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Al Nord si cambia la Banca

martedì, 13 aprile 2010

La vittoria del popolo leghista nelle regioni del Nord Italia accende i riflettori sulle mosse che gli uomini del carroccio si prestano a compiere in ragione dell’interesse del territorio; bandiera, quest’ultimo, che sventola sulle attività e le politiche che hanno portato la lega alla vittoria.

Nel disegno la difesa del territorio non può prescindere dalla vicinanza allo stesso delle istituzioni finanziarie che esercitano l’attività in quei territori.

Tramontato dunque il vecchio sogno leghista di avere una propria banca di riferimento, si aprono scenari nuovi potendo ottenere oggi poltrone che contano nella pancia delle banche tradizionali. In realtà non ci saranno grossi cambiamenti immediati poiché subito si giocherà la partita solo per i vertici di Cariverona mentre per le altre bisognerà attendere il 2012.

Comunque sia negli ovattati salotti delle banche ci si comincia ad interrogare sul futuro assetto e si tirano fuori dal cassetto potenziali legami e contatti con i colonnelli di Bossi.

Zaia in Veneto e Cota in Piemonte sono i maggiori esponenti della nuova elite leghista e cominciano a lanciare bordate verso i fortini delle Fondazioni, invocando la necessità che le banche ritornino ad essere più vicine ai loro rispettivi territori di appartenenza e, in periodi di vacche magre come questi, possano essere fonte di finanziamento e volano di sviluppo sia per le imprese che per gli stessi enti pubblici; questi ultimi oggi alle prese con tagli e ristrutturazioni sempre più stringenti.

Il vero Ministro delle Finanze della Lega, l’Onorevole Giorgetti, che fa parte di quella generazione di quarantenni cresciuti all’ombra del Senatur e lontani dai riflettori della mondanità, affila le armi sapendo che il lavoro è lungo e faticoso; le Fondazioni Bancarie hanno statuti difficili da scalare e consuetudini e giochi di potere difficili da cambiare. Come dicevo in articoli precedenti, sembra proprio che la Padania si stia trasformando in realtà e dunque il tassello delle Banche non può mancare.

Come si evolverà è ancora presto per dirlo, certo le ultime elezioni hanno dato un bello scossone al cambiamento dello status quo e la graniticità di certe istituzioni qualche scricchiolio lo avverte; la marcia verde è solo agli inizi.

Alessandro di Napoli

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Commenti dal 5 al 9
(9)

Luka sabato, 17 aprile 2010

Diversi dal passato

E' da queste cose che la Lega si distingue da vecchia dc e pci.
Questi non parlavano e occupavano.

Bossi parla di conquistare le banche del nord pubblicamente. A parte che, a chi ne sa di banche, è normale che avranno qualcuno nelle fondazioni bancarie, è chiaro che non avranno grande controllo.
Ormai in banca comandano i manager (e anche questo non è buono, visto i manager italiani come il tanto osannato profumo che ha venduto a italiani e pmi ciofeche di derivati, covered warrant e strutturate)

n° 9
Marco Pallini sabato, 17 aprile 2010

R: Diversi dal passato

Bella diversità! Complimenti, davvero un rinnovamento.
Unicredit vendeva porcherie ben prima che arrivasse Profumo, tra l'altro.
Comunque il problema della politica nelle banche è che solitamente mettono dentro non persone particolarmente competenti e allo stesso tempo attente alle esigenze dei cittadini, ma discepoli obbedienti ossequiosi per il posto e lo stipendio ricevuto, che pensano solo ad eseguire ordini, ad aiutare gli amici al di là della meritocrazia, e a proteggere il sistema di potere che li ha messi sulla poltrona. Qesto è e rimane uno schifo, ed il fatto che venga apertamente sbandierato è uno schifo ancora maggiore. Se si guardasse alle competenze, nella Lega, non credo che il figlio di Bossi sarebbe consigliere regionale. Bella roba...

biancaneve sabato, 17 aprile 2010

R: R: Diversi dal passato

Guarda che Unicredit è nata nel 2003 con Profumo alla guida, che già guidava il Credito Italiano non so da quanti anni. La banca che tu vorresti esiste, si chiama Banca Etica, non cercarla nelle banche commerciali (società con fini di lucro). Il resto è fiaba...

Marco Pallini domenica, 18 aprile 2010

R: R: R: Diversi dal passato

Banca Etica è un buon esempio, ma ci sono altre banche che hanno responsabili di filiale e impiegati onesti che cercano di dare un buon servizio ai clienti applicando costi equi. Per Profumo...sulla data hai ragione, è che per me che sono di Bologna Unicredit è sostanzialmente Rolo Banca, che già prima di Profumo si distingueva per non essere certo una onlus, anzi! ...quindi con lui secondo me non è cambiato granchè...

lorenzo sabato, 17 aprile 2010

R: R: Diversi dal passato

La Lega la votero' appena potro'..mi pare molto pratica...non saro' il solo dal vento che sento tirare...

biancaneve sabato, 17 aprile 2010

R: R: R: Diversi dal passato

Certo, il che dimostra che gli italiani sono la solita banderuola al vento, e votano dove vota la maggior parte e "per sentito dire". Un pò di cultura, di approfondimento, di letture, di analisi critica, di studio della storia, mai? Già costa fatica.

Marco Pallini giovedì, 15 aprile 2010

Vergogna!

