Finanza sull’Orlo del Caos – II : l’Analisi Tecnica.
lunedì, 28 dicembre 2009
Finanza sull’Orlo del Caos – II : l’Analisi Tecnica.
(continua da precedente post: “Finanza sull’Orlo del Caos – I : l’Analisi Fondamentale)
Avendo ben compreso l’ingannevole splendore delle verità basate su concezioni scientifiche ormai obsolete (ma dure a morire…), sono ripartito alla ricerca di efficaci conoscenze e informazioni meno splendide, meno pubblicizzate e visibili, e quindi più sotterranee, trovandole nei grafici.
Incuriosito da iniziali bagliori emersi osservando alcuni grafici riportati su giornali economici, sono poi stato folgorato dalla bibbia di Robert Edwards e John Magee “Technical Analysis of Stock Trends” pubblicato nel 1958 e letto nel 1986.
Fascino e mistero emergevano da ogni nuova figura di Testa&Spalla, di Doppio Top o Bottom, da Trendlines, da Flags, da Triangoli, da Resistenze e Supporti e da altre incredibili coincidenze (apparentemente) non casuali.
Come facessero le quotazioni di un titolo, di un indice azionario, di una valuta a ricordarsi di un loro lontano parente di mesi o anni fa per reagire puntualmente (ed emotivamente…) appena lo rincontravano? Mah!
Tale memoria delle quotazioni in relazione a Resistenze & Supporti orizzontali, oblique (Trendlines) oppure ondivaghe (Medie Mobili) mi sembrava più un fenomeno mistico che scientifico.
Ho incominciato allora a battere il ferro caldo di questa emozionante scoperta leggendomi altre bibbie dell’Analisi Tecnica, che mi raccontavano di oscillatori e indicatori escogitati da menti fervide e insonni: “Technical Analysis of the Futures Market”, di John Murphy e “Technical Analysis Explained” di Martin Pring. Soprattutto, mi abbonai alla mitica rivista americana “Stock & Commodities” che, mensilmente, mi insegnava ancora nuovi oscillatori e indicatori shakerati tra loro meglio di un cocktail.
“Relative Strenght Index”, “Stochastics K%D”, “Larry Williams %R”, “Onde di Elliott”, “Bande di Bollinger”,“Serie (Ritracciamenti) di Fibonacci”, “Fan di Gann” e altri strumenti divennero la mia bussola, i miei nuovi nord, sud, est e ovest per orientarmi nella apparente casualità degli andamenti azionari.
Non pago di tale conoscenza esoterica, riservata a quei pochi che osavano leggere, studiare e applicare formule bizzarre, mi avventurai nel 1987, con degli amici, nello sviluppo di “ITA – Intelligent Technical Analysis”, un software il cui nome ti fa già intuire quanto fosse cieco il mio amore per l’Analisi Tecnica. ITA, non solo calcolava e mostrava gli oscillatori, indicatori e medie mobili di maggior interesse, ma – udite udite… - era anche “intelligente”, ossia sapeva riconoscere tra tutti i titoli del listino milanese quelli che potenzialmente potevano formare figure d’inversione (Teste&Spalle, Doppi/Tripli Top o Bottom), ovvero potevano rompere Trendlines o Medie Mobili in corso. Niente male, neh? (vivevo a Torino in quegli anni…).
La fondazione nel 1987 della Financial Computing di Antonucci & C. S.a.s. prospettava il sogno del Golem: un Robot Intelligente che mi arricchisce.
A istigare tale sogno fu l’evento epocale del sistema finanziario, il punto di svolta e di non-ritorno dell’economia e della finanza globale: il “Lunedì Nero” di Wall Street (19 ottobre 1987). Quel giorno emersero le novità della realtà moderna e del sistema finanziario in particolare:
- La perdita del 22,6% dell’Indice Dow Jones Industrial Average (DJIA) in una singola seduta, secondo la teoria tradizionale del “random walk” (andamento casuale delle quotazioni), aveva una probabilità di verificarsi pari a 1 contro un numero di 50 cifre: è la stessa probabilità che si ha di fare sempre testa lanciando una moneta per 150 volte di fila! Se poi lo correliamo al crack del 1929 e al successivo crollo dell’agosto 1998 (“scandalo Lewinsky”, possibile impeachment di Bill Clinton e Crisi Russa), il crollo del 1987 ha fatto gridare al “Cigno Nero”, ovvero all’assoluta eccezionalità che ha seppellito il modello casuale della finanza nato nel 1900 con L.Bachelier – punto a capo!
