"Il Pessimismo della Forza" è un'espressione coniata da Friedrich Nieztsche ne "La nascita della tragedia" (1872) per definire il sano e potente spirito dei greci nella circoscritta epoca delle tragedie (circa dal 520 al 400 a.C.). La forza di tale spirito vitale, che diceva "Sì!" alla Vita, era ravvisabile nella capacità di affrontare il pessimismo delle tragedie, e attraverso esso purificarsi e rafforzarsi (catarsi) per essere pronti alle "prevedibili imprevedibilità " della natura e della vita. (link per un piacevole sottofondo musicale:
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=6wpPk8qk3uQ ).
Cosa c'entra ciò con la Finanza...? C'entra, c'entra...
In seguito a una mia pro-vocazione, sono mesi che nel mio blog si confrontano rialzisti con ribassisti, spesso con i primi che si autoproclamano ottimisti e i secondi tacciati di pessimismo o catastrofismo. Al di là del confronto sull'assoluta imprevedibilità dei fenomeni complessi (quali quelli finanziari...), tale confronto "operativo" va letto in termini di condivisione di Scenari possibili da cavalcare nel breve periodo (3 mesi circa).
Esiste però anche una lettura "strategica" del confronto, ossia in termini di aspettative e speranze sul futuro del Mercato, o persino della Società, dopo la recente epocale crisi. C'è chi esprime il desiderio che tutto riprenda come prima, e c'è chi desidera un profondo cambiamento. C'è chi considera positivo i livelli raggiunti dal consumismo, dal culto dell'immagine e dal valore del Dio-Moneta ("tu sei ciò che guadagni"), e chi invece crede a esistenze ricche di altri valori (culturali, relazionali, spirituali...).
Allora, anche chi fa trading può contribuire all'una o all'altra speranza condividendo e diffondendo informazioni, fatti e argomentazioni con chi è disinformato su questioni finanziarie (in Italia, quasi tutti!) . Chi mi conosce sa bene che io non prevedo il futuro (ma deh - che scoperta!), ma sa altrettanto bene che opero con uno scenario in mente, pronto a modificarlo se i dati fisici del mercato (ossia i volumi: l'energia del sistema) muteranno: lo scenario e' quello deflattivo, a tutti i livelli, con conseguente forte ribasso borsistico e immobiliare.
Pessimismo, catastrofismo...? No - ottimismo!
L'ottimismo di credere a un mondo migliore attraverso una terapia drastica (e purtroppo dolorosa) che ci risvegli dalla catatonia di tutti i mercati produttivi, che scardini l'odiosa oligarchia bancaria, che ci affranchi dalla sottomissione al Dio-Moneta indifferente al lavoro, alla salute, alle amicizie, alle famiglie, a me e a te.
Utopico...?! "You may say I'm a dreamer....". Forse.
Intanto, ho bisogno di pensare che il mondo non consacri i "sacerdoti" di Goldman Sachs e di altri colossi bancario-finanziari come "salvatori della patria".... Please!
E per chi avesse una profonda “forza vitale”, ossia il coraggio di affrontare scenari veramente catastrofici pur di sognare un futuro migliore, suggerisco la lettura di un interessante sito di Scenari Europei (in inglese) che prevedeva già per l’estate appena trascorsa l’innesco di “Tre violente ondate” (“Three Rough Waves”):
http://www.europe2020.org/spip.php?article608&lang=en
Ad maiora!
Nicola
21.10.09
Non sono le posizioni long a rovinare o le posizioni short - ma la difficoltà a interrompere le prime piccole perdite (quando il trend è contrario) che portano a danni molto maggiori .
E' questo "Effetto Macbeth" a rovinare tanti (è infatti anche detto "Effetto Vietnam" o "Effetto Concorde".... !).
Nessuno può dare indicazioni che valgono sempre, né nessuno dovrebbe fissarsi su una indicazione anziché uscirne quando supera un limite prefissato di perdite minime.
Il PERICOLO MASSIMO in finanza è deresponsabilizzarsi, attribuendo ad altri gli errori derivanti dalla propria inerzia psicologica (= "fissarsi su una posizione").
Nicola
era il 24 Ottobre 1929,i mrcati Americani aprirono normalmente come tutti
i giorni,ma di li alle ore 11,30 si scateno il finimondo,per nostra fortuna era un giovedi ed invece quest'anno viene di sabato ed i mercat sono chiusi
pero vi sono analogie spaventose,il crollo avvenne poiche non circolava piu liquidita' come ora,molti si erano indebitati prendendo a credito i titoli
credendo che il sistema fittizio dell'economia fatta di carta potesse veramente debellare la miseria in america,infatti il presidente hoover disse
" in america siamo vicini al trionfo FINALE sulla miseria" ed invece la torre di BABELE costruita sulla carta crollo,anche allora ci fu una ripresa
piutosto repentina,come ora,m poi ci fu il crollo totale fu un apocalisse,personalmente credo che quando l'uomo si separa dalle sue reali
condizioni di vita semplice,va inevitabilmente incontro a disastri immani
e siccome si continua con il vecchio sistema,non vedo come tale sistema possa realmente risolvere,senza economia reale,il sistema ad anello si sta ricreando,Crollo dei fatturati delle imprese(saturazione dei mercati)Calo investimenti,Crescita della disoccupazione,Calo del potere di acquisto,
speriamo bene ma mi attraverano spesso paure che scopro solo ora, nonostante
i miei 52 anni,quindi ritengo che siccome vivo all'interno della societa
tale percezione appartenga veramente alle possibilita' di disastro TOTALE,
del resto i mercati hanno gia fatto il 100 per cento,finta ripresa per depredare i risparmiatori?personalmente nei miei investimenti rimango liquido,avendo perso il treno della salita.
Siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ti leggo ben volentieri ed è grazie alle persone come te se ancora esiste un pò di morale. Gradirei approfondire con te il problema deflazione/inflazione.
Il mio blog lo conosci se vuoi dagli un'occhiata in particolare a quello che ho scritto domenica scorsa e lascia pure tuoi commenti.
grazie
Certo caro .... (posso sapere il tuo nome...?), il dilemma "Deflazione o Inflazione" è il dilemma centrale per qualsiasi decisione e strategia operativa dei prossimi mesi e anni!
Io propendo per la tesi (audace...?) di una forte deflazione di 2-3 anni (poi si vedrà... ancora deflazione tipo Giappone, oppure inflazione controllata, oppure....?).
Il tema è quindi per me vitale e amo condividerlo con tutti coloro che hanno opinioni diverse, purché argomentate (come te!).
Confrontiamoci su tale dilemma anche sul tuo blog al quale sono iscritto!
A presto!
Nicola
Caro Claudio, tra il serio e il faceto... conosco e condivido il proverbio da te accennato e, a proposito di "proverbi" cito: "Senza una visione il popolo perisce" - Bibbia/Proverbi, 29,18.
Utopia, visione o soltanto speranze "scatologiche"...?!
Ardua sentenza!
Ciao!
Nicola
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