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Il tempo delle mele

lunedì, 25 maggio 2009

Escludendo definitivamente dalle mie prospettive "i voli pindarici" di milionari guadagni che tanto mi appassionarono quando mi affacciai al mondo del trading, mi sono reso conto che una delle principali necessità, dopo aver sbagliato per tanto tempo, è quella di avere ben presente il concetto del tempo.

E non sto parlando di scegliere un grafico giornaliero preferendolo al sessanta minuti per leggere il trend.

Investire, come in ogni attività extra borsistica che si rispetti, deve avere tra le priorità assolute da determinare, una pianificazione in termini di tempo.

Il business plan della nostra attività necessita dunque di un approccio in termini di redditività relazionato al periodo in cui decidiamo di rimanere investiti comprando etf anziché vendendo opzioni.

Sostenere che un ”fondo di magazzino”, se non deperibile, possa rimanere stivato per diverso tempo, è sicuramente una buona notizia.

In quel caso però dovranno essere le nostre aspettative ad essere diverse.

In quel caso saremo investitori di lungo termine, forse cassettisti.

Ma la domanda che prima ancora ci dovremo porre sarà: per quanto tempo posso immobilizzare il mio capitale?

E' un discorso che bene si presta ad un investimento in azioni, dove l'assenza di leva prospetta più fedelmente in termini cognitivi la percezione del rischio e con essa di quanti soldi stiamo guadagnando o perdendo.

Come il buon Mario Elia ci insegna, un uomo come Warren Buffett, è in grado di sostenere la propria politica di investimenti anche per decenni, prima di vedere i frutti di quanto pianificato per tempo.

Diventa più determinante invece l'approccio temporale al mercato con una prospettiva di breve-medio termine perchè vederlo trasformare in un'operatività di lungo, per giunta magari in strumenti con leva, comporta rischi non indifferenti.

E’ luogo comune percepire Il trading con un orientamento prevalentemente di breve termine e se le cose stanno così, allora qualcosa deve essere assolutamente rivisto.

Parlo con cognizione di causa in quanto io stesso ho protratto sovente operazioni di breve, trasformandole in operazioni di lungo, accanendomi su un trend completamente errato e concludendole magari in pari, se non in perdita.

Oggi, a differenza di non molto tempo fa, il mio termine temporale è mensile, cadenzato dallo scadere delle opzioni sulle quali lavoro.

Perché succede che il tempo dei nostri interventi a mercato ben definiti a priori si dilata in maniera del tutto fuorviante?

Perché perdere fa male, l’ammettere a se stessi di aver sbagliato è un graffio scoraggiante al proprio ego.

Provate allora ad immaginare per un momento di essere un imprenditore che ha una catena di negozi di articoli sportivi che generalmente disloca in centri commerciali i propri punti vendita e che decidete di investire in 10 nuove strutture ubicate un po' ovunque per l'Italia e nelle quali vi propongono di esporre il vostro marchio.

Vi date a questo punto un tempo per poter giudicare se l'investimento sia giusto o sbagliato.

Un anno dopo 8 di questi negozi funzionano in maniera egregia generando utili, mentre 2 di questi sono assolutamente infruttiferi: tanta giacenza di magazzino, poca affluenza di pubblico, non si riescono nemmeno a produrre gli utili per le paghe degli addetti e responsabili che avete destinato alla cura dei due punti vendita e siete costretti ad intaccare la redditività di altre fonti per poter sopperire alle mancanze di queste 2 strutture.

Che fare in questo caso?

Pensate che protrarre ulteriormente le attività funeste sia qualcosa di producente, o ritenete che sia il caso di abolire dal vostro taccuino i due negozi perdenti in favore dei vincenti che macinano utile, guardandovi in giro e cercando magari dislocazioni che si prospettano più profittevoli?

Il trading quanto si differenzia da questa banale storiella?

L'ideale diventa dunque cercare di trovare un modo di poter far passare del tempo dall'inizio del nostro investimento, per poter capire in tutta sicurezza (I famosi paracaduti di cui ho parlato in alcuni miei articoli passati) se quanto fatto si rivela una scelta azzeccata oppure no, perché il mercato nelle sue tendenze ha un movimento che lo porta si in una direzione, ma in maniera erratica (Il famoso noise).

Un tempo credo debba essere dunque definito, e insieme ad esso anche un raggio d’azione.

Come? Perché non usare uno stop su un future posizionando una put in maniera logica? Perché non comprare una put o una call otm? E vendere, avendo la possibilità economica di ritirarne il sottostante in caso di esercizio, una put su titolo azionario ad un livello che definiamo interessante? In quest'ultimo esempio abbiamo una strategia per levarci dagli impicci alla malaparata? Si, se pianifichiamo ogni azione prima ancora di iniziare.

Mettere uno stop alle possibili perdite significa dunque dare un tempo agli investimenti.

