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Avviso pubblico di Alessandro Di Napoli

Classe 1964, nato in provincia di Napoli appassionato dei temi economici e finanziari sin dai tempi del liceo. Master in gestione delle risorse umane e studi universitari di economia e management. Un passato da imprenditore, da consulente finanziario ed una breve carriera in grande distribuzione terminata col “grado” di responsabile delle risorse umane. Oggi consulente per lo sviluppo del business per alcune realtà Italiane, si occupa anche di comunicazione ed immagine nel mondo dello sport. Ha cominciato a collaborare con Soldionline.it scrivendo di economia e dintorni; comincerà a cimentarsi come blogger affrontando temi di economia e politica; aperto a tutte le critiche ed i contributi.

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martedì, 9 febbraio 2010

Fiat le comiche

Non posso esimermi dal parlare ancora della Fabbrica Italiana Automobili Torino. Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla sua fondazione ma si sa, il lupo perde il pelo… È cosa fatta, l’avevamo capito da un po’, la decisione di abbandonare la Sicilia è presa, adesso la patata bollente passa alla politica.

Sì, certo, quando c’è il grasso ci vogliono i “tecnici”, viceversa ci pensa la “politica”. È ovvio ed è normale che se una azienda non guadagna vuol dire che perde, e se perde prima o poi perdono tutti, lavoratori ed investitori. I manager vengono chiamati e pagati proprio per scongiurare le perdite organizzando al meglio le risorse così che tutti abbiano soddisfazione.

L’Italo-Canadese ci ha fatto sognare, ha salvato un pezzo d’industria automobilistica americana ed ha proposto una soluzione per una casa europea (ma i tedeschi non l’hanno creduto); adesso, dopo aver rimesso un po’ a posto le quotazioni dell’azienda e consumati gli incentivi per far spazio nei piazzali che erano ingombri d’auto ci propone la smobilizzazione.

In Sicilia non è conveniente costruire auto, ma che bella scoperta, molto meglio infatti farle in Polonia, e magari appena possibile, in Cina. Per non dire che è il costo del lavoro a pesare ci si inventa problemi di logistica e produttività. Ma gli Italiani lo sanno benissimo, ed è per questo che accettano di tassarsi per aiutare l’industria nazionale, se la soluzione è smettere di produrre, allora sarebbe logico anche smettere di incentivare.

Molti osservatori si sono anche chiesti del futuro di Pomigliano, che versa in condizioni molto simili a quelle di Termini Imerese; per indorare la pillola il buon Montezemolo ci ha raccontato che la Fiat farà nuovi investimenti in Italia, aumenterà la produzione di auto e renderà competitivo lo stabilimento alle porte di Napoli.

E come si otterrà tutto ciò? È sempre Luca a darci la battuta ad effetto, la Fiat porterà a Pomigliano la costruzione della Panda!

Ma che idea è? La Panda è già vecchia adesso e poiché riorganizzare linee di produzione non mi pare cosa veloce come fare un caffè, Pomigliano (ma intanto in Polonia cosa faranno? Forse qualche nuovo modello?) si ritroverà entro un paio di anni nelle medesime condizioni di Termini Imerese, con l’aggravio di aver incentivato con ulteriori soldi pubblici tutto il teatrino.

Intanto la politica cerca soluzioni per continuare a dare lavoro a quel pezzo di Sicilia, il Ministro ci racconta che ci sono 8, anzi no, 9, ma forse 10 (ma quante sono?) proposte sul tavolo per rilevare il sito produttivo, la Marcegaglia dichiara che un paio sono davvero interessanti (e quando le ha lette tutte?), la Fiat ha messo le mani avanti dicendo che non cederà di certo la tecnologia ( allora non è tutto da buttare laggiù!!; in pratica si cedono capannoni ); la regione Sicilia promette investimenti infrastrutturali per 350 ml di euro, (e dove li trova Lombardo? e perché non li hanno fatti prima?).

Insomma molto meglio di “oggi le comiche”!


Alessandro di Napoli

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Commenti dal 1 al 5
(5)

adalberto mercoledì, 10 febbraio 2010

compro piu' italiano se compro una bmw?

qualche anno fa leggevo che per la componentistica (cruscotti, sedili, freni, strumentazioni varie), se compravo una bmw, un terzo di questa risultava prodotta in italia, mentre se compravo una fiat, compravo un'auto fatta in polonia, brasile etc...
Adesso, il rapporto sara' lo stesso... o peggio?

n° 5
Migliore mercoledì, 10 febbraio 2010

R: compro piu' italiano se compro una bmw?

Di macchine brasiliane in vendita non ce ne sono, dalla polonia arriva la 500 e la panda.
In italia la polizia gira su Subaru i politici su Audi mercedes etc, ma perche mai la Fiat deve restare qua

Al funerale di agnelli sua emittenza si è presentata su una AUDI

provate ad andare in francia e vedete se poliaia e ministri girano in BMW etc
Il guoaio è che noi siamo solo un popolo di esterofili

fdele mercoledì, 10 febbraio 2010

grande Alessandro

la filosofia di Fiat è sempre stata,SOCIALIZZARE LE PERDITE,E privatizzare
gli utili,il buon Agnelli ha fatto scuola al SIG.CORDERO DI MONTEZOMOLO,ed anche gli ipotetici conpratori,chi sono??fuori i nomi,non è che non esistono
ed il governo cerca tenpo per trovare soluzioni,sono 8 9 10 con offerte interessanti,ma allora che si muovano davvero in tale direzione,poiche ormai
parlare d'italianita non ha nessun senzo,saluti cordiali

n° 4
giada martedì, 9 febbraio 2010

fiat

ma secodo voi in fiat sono cosi stolti da portare la panda a Pomigliano senza alcun apprezzabile motivo. Forse in polonia, stante le buone vendite della 500 ci sono problemi di output che non riesce a soddisfare la domanda del mercato. Per questo motivo la produzione della panda è stata riportata in Italia per destinare lo stablimento polacco integralmente alla produzione della 500.

n° 3
alessandro di napoli mercoledì, 10 febbraio 2010

R: fiat

la fiat porterà la panda a Pomigliano e poi, poichè la Panda tra un po non la comprerà più nessuno, avrà la scusa per chiedere altri soldi e/o chiudere Pomigliano..... !!!! AMEN

migliore martedì, 9 febbraio 2010

Fiat

vai a lavorare e compra una Fiat

n° 2
orso martedì, 9 febbraio 2010

Fiat

Gli americani sulla Fiat 500 non ce li vedo proprio. Ma secondo voi passano dai SUV alla 500 ??? Mahhhhhhh

n° 1

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