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I bond delle banche locali

giovedì, 23 dicembre 2010

Nelle ultime settimane si sono diffuse le notizie riguardanti i commissariamenti di alcuni istituti bancari italiani di “seconda fascia” rispetto ai colossi più conosciuti.

Si tratta di banche popolari e casse di risparmio che, a dispetto del nome che dovrebbe identificarne una provenienza territoriale ed una diffusione limitata, avevano vissuto negli anni scorsi una forte espansione fino ad insediarsi in province e addirittura regioni molto distanti dalla sede d’origine.

Questo fenomeno, assieme alle difficoltà che durante la crisi hanno colpito anche alcuni istituti di credito cooperativo insediati in territori particolarmente colpiti dalla recessione, torna a focalizzare l’attenzione sulla solidità di un settore – quello delle banche locali – molto diffuso nel nostro Paese.

Il timore degli investitori, infatti, corre subito alle emissioni obbligazionarie che ogni banca utilizza ampiamente per fare funding, specialmente se si tratta di istituti locali o regionali che per crescere hanno l’imperativo di raccogliere denaro presso la clientela.

Aldilà del conflitto d’interesse che imperversa nel collocamento dei prodotti finanziari, il problema risiede nell’investitore medio che spesso si sente sicuro solo prestando i propri risparmi alla banca che “vede” e con cui interagisce fisicamente, inserendo a volte nel portafoglio – alla faccia della diversificazione – solo i bond della casa.

Qualche mese fa l’argomento era già stato affrontato (http://www.soldionline.it/blog/bond-people/obbligazioni-illiquide-la-storia-infinita) ed ora l’occasione è utile per ribadire che queste emissioni vanno selezionate ed acquistate con lo stesso criterio con cui si sceglie qualsiasi altro titolo obbligazionario.

Anzi, è importante avere maggiore accortezza, perchè a rendere più rischiosi questi titoli contribuiscono vari fattori: la mancata quotazione su mercati regolamentati (dunque la negoziazione avviene quasi sempre su piattaforme in cui la banca opera in contropartita diretta e fa anche da market maker, a scapito della trasparenza), la scarsa liquidità derivante – oltre che dalla mancata quotazione – anche dal modesto quantitativo emesso, per non parlare del rating assente in molti casi. Inoltre, chi acquista queste obbligazioni deve accontentarsi il più delle volte del TRES e difficilmente può pensare di realizzare eventuali plusvalenze perché le banche si oppongono a negoziare il titolo prima della scadenza, o lo fanno a condizioni penalizzanti per il cliente.

Nonostante tutti questi lati negativi, e nonostante i ripetuti interventi di Consob in materia di strumenti illiquidi, la musica non cambia: al contrario, la diffusione dello strumento consente a molte banche di cavalcare l’onda e di pagare interessi a volte addirittura inferiori di alcune obbligazioni emesse da istituti quotati e con buona affidabilità.

E’ dunque buona regola valutare con attenzione l’opportunità di inserire questi titoli, senza farsi influenzare dall’aggressività commerciale della banca e senza aumentare inutilmente il rischio di concentrazione del portafoglio finanziario.

A tutti i lettori e alla redazione di SoldiOnline va il mio augurio di buone feste.

Commenti dal 3 al 7
(7)

giampi79 martedì, 4 gennaio 2011

fdele lasci perdere e vada a lavorare

fdele - è questo il suo nome o non sa scrivere nemmeno quello? - lei è una contraddizione vivente. se uno legge i suoi commenti l'unico filo logico che trova è la totale incoerenza di quello che scrive. ora dice che conviene fare un'operazione all'anno, in altre sedi parlava di tradare btp, in altre ancora ce l'aveva con l'Italia (e allora cosa li compra a fare i btp???).
smetta di commentare e faccia qualcosa nella vita che non sia far finta di sapere di finanza. la comunità gliene sarà grata.

n° 7
fdele giovedì, 30 dicembre 2010

la migliore risposta

per guadagnare veramente bene,devi fare si e no un'operazione all'anno,condivido totalmente il suggerimento di roberto domenichini,uno dei pochi competenti,il resto che scrive è tutta aria fritta e rifritta che crede ancora alle streghe,saluti

n° 6
alessandro1964 mercoledì, 29 dicembre 2010

obbligazione

Buongiorno a Lei..desidererei avere una sua opnione su: ES0000012932 BONOS 4,20%31/01/2037 ...magari tradarlo...

n° 5
Andrea Rocco mercoledì, 29 dicembre 2010

R: obbligazione

Buongiorno Alessandro.
Premettendo che non mi occupo di trading ma di asset allocation, personalmente lascerei comunque perdere titoli di stato spagnoli, specie se con duration molto elevata come quello che mi evidenzia. E' sempre possibile che il mercato torni a concentrarsi sui problemi dell'Eurozona e che torni a colpire fortemente i paesi periferici tra cui la Spagna: in tal caso rischierebbe di rimanere intrappolato in questo asset per molto tempo.
In altri termini, non vedo una possibilità di guadagno tale da bilanciare il rischio dell'operazione. Se vuole tradare, c'è sicuramente di meglio in giro.
Saluti ed auguri!

alessandro1964 mercoledì, 29 dicembre 2010

R: R: obbligazione

Grazie 1000 per la celere risposta..dando uno sguardo ai Paesi in difficoltà credo che la sua riposta sia stata molto esauriente.

Andrea Rocco lunedì, 27 dicembre 2010

grazie

Ringrazio e ricambio gli auguri.
A presto

n° 4
Roberto Domenichini sabato, 25 dicembre 2010

E' possibile guadagnare bene

facendo mediamente un'operazione all'anno?

http://ganneopzioni.forumattivo.it/t8-l-antifinanza

Buon proseguimento

n° 3
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