Bund sempre in difficoltà
lunedì, 10 gennaio 2011
L’anno nuovo sembra essersi aperto, sul mercato obbligazionario, confermando la debolezza intrapresa nell’ultima parte del 2010. Non se la passano bene i corporate, che non trovano spunti per risalire, ma se la passano molto peggio i governativi europei sulla scia dei problemi che tutti conosciamo.
La conferma più significativa, in ogni caso, sembra arrivare dal Bund Future: come evidente nel grafico sotto riportato, dopo il doppio massimo della scorsa estate il decennale tedesco ha abbandonato i massimi storici toccati in area 132 stornando in misura significativa e non riuscendo a rimbalzare nemmeno nelle fasi in cui ci sono state prese di profitto significative sui mercati azionari. Segno questo di un’aumentata propensione al rischio. 
Dunque esiste una differenza sostanziale tra l’esplosione della crisi sul debito pubblico, iniziata sui mercati in primavera, e queste successive ondate di sell-off sui titoli governativi periferici: il flight to quality che spinse i rendimenti sul decennale tedesco a ridosso del 2% non trova più riscontro, ed il mercato in questo momento dice che l’equity appare meno aleatorio dei rischi che invece sembrano dover caratterizzare ancora a lungo i titoli di stato dei PIGS.
Confermo quanto già suggerito in altri recenti post: alleggerire complessivamente i bond in portafoglio, e per chi intendesse acquistare è da preferire la componente corporate effettuando un attento picking delle emissioni, alcune delle quali sono state eccessivamente penalizzate ed offrono un TRES discreto rispetto ai rendimenti di qualche mese fa, con una volatilità accettabile e comunque inferiore di quella che contraddistingue i titoli governativi dell’Eurozona.
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commento..
bene. analisi corretta. ma perchè non dire poi chiaramente che cercare rendimento sulla duration sarà impossibile? che sul breve il rendimento sarà zero ed allungando un pò c'è solo la certezza di una perdita? per fortuna i bond danno altre possibilità-- si vada alla ricerca dei "safe spread", ed il 2011 ci potrà dare un 5,5%. Meno di quanto si è fatto nel 2010 con un bel 6,67%, ma è pur sempre molto più - nel 2010 - di un -0,45 dei btp e -1,5 dei cct.
e il tasso variabile?
Trovo i suoi interventi ordinati e pieni di buon senso, cosa assai rara in finanza. Non fa eccezione questo, in cui fa notare giustamente il mutato comportamento di uno degli indicatori più importanti del mercato in generale.
Io ho alcuni titoli in scadenza a tasso fisso che vorrei cominciare a sostituire col variabile? Cosa ne pensa?
Grazie in anticipo,
DG
R: e il tasso variabile?
Sono abbastanza d'accordo con Lei. Non si aspetti però nei prossimi mesi cedole molto più ricche di quelle attuali: lo scenario monetario rimane fragile ed incerto.
Grazie per i complimenti.
Saluti a Lei







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