Obbligazioni: avvertenze per l’anno nuovo
venerdì, 10 dicembre 2010
Dopo le burrascose giornate che hanno preceduto e susseguito la richiesta di aiuti avanzata dall’Irlanda, si sono arrestate le vendite sui titoli governativi dei paesi periferici mentre si sono accentuate quelle sul Bund tedesco, il cui future è sceso in modo consistente negli ultimi giorni contribuendo a ridurre lo spread con le obbligazioni degli stati più a rischio.
Questo è uno dei temi più interessanti degli ultimi giorni: assieme ai Treasuries americani, i cui rendimenti sono aumentati sensibilmente, anche i governativi tedeschi riscontrano poco successo, tanto che in Germania l’asta ha visto sottoscrizioni pari all’80% circa dell’offerta.
Fosse accaduto in Italia, Spagna o Portogallo, avremmo probabilmente assistito all’ennesima bufera sui titoli governativi di questi paesi.
Il tema dominante resta tuttavia il sell-off che continua a colpire il settore dei corporate bond. Non ci sono state vicende particolari che hanno coinvolto alcuni emittenti; il fenomeno va letto come una logica conseguenza delle turbolenze sul debito sovrano, le cui ripercussioni non possono non coinvolgere anche il settore privato, specie se si tratta di banche, considerato l’importo di titoli di stato presente nei bilanci degli istituti di credito.
La discesa dei prezzi va interpretata come una buona opportunità d’acquisto: quasi assente il rischio tasso (la congiuntura rimane debole e passeranno molti mesi ancora prima che la BCE riprenda timidamente a parlare di politiche monetarie restrittive), il sell-off ha reso appetibili molte emissioni di buona qualità che non sono state risparmiate in questa ondata di vendite.
Sul tasso fisso i rendimenti sono tornati sopra il 5% sulla parte decennale della curva, mentre sul tasso variabile le discese dei corsi coincidono con un aumento implicito degli spread che gli emittenti devono sborsare per fare raccolta. Non è un buon segnale per le società, che devono pagare un maggior premio rispetto al tasso di indicizzazione per attirare afflusso di capitali, mentre al contrario è una buona notizia per i risparmiatori che, scegliendo con accortezza il debitore, possono ottenere maggior remunerazione rispetto qualche tempo fa.
Detto questo, è bene che per l’anno nuovo anche l’investitore più accorto prenda atto di due aspetti fondamentali: primo, l’asset obbligazionario sarà molto meno generoso di quanto ci ha abituato nel recente passato. Secondo, va definitivamente rimosso dal glossario finanziario il termine free risk: l’investimento “senza rischio” – da sempre identificato da molti risparmiatori con i titoli di stato – ha dimostrato nei mesi scorsi quali conseguenze è in grado di scatenare.
Compreso questo, sarà più semplice non rimanere delusi o scegliere con maggiore consapevolezza altre asset class per puntare a ritorni più interessanti.
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obbligazioni RBS
Egr. Dr. Andrea Rocco, desidererei avere un suo parere sulla seguente obbligazione. Grazie 10000
“RBS Fisso” (ISIN NL0009670090)
Modalità di negoziazione: corso secco
N. obbligazioni in circolazione: 100.000
Valore nominale unitario: 1.000 Euro
Valore nominale complessivo delle obbligazioni in circolazione: 100.000.000 Euro
Interessi: le obbligazioni frutteranno interessi lordi annui, pagabili semestralmente in via posticipata, in conformità a quanto specificato al paragrafo “Rate Notes” dei Final Terms del prestito.
Modalità di calcolo dei ratei: 30E/360
Godimento: 11 gennaio 2011
Scadenza: 27 febbraio 2019 (rimborso alla pari in un’unica soluzione alla scadenza)
Tagli: unico da nominali 1.000 Euro
Codice ISIN: NL0009670090
Codice TIDM: B3T5
Denominazione breve: RBS_FB19_EUR4,5
Denominazione lunga: RBS_FB19_FISSO
Importo minimo di negoziazione: 1.000 Euro
lasci stare sig.Rocco
non me ne voglia,ma lasci stare lo scrivere di ecoomia,non sa nemmeno come si è costituito il debito,ed anche quand scrive he le classi politiche non sono responsabili da prova della sua scarsa conoscenza di come siamo arrivati a 1900 miliardi di debito,è evidente che tutte le classi politiche che si sono succedute hno le loro grosse responsabilita' è il sistema insite nel suo meccanismo ormai fallito.ed ora i nodi vengono al pettine.ma vi è troppa ignoranza economica-finanziaria nelle persone ed infatti continuano d andare alle une senza rendersi conto che stanno legittimando
i ladri a derubarli,quindi contenti credono ancora che uno schieramento sia migliore del'altro,continuando sull farsa che la colpa è sempre degl'altri schieramenti mentre il problema è il debito che produce altro debito,si ponga le domande nel modo giusto,da quale attivita lo stato puo reumerare gl'interessi che dve pagare sul debito,gl'interessi li puo solo pagare alzando la tassazione sui beni basici(acqua benzina,pane,etc etc) è il sistema che si morde la coda.cordiali saluti
vada avanti dr. Rocco
scusi Fedele intanto impari a scrivere visto che omette in continuazione lettere e parole nei suoi discorsi.
Ma poi non era Lei che ha scritto sul post precedente di essere d'accordo col blogger dicendo che non era possibile assistere a fallimento dei btp? Oppure ho letto male io??
Vada avanti dottore, grazie.
tasso fisso?
ciao , sono possessore di bond bancari decennali + btp decennale ,tasso fisso , + unicredit 2015 consigliata su questo sito ,alcuni si trovano sotto la pari , sarebbe il caso di alleggerire in caso di rimbalzo alla pari , considerata l'esposizione quasi totale sul fisso? o sarebbe il caso di mediare a questi prezzi che rendererebbero di +? qualche titolo da consigliare ? inoltre etf paesi emergenti come si ipotizza debba andare ? riuscira a recuperare il valore di 250 nel 2011 ?:(
R: tasso fisso?
Ciao roberto.
Fermo restando che non posso darti indicazioni precise senza conoscere profilo di rischio e portafoglio, mi limito a dirti che non appesantirei troppo il tasso fisso, specie sulle scadenze lunghe. Se vuoi rimanere sull'obbligazionario inserisci anche tasso variabile, tenendo presente quanto scrivo nell'articolo: non aspettarti grandi soddisfazioni dai bond per i prossimi anni, non ne vedo i presupposti.
Sono più ottimista sui bond emergenti, secondo me da preferire perchè con bilanci mediamente molto migliori rispetto ad Europa ed Usa.
Se hai bisogno di qualche indicazione più precisa, puoi contattarmi sulla mail dello studio.
a presto







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