrei una proposta molto ma molto semplice.

Alle prossime elezioni se si presenteranno persone delle quali conosciamo nome e cognome, numero di scarpe, stessa taglia di vestito, ecc... ci asteniamo; viceversa se si presentano baldi giovani e baldi vecchi che hanno almeno un'idea concreta sul da farsi e ci convince potremmo anche pensare di votarlo.

Il problema è che se si presenta Alessandro di Napoli, persona sincera e onesta, nessuno lo considera perchè semplicemente non gode di quel potere per raccomandare il votante.

Se continuaiamo a votare i soliti noti che hanno dimostrato a più riprese di non essere coerenti forse sotto sotto preferiamo gridare allo scandalo che rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto per il Paese.

Buon pomeriggio a tutti

n° 13
alessandro di napoli sabato, 24 ottobre 2009

R: Una proposta concreta

Caro Roberto...stai proponendo la mia candidatura politica?? ;-) cavolo, sono onorato! ... se fosse possibile essere eletti per le proprie idee....certo non sarebbe male, ( vale per tutti )

Invece dici che per essere eletti si deve avere la Forza di RACCOMANDARE...
Ne sono convinto anche io!
saluti

Silvano venerdì, 23 ottobre 2009

Il lavoro va diviso fra tutti i lavoratori presenti!

Per Alessandro di Napoli

Si dice anche "Chi ha letame non muore di fame" nel senso che non avendo paura di sporcarsi le mani si fa tutto quanto c'è da fare, anche i lavori più umili come quelli dei moderni operatori ecologici! Quello che manca però è la programmazione dei posti di lavoro, così come si programmano le rigorose produzioni del latte, controllate dalla UE. Come non si può sgarrare sul latte è possibile organizzare i lavori e le mansioni a seconda di quante ne occorrono, senza lasciare nessuno disoccupato! Se tutti si mettessero a fare l'idraulico non sarebbe più possible acquistare la casa e sarebbe difficile anche arrivare alla fine del mese, come tutti i precari! Il lavoro deve essere diviso fra tutti come ogni giorno viene diviso il pane quotidiano! Mangiarlo sarebbe molto più gratificante e dignitoso!

n° 12
alessandro di napoli venerdì, 23 ottobre 2009

R: Il lavoro va diviso fra tutti i lavoratori presenti!

programmazione?? quella cosa che ha portato al dissolvimento dell'unione sovietica?
no grazie!
regolamentazione e controllo?.... si grazie

da

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