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Gli Stop Loss – la “trappola delle trappole” (Finanza sull’Orlo del Caos – III)

giovedì, 21 gennaio 2010

Gli Stop Loss – la trappola delle trappole (Finanza sull’Orlo del Caos – III ).

(il terzo estratto del libro di prossima pubblicazione “La Finanza sull’Orlo del Caos – Come cavalcare la complessità dei mercati finanziari”).

III Immersione negli Stop loss e negli Stop orders: la trappola delle trappole!

Mi permetto qui un’unica considerazione malevola nei confronti di chi, a mio parere, vìola il principio del “non nuocere!” alla base di questo libro, ossia nei confronti di chi insegna gli stop loss come soluzione contro le perdite eccessive, contro l’Effetto Macbeth e contro la Sindrome della Rana Bollita… (analogo discorso vale per gli stop orders, ma limitatamente a quest’ultimo rischio).

Ma che diavolo dicono! Lo stop loss non è la soluzione, è Il Problema!  Riuscire a determinare con precisione, segnalare tempestivamente e applicare uno stop loss è, in assoluto, il compito più difficile.

Quante volte – dimmi la verità… - hai applicato in modo ferreo uno stop loss, per esempio vendendo un titolo, per vederlo subito dopo ripartire al rialzo, e magari anche a razzo?!  E quante altre volte, invece, con tali cicatrici sul portafoglio, hai temporeggiato quanto basta per… esserti pentito di non avere applicato lo stop loss subito…?!

Quante volte, figliolo, hai peccato…?  Peccati sia di eccesso di fermezza sia di temporeggiamento – esiste forse un “giusto mezzo”?

Balle!  I tradizionali stop loss e stop orders “lineari” sono la peggiore delle trappole: la “trappola delle trappole”!

E’ invece importantissimo e determinante il sottostante concetto: “fermare le perdite” o “attuare le decisioni” – sacrosanto!

Ciò che nuoce è il semplicismo della loro definizione e applicazione da parte di molti saccenti!

In un fenomeno complesso e persino caotico, non ha molto senso fissare un criterio univoco per una soglia di protezione erroneamente supposta altrettanto univoca.   E se lo stop loss fosse proprio su un livello tecnico su cui operano tanti altri operatori…? E se lo stop loss si verificasse per un solo tick (variazione minima della quotazione, con conseguente rischio di “Rana Bollita” - di tick in tick…)?  E se lo stop loss si verificasse con una violenta rottura (soglia superata con molti tick istantaneamente)?  E se lo stop loss fosse accompagnata da enormi volumi? E se…. ? (analoghe domande si applicano agli stop orders).

Nessun “se o ma” nelle definizioni molto pratiche di stop loss e di stop orders che s’imparano da molti testi eruditi.

I concetti sacri di “fermare le perdite” e di “attuare le decisioni” vanno tutelati con la Cura, ossia:

·        avere cura di cogliere e seguire i segnali deboli per comprendere quando diventano segnali chiari d’intervento;

·        avere cura di valutare tali segnali deboli dove ha senso: nei momenti di minima volatilità e appena prima che la volatilità possa innescarsi, ossia sugli attrattori o sui bordi delle loro istèresi e range di consolidamento;

·        avere cura di limitare le perdite, ma non di eliminarle! Occorre educarsi a non farsi condizionare dal proprio valore di carico del titolo, e operare sempre nel modo più imperturbabile possibile (e il pensiero delle perdite, si sa, condiziona e turba molto).

Coerentemente alla struttura frattale della complessità finanziaria, abbiamo già condiviso una delle differenze essenziali tra gli Attrattori Caotici e le Resistenze&Supporti, essendo queste ultime soltanto delle semplicistiche linee (con dimensione 1.0) senza possibilità di modulare la volatilità per operare sui suoi minimi, mentre i primi sono delle “linee frattali” (dimensione tra 1.0 e 2.0), ovvero delle quasi-aree all’interno delle quali la volatilità ha spazio per modularsi tra un minimo (momento opportuno per investire) e un massimo (innesco del prossimo trend).

Identicamente (frattalmente…), anche gli stop loss e gli stop orders vanno applicati in modo leggermente più complesso: con i “tre criteri anti-trappola” [definiti in altri capitoli del libro di prossima pubblicazione – NdA]; la semplicistica soglia dello stop loss, quindi, sfuma in un’area, che nell’intraday è minore (con conseguenti minori rischi), mentre nel daily è maggiore (con maggiori rischi).  Un’area che, come per tutte le strutture frattali, ottimizza qualcosa, e nel nostro caso essa ottimizza l’affidabilità e l’efficacia delle operazioni rispetto a una semplice soglia lineare, che produce invece troppe trappole con un tipico “effetto paradosso” comune anche a molti medicinali.  Quante volte uno stop loss si trasforma, oltre che in trappola, persino in beffa : la quotazione va a superarlo esattamente di 1 tick per poi rientrare nei ranghi! Certo, uso anch’io lo stop loss lineare quando sono costretto a delegare tale protezione automatica alla piattaforma di trading a causa di una mia prolungata assenza; la mia rinuncia alla Cura in prima persona provoca inquietanti beffe con significative escursioni delle quotazioni per andare ad attivare proprio il mio stop loss automatico, e poi – beffardamente… - ritornare dove l’avevo lasciato (ma senza più la mia posizione di titoli precedente – incredibile e inquietante, ma vero!).