Sono solo tre banalissimi esempi dell'ampio ventaglio di possibilità che ci prospetta il trading e che non sono il solo privilegio di pochi.

Il mercato ha una tendenza difficilmente intercettabile se non con ritardo. Non lo dico io, ma ce lo dice chi la materia l'ha studiata approfonditamente con cognizione di causa. Ma allora significa che usare un incrocio di una media mobile per entrare a mercato sia una cosa sbagliata, oppure no?

Io uso i volumi perché mi viene più facile trovare pavimenti e soffitti. Per alcuni studiare i volumi pare sia di completa inutilità.

Circoscrivere con discreta approssimazione un campo d'azione del prezzo invece, secondo me, costituisce un ottimo punto di partenza.

Si possono fare delle ipotesi, ma palle di vetro non ne sono ancora state inventate.

Sforzatevi dunque di considerare tutte le vie percorribili dal mercato, cercando prima ancora di pianificare le uscite da queste situazioni nel caso in cui le vostre scelte non si rivelassero corrette.

Nonostante a volte il nostro fiuto per gli affari ci farà sentire invincibili, vedrete che ci sarà almeno una volta (Forse più di una...) durante il cammino che il mercato ci dirà in faccia che siamo stati un po' troppo leggiadri.

Umiltà dunque e giù dal piedistallo.

Il mercato è una formula 1  e non una cinquecento: siate sempre pronti alla prima chicane considerando che non siete in corsa da soli e che capire cosa passa nella testa degli altri è un esercizio impraticabile, quindi preoccupatevi in primis di come vi dovreste comportare voi.

Trucchi? Non ce ne sono. Riponete il vostro animo speranzoso e cercate cose concrete.

Tutto il necessario lo abbiamo sotto il naso. Starà poi alla bravura di ognuno riuscire a combinare il tutto in un mix corretto.

Infine, parlando di animo ferito, permettetemi un banale parallelismo: se non siete appassionati di tennis come me, sforzatevi di guardare almeno una partita dei campioni moderni e vi renderete conto che il migliore è colui che sgomberando la mente dalla frustrazione per il punto appena perso, riuscirà a giocare il punto successivo come se niente di negativo in precedenza fosse mai accaduto.

Alla prossima

Matteo Brunelli

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Commenti dal 1 al 3
(3)

Alderighi Francesco lunedì, 25 maggio 2009

Maturità

Bravo Matteo, un pò troppo malinconico, ma bravo hai colpito nel segno.
Dimostri maturazione e acume tattico, ti seguirò in questo tuo percorso e chissà che non imparo qualche cosa....
Anche io ho sbagliato tante volte ad accanirmi su una posizione, mentre bastavano delle semplicissime contromosse e il gioco era fatto, la conoscenza di tutti gli strumenti a disposizione del trader moderno è condizione assolutamente necessaria per ottenere la nostra ricompensa dal mercato.
saluti
FA

n° 3
M.Brunelli lunedì, 25 maggio 2009

R: Maturità

Caro Francesco, devo dire un'onore leggerti qui. Per la verità l'articolo è si un po' malinconico, ma vuole esternare quell'accanimento errato che a volte ho messo in posizioni che potevano essere sistemate magari conoscendo le opzioni. Lo scambio tra professionisti incentiva il conseguimento di migliori risultati e così come io ho appreso tante cose da te, chissà che un dibattito costruttivo non possa portare ad una crescita ulteriore, mia in primis.
Saluti sinceri
Matteo

Mario Elia lunedì, 25 maggio 2009

La resistenza dei fondamentalisti

Ringrazio Matteo per la citazione: effettivamente Warren Buffett ebbe a dire (pare...) "per me il mercato non esiste...", nel senso che occorre scegliere un buon titolo e saperlo tenere, anche per tutta la vita, in portafoglio.
Ma il divertimento dov'è, oltre che nell'innalzamento del valore, che però in tal modo non è mai monetizzato? Nei dividendi...
Cari saluti.

n° 2
M.Brunelli lunedì, 25 maggio 2009

R: La resistenza dei fondamentalisti

Grande Mario, sapessi quanto mi affascina la vecchia scuola di pensiero fondamentalista. Poi, la rivisitazione di Greenblatt è davvero eccezionale. Ti seguo sempre nei tuoi articoli. Bravo.

Grazie Roberto, gentilissimo come sempre.

Buon lavoro a tutti

Roberto Domenichini lunedì, 25 maggio 2009

Idem con patate

"Parlo con cognizione di causa in quanto io stesso ho protratto sovente operazioni di breve, trasformandole in operazioni di lungo, accanendomi su un trend completamente errato e concludendole magari in pari, se non in perdita."

Grande Matteo!

Non mi vergogno anche io a dire che dal breve sono passato al lungo perchè in perdita. Poi la fortuna ha fatto la sua parte altrimenti sarei a scavare le miniere.

A carattere cubitali me lo sono scritto davanti al monitor.

Complimenti

n° 1
da

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