- Fu tutta colpa umana…? No: “l’impossibile crollo” del Lunedì Nero portò alla ribalta i protagonisti nascosti dei precedenti 5 anni di impressionante crescita dell’indice DJIA passato da quota 1000 a 2700: l’intelligenza artificiale, ossia i sistemi esperti decisionali. Quel giorno verrà forse ricordato come l’inizio dell’ascesa al potere della Vita Artificiale?
- Da lì a due anni sarebbe crollato anche il Muro di Berlino, e il sistema economico-finanziario mondiale subì un’ulteriore balzo della sua complessità, a seguito della rivoluzione tecnologica degli anni ’80 e della globalizzazione degli anni ’90, entrando così in quell’area denominata “Orlo del Caos”, le cui implicazioni saranno presto chiare.
Mi sembrò il segnale forte e chiaro sull’unico futuro possibile per gli investimenti finanziari: l’alleanza tra Esseri Umani e Intelligenza Artificiale, iniziando da umili Software (“SW”) Esperti.
Il SW ITA venne potenziato con vari oscillatori (soprattutto l’RSI che adoravo), producendo segnalazioni di inversioni di titoli molto efficaci e proficui.
Cogliendo sempre meglio le inversioni dei trend, perlomeno di medio periodo (3-6 mesi), avevo iniziato a investire e gestire anche capitali di terzi con la mia impresa individuale Antonucci Brokers fondata a Torino nel 1989. E così, più funzionavano le cavalcate dei trend e delle loro inversioni, più investitori mi affidavano capitali da investire ai tempi della casta degli Agenti di Cambio, ossia quando ancora non esistevano le SIM (Società d’Investimento Mobiliare).
Ma… rieccolo l’eterno “ma” insieme a un nuovo Cigno Nero: nell’estate del 1990 Saddam Hussein aveva pensato bene di farsi fregare dagli (ex) amici americani, che lo avevano supportato nella guerra contro l’Iran, invadendo il Kuwait considerato un legittimo premio per i servigi resi al neonato Impero Americano, e con tanto di assenso dell’imperatore Bush I. The Day After, invece, gli USA (con il resto del mondo) si sdegnarono di questa “arroganza di un piccolo e volgare dittatore” del quale negavano quasi la conoscenza, e trovarono la scusa buona per invadere l’Iraq e, soprattutto, per piazzare definitivamente nell’area strategica del Golfo Persico le loro corazzate e basi militari.
Che c’entra tutto ciò? E’ proprio ciò che avrei voluto capire ai tempi, quando ho visto crollare prima il castello di titoli che avevo approntato per il prossimo assalto a nuovi territori positivi del MIB30, poi persino l’Agente di Cambio depositario dei capitali miei e dei miei clienti – altrochè Cigno Nero: sfiga nera!
Non capivo cosa c’entrasse questa bega tra Iraq e Usa, sulla pelle del Kuwait, con tutti gli oscillatori, indicatori, figure d’inversione e trendlines che gridavano “Compra!”. In quella estate del 1990, a fronte di numerose e solide indicazioni dai criteri dell’Analisi Tecnica testati da anni, soprattutto col mio software ITA, avevo infatti investito tutto il patrimonio e persino con una leva del 50% (il massimo consentitomi dall’Agente di Cambio) – bel botto, neh…?
Perché i criteri analitici, che mi avevano supportato bene, ora mi tradivano così, conducendomi in una trappola, in una imboscata?
Io, come tutti gli analisti tecnici, ragionavo con modelli lineari, nei quali 2 + 2 fa sempre 4, come di fatto è, ma solo nei sistemi lineari, a bassa complessità, e in contesti molto limitati. Cosa succede invece se la complessità del sistema cresce (come avveniva da anni, soprattutto dopo il biennio ’87-’89), e arriva persino sull’Orlo del Caos?
Non lo sapevo ancora, ma avevo iniziato a leggere qualcosa sul Caos applicato ai sistemi elettronici.