Quanto espresso qui per i sopravalutati e abusati stop loss e stop orders, vale identicamente per qualsiasi soglia numerica o geometrica (lineare, curvilinea, a ventaglio o a onde…) che rimane sempre coerentemente se stessa (a dimensione 1.0), senza saper sfumare in aree più o meno ristrette introno alla soglia nominale.

I criteri anti-trappola prima forniti servono proprio ad attuare i concetti (importantissimi) e a superare il metodo (semplicistico, quindi nocivo) degli stop loss e degli stop orders lineari, per proteggere il proprio Benessere sia sugli attrattori del sistema, sia dagli adescamenti degli Anti-Robin Hood.  La rete degli attrattori diventa così, anche, una rete di protezione.

 IMPORTANTE: Per chi fosse interessato ad approfondire i molteplici aspetti della Complessità applicata alla Finanza e delle sue ripercussioni sulle visioni tradizionali della Finanza (“Random Walk”, Analisi Fondamentale, Analisi Tecnica, ecc…), ecco il link al mio Corso online  “La Teoria del Caos applicata ai mercati finanziari” (Questo corso da diritto ad 8 ore di mantenimento EFA):

http://www.pfacademy.it/corso.php?idCo=82

 Ad maiora!

Nicola Antonucci    www.complexlab.com

Commenti dal 2 al 6
(6)

verbatim sabato, 23 gennaio 2010

Poi dipende anche dalle cifre che metti!!

No dittemi chi di voi fa tranding e gioca pesante lo stop loss non è utile!!!!!

n° 6
Parcobuoi_81 venerdì, 22 gennaio 2010

Bravo Nicola!!!

Bravo Nicola, vorrei farti una statua, finalmente qualcuno che lo dice chiaro e tondo, lo stop-loss è una boiata pazzesca, serve solo come scusa per vendere corsi di trading, e per spennare un piumino alla volta i pollastri che si credono di fare come i "pro"... Molto meglio vendere e comprare a sentimento, contrapporre al caos dei mercati quello delle nostre più forti emozioni, oppure fare come faccio io, che compro sempre un etf e subito anche il suo contrario, così da una qualche parte guadagno sempre, e recupero le perdite appena il mercato gira... E sono hedged al 100%, senza farmi mai spennare, come i VERI pro...
Lo stop-loss è una tassa infame che milioni di pollastri pagano ogni giorno come automi rassegnati... MA CHI VE L'HA DATA A BERE?!? Fra un pò vi convinceranno che chi non lo usa finisce all'inferno... ma svegliatevi...

n° 5
fdele venerdì, 22 gennaio 2010

lo stop loss

dissento dai Vs scritti,lo stp loss è l'unico strumento che ti fa capire
a priori quanto sei disposto a rischiare 0,5 1 o 2 per cento,semmai è l'uso non calibrato ma cusale a cui bisogna attribuire dei dubbi,ed inoltre
una altra variabile rispetto alle medie è evidente che se lo stop loss viene raggiunto prevemente è il caso di allargarlo,ma se invece il valore
di stop viene raggiunto in trend è molto meglio uscire e quindi tecnicamente
fare un'operazione di rovescio cioè se ero long chiudo in stop e mi metto short,ma tale strumento è validissimo,poiche confina e delimita a priori le perdite,magari lo avessi conosciuto 18 anni fa (avrei molti piu soldi di ora,poiche mi avrebbe salvato)saluti cordiali

n° 4
Nicola Antonucci venerdì, 22 gennaio 2010

stop loss sì, stop loss no...

Caro Fedele,
condivido al 99% ciò che dici... nel senso che il CONCETTO di stop loss è sacrosanto (e guai ignorarlo!).
Il problema residuo (ma non da poco...) è la sua applicazione pratica.
LA mia posizione ed esperienza è che lo stop loss semplicisticamente LINEARE è più una trappola che una rete di protezione (come dire "la toppa è peggio del buco"..!)
Lo stop loss più efficace è quello derivato dalla comprensione complessa e frattale del fenomeno borsistico: ne deriva unp stop loss che non è un semplice e banale livello ("vedi sotto 2,367!") ma una serie di CRITERI PRATICI (che definirò nel PROSSIMO POST) che realizzano il concetto di stop loss in una piccola "area frattale".
Morale: d'accordo sul prezioso concetto, deluso (come altri lettori, vedo...) dalla tradizionale applicazione"lineare".
Nicola

verbatim venerdì, 22 gennaio 2010

meglio perdere poco ke !!

Lo stop loss mi ha salvato il c............tante di quelle volte.E chiaro che  qualcosa si perde sempre, mettendolo ma alla fine della fiera grazie a Dio alla fine ci ho sempre guadagnato.Complinenti per l'articolo

n° 3
Mario Elia venerdì, 22 gennaio 2010

Stop

Ricambio cari saluti a Matteo e mi complimento per la qualità dei suoi articoli.

Devo però precisare che non sono perplesso sull'efficacia degli stop, ma solo sull'utilizzo che ne viene fatto. E in effetti è molto difficile stabilirne le modalità, come è ben scritto nell'articolo.

Matteo, avevi forse ragione a prevedere uno scenario ribassista.

Buon lavoro a tutti.

n° 2
da

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