Fastweb o Fastwash?
giovedì, 25 febbraio 2010
La velocità con cui nel panorama finanziario Italiano compaiono certe meteore comincia a farsi davvero interessante.
La procura di Roma, dopo difficili e articolate indagini pare abbia scoperchiato un vaso dalle dimensioni colossali. Stando alle accuse, tutte ovviamente da verificare, una delle più moderne e attive società di TLC Italiane, Fastweb, in compagnia di una controllata del colosso Italiano delle TLC, la Telecom Italia, si dedicava, tra l’altro, al riciclaggio di denaro.
Sui giornali e nei TG ci spiegano, un po’ sommariamente, che attraverso compravendite di traffico telefonico, specie utilizzando i numeri a valore aggiunto tipo 899, si pulivano soldi e si creavano fondi neri con false fatturazioni.
Insomma una gigantesca lavatrice, altro che compagnia telefonica all’avanguardia.
Fastweb nasce per intuizione di Silvio Scaglia, che grazie alla sua creatura assurge agli onori della cronaca finanziaria e viene indicato come uno dei maggiori, e migliori, esempi di imprenditoria del nostro paese.
Oggi scopriamo che, per motivi ancora a noi ignoti e vie strane, la società è stata utilizzata come veicolo per operazioni sporche. Questo mette in risalto ancora una volta come il malaffare si stia insinuando nel nostro paese anche in quelle attività che pareva impossibile vedere coinvolte in certi giri.
Noi immaginiamo ancora che la mafia sia dedita alle attività tipiche e in territori concentrati al Sud, invece negli anni ha mandato i figli a studiare e adesso siede su poltrone da manager. Si è dotata degli strumenti legali e contemporaneamente ha mantenuto la potenza di fuoco.
Una situazione dove diventa quasi impossibile competere seguendo le regole.
E spaventano anche le dichiarazioni di Swisscom, che da Scaglia ha comprato il pacchetto azionario di Fastweb, infatti il portavoce della società, Josef Huber, dichiara “Sapevamo dei rischi cui andavamo incontro, tanto che sono stati calcolati nel prezzo di acquisto” (fonte Il Corriere.it ndr).
Dunque gli Svizzeri sapevano di accuse di riciclaggio e delle varie ed eventuali, erano già di dominio pubblico nel 2007, ma hanno lo stesso messo nelle tasche di Silvio (non quello solito stavolta) una plusvalenza da 900 ml di euro.
Mi sa che ne vedremo delle belle!
Alessandro di Napoli
La procura di Roma, dopo difficili e articolate indagini pare abbia scoperchiato un vaso dalle dimensioni colossali. Stando alle accuse, tutte ovviamente da verificare, una delle più moderne e attive società di TLC Italiane, Fastweb, in compagnia di una controllata del colosso Italiano delle TLC, la Telecom Italia, si dedicava, tra l’altro, al riciclaggio di denaro.
Sui giornali e nei TG ci spiegano, un po’ sommariamente, che attraverso compravendite di traffico telefonico, specie utilizzando i numeri a valore aggiunto tipo 899, si pulivano soldi e si creavano fondi neri con false fatturazioni.
Insomma una gigantesca lavatrice, altro che compagnia telefonica all’avanguardia.
Fastweb nasce per intuizione di Silvio Scaglia, che grazie alla sua creatura assurge agli onori della cronaca finanziaria e viene indicato come uno dei maggiori, e migliori, esempi di imprenditoria del nostro paese.
Oggi scopriamo che, per motivi ancora a noi ignoti e vie strane, la società è stata utilizzata come veicolo per operazioni sporche. Questo mette in risalto ancora una volta come il malaffare si stia insinuando nel nostro paese anche in quelle attività che pareva impossibile vedere coinvolte in certi giri.
Noi immaginiamo ancora che la mafia sia dedita alle attività tipiche e in territori concentrati al Sud, invece negli anni ha mandato i figli a studiare e adesso siede su poltrone da manager. Si è dotata degli strumenti legali e contemporaneamente ha mantenuto la potenza di fuoco.
Una situazione dove diventa quasi impossibile competere seguendo le regole.
E spaventano anche le dichiarazioni di Swisscom, che da Scaglia ha comprato il pacchetto azionario di Fastweb, infatti il portavoce della società, Josef Huber, dichiara “Sapevamo dei rischi cui andavamo incontro, tanto che sono stati calcolati nel prezzo di acquisto” (fonte Il Corriere.it ndr).
Dunque gli Svizzeri sapevano di accuse di riciclaggio e delle varie ed eventuali, erano già di dominio pubblico nel 2007, ma hanno lo stesso messo nelle tasche di Silvio (non quello solito stavolta) una plusvalenza da 900 ml di euro.
Mi sa che ne vedremo delle belle!
Alessandro di Napoli
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