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Piatto ricco mi ci ficco

giovedì, 25 giugno 2009

Settimane all’insegna dell’incertezza sulla direzione quelle che stiamo vivendo.

Ieri il Fomc, confermando tassi molto bassi per un periodo di tempo ancora lungo , proclama nuovamente letture macro che vedono segnali di ripresa ancora latenti.

Il risultato del comunicato Fed è stato un’annullamento di quelli che sembravano buoni propositi almeno per una chiusura positiva dopo i ribassi corposi della scorsa settimana (Ftse Mib -6.56%, Dow jones -2.49%, Msci Worls -3.98%, Stoxx -4.26%, S&p 500 -3.02%) e dopo il goffo inizio di quella attuale.

Chiusura positiva che si è concretizzata per i listini europei, complice una chiusura anticipata rispetto alle comunicazioni da parte della Fed, che hanno invece trascinato in frazionale ribasso il Dow Jones.

La notizia ha dunque alimentato il noise sui mercati, “sporcandone” i movimenti anche se solo parzialmente.

Ieri la giornata era partita bene e dopo la “normal day” di martedì nella quale si è verificato un accumulo non eccezionale di volumi, prima della virata delle ultime ore, era parso di notare un buon tendenziale rialzista (Vedi sotto le immagini sull’ Eurostoxx50 future scad. set2009).

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La fase di distribuzione abbastanza visibile sia nelle dinamiche di prezzo, che nelle dinamiche di volume sui livelli presentate nell’ultimo mese parrebbero aver trovato in una area ormai nota da tempo (2330) un valido supporto.

L’area si sarebbe rafforzata con 615000 scambi circa (Più del 60% degli scambi) nella giornata di martedì e i  245000 pezzi circa scambiati sui massimi di ieri non dovrebbero impensierire un ipotetica continuazione del movimento con ritorno sui massimi di periodo, per un eventuale approdo a livelli di prezzo più elevati.

In termini di volumi, sopra i massimi a 2544 troveremmo tutto di vecchio: un massimo di annata a 2619 potrebbe essere un traguardo raggiungibile a breve.

Escludendo i bancari che sono presenti in misura discreta nell’indice oggetto delle mie osservazioni, allo stato attuale sono molti i titoli che presentano quotazioni ancora inferiori ad un prezzo corretto e potrebbe essere proprio un ulteriore interesse da parte degli investitori istituzionali per titoli ben capitalizzati e sottovalutati a portare nuova linfa ad ogni storno, buona occasione di compere.

Viene difficile pensare a ribassi  più profondi in un momento in cui viene fatto l’impossibile per poter sostenere un’economia insostenibile, ma la realtà dei fatti potrebbe portare un eventuale storno dei corsi fino e non oltre l’area 2230-2240.

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Un suo superamento indicherebbe un’annullamento totale di tutto il lavoro di rattoppamento fatto da stati sovrani e case d’affari con lo scopo di tutelare i fondi pensione investiti in società che si sono viste bruciare liquidità in tempi brevissimi.

L’sma a 10 giorni sui volumi giornalieri continua ad attestarsi su un valore medio di 1.400.000. Non fanno particolare testo i volumi di settimana scorsa, gli aumenti fino a 2/2.500.000 sono stati generati dai rollover sui contratti.

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Matteo Brunelli

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Commenti dal 1 al 1
(1)

Roberto Domenichini giovedì, 25 giugno 2009

Mitico Brunelli!

Grande articolo e ottima intuizione quella dei volumi.

Ciao carissimo

n° 1
da

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