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Famigliopoli

martedì, 1 giugno 2010

Le ultime notizie dalle indagini sugli appartenenti alla lista di Anemone, la famosa Cricca, incrociate anche con le evidenze tratte da quella sugli affari di Mokbel stanno facendo venire a galla un marciume che non si vedeva dai tempi di tangentopoli.

Oltre a mazzette e regalie varie pare che il nepotismo sia il filo conduttore delle attività Italiane.

Non entro nel merito delle inchieste e non mi permetto di dare del colpevole a tizio o sempronio, ma quello che mi pare davvero chiaro è che in questo paese, se non appartieni ad una famiglia, non vai da nessuna parte.

E non si parla di raccomandazioni per un posto alla posta. Qua si occupano posizioni di primo piano in aziende strategiche per il paese.

In Finmeccanica, ad esempio, abbiamo un Presidente che cumula la carica di A.D. con moglie che amministra una sua controllata, abbiamo chi deve dare appalti che ha il marito che dirige l’azienda che li vince.

Alla protezione civile abbiamo scoperto che in un modo o nell’altro ci lavorano parenti ed amici.

Comincia a dipanarsi una matassa che vede imprese di primo livello, e quotate in borsa, al servizio di intrecci familistici ed in più sospettate di accumulare fondi neri su conti esteri.

Come spesso ho sostenuto, le attività poco chiare nascono all’ombra di una concentrazione di potere. Quando i decisori sono in pochi, e per di più parenti, è fin troppo facile che si trasformino in “cricca” . Vale per tutti ed in tutti i casi; la democrazia dovrebbe essere lo strumento che impedisce la concentrazione di potere e consente la trasparenza.

Meno si è e più facile è mettersi d’accordo, dunque in certi casi meno si è e peggio è.

Attenzione, Finmeccanica non è un’azienda qualsiasi, gioca sullo scacchiere mondiale e deve competere con big che hanno molte frecce al loro arco, chiaro che in certe partite devi giocare ad armi pari, pena la continua esclusione, l’attività di pubbliche relazioni internazionali non è cosa di poco conto, ma l’attuale capo di Finmeccanica è un plenipotenziario, e non va bene, il consiglio di amministrazione avrebbe dovuto vigilare più strettamente sulle attività compiute e porre in essere dei controlli per impedire la nascita di “cricche”.

Ma chi c’è nei consigli di amministrazione?

Alessandro di Napoli

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Commenti dal 1 al 1
(1)

fdele martedì, 1 giugno 2010

caro amico ti scrivo

il tutto nasce dal fatto che una volta fondata la repubblica,nel 1948
non sono mai state riscritte le regole per uno stato moderno,che prendeva le distanze da tutti quegli apparati,prima monarchici e poi fascisti ma anzi
ne conservava le strutture ed i quadri ed ancora oggi ce le trasciniamo appresso,e chi sa se mai riusciremo a rimuoverle totalmente,basti pensare all'industria FIAT BANCA ITALIA etc etc per poi finire ai quadri gerarchici
ell'eercito,carabinieri,magistratura,secondo Me non ci toglieremo mai le gambe fra 200 aani sara ancora cosi se non peggio.CARISSIMI SALUTI

n° 1
alessandro di napoli mercoledì, 2 giugno 2010

R: caro amico ti scrivo

in effetti io sono a favore della festa della repubblica ma non mi scandalizza la spinta al cambiamento della forma di stato. ....

da

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