Capii molte cose – un po’ tardi, ma si sa: meglio tardi che mai!
|
Meditate gente, meditate… Georges Gurdjieff, 1872 -1949, scrittore e mistico armeno. “Una certa leggenda orientale narra di un mago ricchissimo che possedeva numerose greggi. Quel mago era molto avaro. Egli non voleva servirsi di pastori, e neppure voleva recintare i luoghi dove le sue pecore pascolavano. Naturalmente esse si smarrivano nella foresta, cadevano nei burroni, si perdevano, ma soprattutto fuggivano, perché sapevano che il mago voleva la loro carne e la loro pelle. E a loro questo non piaceva. Infine il mago trovò un rimedio: ipnotizzò le sue pecore e cominciò a suggerire loro che erano immortali e che l’essere scuoiate non poteva fare loro alcun male, che tale trattamento, al contrario, era persino piacevole. Poi aggiunse che egli era un buon pastore, che amava talmente il suo gregge da essere disposto a qualsiasi sacrificio nei loro riguardi. Infine suggerì loro che se doveva capitare qualcosa, non poteva in ogni caso capitare in quel momento e nemmeno in quel giorno, e non avevano quindi di che preoccuparsi. Dopo di che il mago introdusse nella testa delle pecore l’idea che esse non erano affatto pecore; ad alcune disse che erano leoni, ad altre che erano aquile, ad altre ancora che erano uomini o che erano maghi. Ciò fatto, le pecore non gli procurarono più né noie né fastidi. Esse non lo fuggivano più, ma attendevano serenamente l’istante il cui il mago avrebbe preso la loro carne e la loro pelle.”
|
|
|
|
Limiti e Effetti Collaterali dell’Analisi Tecnica: · le “self-fulfilling prophecies” – le profezie che si auto-avverano – sono alla base del funzionamento, del successo e dell’esito fatale dell’Analisi Tecnica: quanti più operatori seguono e si affidano agli stessi criteri (Teste&Spalle, Trendlines, RSI, Medie Mobili, Stochastics, Onde di Elliott, Ritracciamenti di Fibonacci o altro), tanto più l’andamento delle quotazioni sarà influenzato da tali stessi criteri. Un superamento minimo, per esempio, di una neckline (livello tecnico decisivo di una Testa&Spalla), che prevede un trend fino a un certo target, scatenerà numerosi operatori che, con ritardi crescenti, interverranno rafforzando e confermando la validità di tale “previsione”. · i criteri (Resistenze&Supporti, Trendlines, Oscillatori e Indicatori vari) più utilizzati dagli analisti tecnici sono però ben noti a chi può pilotare masse di operatori ligi alle soglie tecniche e ai sacri ma ingannevoli “stop loss” e “stop order”, ossia le soglie d’intervento, rispettivamente, per impedire ulteriori perdite e per prendere posizioni long (in acquisto) o short (vendite allo scoperto) su un titolo. Questi Manovratori delle quotazioni sanno molto bene quando intervenire su soglie tecniche manipolabili per tendere dannose trappole, spingendo sia il titolo oltre tali soglie, sia intere greggi di investitori tecnici alla… tosatura. · l’Analisi Tecnica funziona, e deve funzionare, per attrarre greggi crescenti di analisti tecnici sempre più fedeli ai suoi proficui criteri finché… qualcuno deciderà che è il momento opportuno per tosare tale gregge entusiasta. · la variegata produzione di oscillatori e indicatori tecnici, moltiplicata per le loro possibili combinazioni, dimostra che nessuno di essi è adatto a fenomeni complessi, se non in limitati periodi (passati) e in limitati contesti (quelli testati). Inducono persino un “effetto catatonia” (paralisi decisionale difronte a troppi possibili strumenti) ed un “effetto droga” (l’ossessiva ricerca di oscillatori, o loro combinazioni, che funzionino almeno un po’…) · è inevitabile quindi un circolo virtuoso o vizioso, a seconda dei casi, in cui “ci si incoraggia a vicenda”, generando però anche pericolose “self-fulfilling prophecies” che creano l’Effetto Gregge visto prima. · più fisicamente, i limiti degli strumenti dell’Analisi Tecnica sono ascrivibili a due considerazioni: o tutti gli indicatori sono definiti senza considerare l’Energia del sistema (massa monetaria) e le sue variazioni deducibili dall’andamento e dalle discontinuità dei volumi. I vari strumenti tecnici sono pertanto indistinguibili gli uni dagli altri in termini di validità, di efficacia, di merito. L’Analisi Tecnica è troppo democratica, poiché non è meritocratica. o da questa produzione (notevole…) di segnali tecnici indifferenziati, è inevitabile statisticamente che qualche segnale (da una trendline, per esempio) dia valide conferme, illuminando di meriti impropri anche tante altre trendlines che di valido hanno ben poco.