Un'affermazione come quella di Bossi: "metteremo nelle banche i nostri uomini...prenderemo le banche del nord" è vergognosa, abietta, vomitevole.
A suo tempo considerai altrettanto vergongoso Fassino che telefonava dicendo "abbiamo una banca?" ma allora almeno si scatenò l'inferno contro Fassino, qua nessuno si scandalizza?
Io lotto per una banca libera, governata da professionisti, che dia i soldi a chi se li merita, che crei valore e ricchezza per il territorio! Non voglio una banca che dia i soldi alle aziende meglio sponsorizzate dai politici e che poi tappi i buchi creati da figli e figliastri caricando i clienti di commissioni e balzelli vari!
Ma dico, dove siamo finiti??? Che schifo!!

n° 8
fdele mercoledì, 14 aprile 2010

quanto durera !!!!

quanto durera' la sceneggiata del poter governare la vita e l'esistenza
di altri individui solo con l'ionganno,ma che razza di individui sono gli italiani????si elegge individui che cavalcano solo il malcontento e la paura,senza nessuna visione di prospettiva futura senza proposte reali e sopratutto a ove vengono le risorse per realizzarle,evidentemente basta poco
alle genti della penisola per essee convinte del nulla,O forse i piu sono solo interessati dai i loro stipendi che percepiscono dallo stato,mentre quelli che non votano non hanno interessi,Il Nord prima di costituire Banche
del Nord dvrebbe restituire i danni di guerra dovuti all'invasione delle terre e delle genti del Meridione,la questione verra fuori(non vi preoccupate ci vorra tempo ma verra Fuori)poiche non si puo unire le genti con inposizioni Armi ed eserciti e derubare le terre invase.

n° 7
mauro giovedì, 15 aprile 2010

R: quanto durera !!!!

"Il Nord prima di costituire Banche del Nord dvrebbe restituire i danni di guerra dovuti all'invasione delle terre e delle genti del Meridione"

questa non l'avevo mai sentita ma è la migliore della giornata... GRAZIE FDELE!

Vittorio E. venerdì, 16 aprile 2010

R: R: quanto durera !!!!

> "Il Nord prima di costituire Banche del Nord dvrebbe restituire i danni di guerra dovuti all'invasione delle terre e delle genti del Meridione"
>
> questa non l'avevo mai sentita ma è la migliore della giornata... GRAZIE FDELE!

effettivamente ... a volte la passione ci trascina ... non vorrei che qualcuno si ricordasse l'offerta libica di acquistare la Sicilia e cercasse di recuperare l'affare. Dopotutto risparmieremmo un sacco evitando il Ponte sullo Stretto. Ossignur ... ;)

fdele domenica, 18 aprile 2010

spero per lei

carissimo mi auguro x LEI che le sue iniziali non siano VITTORIO EMANUELE
poiche le avrebbero fatto un torto appena venuto al mondo,ma veniamo alla chiarezza storica,il SAVOIARDO re a capo delle genti del Nord (lombardi piemontesi)invase le terre del re borbonico senza dichiarazione di guerra,con l'appoggio della massoneria inglese,fu letteralmente depredato il sud,il banco di NAPOLI (3 banca in europa di allora)fu rapinato,la flotta mercantile la piu florida di europa chiusa,l'industria dei filati n 1
nel mondo di allora conosciuto chiusa,le tasse lievitarono immediatamente del 3000 per cento il pane da pochi centesimi si porto a circa 40 lire,e che dire delle RISPETTABILI forze (ancora oggi in forze dello stato italiano)i CARABINIERI e BERSAGLIERI che misero a ferro e fuoco intere cittadine del Sud che non volevano riconoscere l'autorita' dei longobardi scesi in truppe e mai scelti con la ragione delle urne(e nacque l'imigrazione mai conosciuta nelle terre del SUD fino al 1861 nessuno era mai imigrato per lavoro,questi sono dati storici)quindi egregio il Nord(con il celebro leso BOSSI,un povero handicappato,dovrebbe invece d'inveir tanto alla seccssione ed allo stesso tempo essere allo stipendio dello stato Italiano restituire i VALORI depredati al Sud)solo dopo potremo discutere di Stato Italiano,il Nord da allora con la guerra d'invasione ha avuto un'ascesa ma prima di allora erano regioni molto povere e misere,altro che le sue batuute,mi stia bene

astolfo mercoledì, 14 aprile 2010

droghe

questi sanno fare solo con la bocca, il bossi adesso vuole le banche la ci sono i soldi lui li ha gia assaporati, e quelli sono come una droga

n° 6
Alberto Galvi mercoledì, 14 aprile 2010

Questione settentrionale

Complimenti per l'articolo Alessandro io credo che sia giusto parlare della vittoria leghista nelle ultime elezioni amministrative. La Lega ha portato via negli ultimi quindici anni il consenso elettorale pricipalmente al PC, PDS, PD, spostando il malessere degli operai del nord non più verso una lotta di classe tipica della sinistra,ma verso un sintomatico malessere che lo stato centralista ha provocato spostando le risorse del nord verso le regioni del sud La Lega ha raccolto un disagio che la questione meridionale (non risolta ) ha provocato nel nord Italia. Lega + PDL sono riusciti a prendere (in senso elettorale) le regioni del nord più produttive e ora dobbiamo aspettare che il Governo completi il suo disegno federalista. Io condivido solo in parte il progetto federlista, come ti ho già scritto precedentemente credo sia importante ragionare su un progetto europeista basato sul potere alle regioni, e non più su stati centralisti che impediscono di fatto uno stato europeo
u

n° 5
da

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