|
|
Cui Prodest? - A chi giova l’Analisi Tecnica? Giova soltanto a chi ha mezzi economici e massmediatici sufficienti per spingere le quotazioni oltre le soglie tecniche, ossia ai Manovratori (alias, i miei poco cari&simpatici “Anti-Robin Hood”). |
|
Bibliografia essenziale: Technical Analysis of Stock Trends - di Robert Edwards e John Magee, IX edizione 2008. Macroeconomics of Self-fulfilling Prophecies – di Roger Farmer, 1999, The MIT Press. |
IMPORTANTE: Per chi volesse ad approfondire i molteplici aspetti della Complessità applicata alla Finanza e delle sue ripercussioni sulle visioni tradizionali della Finanza (“Random Walk”, Analisi Fondamentale, Analisi Tecnica, ecc…), ecco il link al mio Corso online “La Teoria del Caos applicata ai mercati finanziari”:
http://www.pfacademy.it/corso.php?idcateg=19&idS=1&idSS=1&idFa=28&idCo=82
Ad maiora!
Commenta
10
Commenti dal 6 al 10
(10)
Quando non aiuta la logica spesso é l'irrazionale la risposta giusta.
Ottima analisi, e anche ben scritto, anche se avrei evitato panegirici di luciodallese memoria (almeno per me). La crisi che stiamo attraversando é, giustamente, il collo di bottiglia dove si sono ritrovate le scorie delle piccole crisi precedenti, ma il tutto é transitato con la globalizzazione che ha reso debole proprio quelle aziende che hanno spinto i loro investimenti su questa linea. Il fallimento é dovuto dal fatto che non tutti i mercati mondiali (intendendo non solo quelli azionari ma anche quelli semplicemente di una nazione) erano pronti. Spesso il numero di persone non forniva certezze di aprire nuovi mercati e senza conoscere la cultura e l'orientamento di certi popoli ci si é buttati come gfosse una scommessa sicuri di vincere con carte truccate, a volte forti di appoggi di banche o di ambienti politici. Ora, se guardate bene, i più forti sono quelli che hanno che fare con i mercati locali e i trasporti (d'informazione o di merci) gli altri barcollano. Questo in quanto in fase di contrazione di liquidità gli unici che riescono a tenere il mercato sono coloro che si rivolgono a prodotti locali (di basso o di altissimo profilo) o che si occupa di trasportare. ovviamente mentre i primi reggeranno ancora a lungo i secondi sono destinati a trabballare tra breve in quanto le tecniche di trasporto subiscono sempre più innovazioni e chi non reggerà il passo crollerà, (video crt oggi video HD, ieri carburanti oggi elettricità, domani mercurio(!?!), etcc...). Certo la conversione degli investimenti é alla base di un rapido sviluppo economico: i soldi si fanno con la velocità negli investimenti arrivando prima degli altri, basta sapere come e dove.... Se in tutto ciò possono aiutare le nuove teorie ben vengano... ma purtroppo si sa quando passa per buona una teoria vuol dire che ormai nella finanza non serve più.. Au Revoir Mon amis
provo a mettere dei punti
a posteriori è sempre molto facile,Hitler aveva vinto contro gli alleati su molti fronti, la storia lo conferma apri altri fronti,non rendendosi ben conto che non avrebbe potuto sostenerli,questo era il primo segnale di rottura,pero non (per nostra fortuna)se ne capacito'poiche era subentrato in lui una psicosi ossessiva di invicibilita',i Romani che erano stati abilissimi in tutti i senzi sia sui campi di battaglia che politicamente,divisero l'impero in impero romano d'oriente ed occidente,fu l'inizio della fine,venivano operate scelte in contrasto fra i 2 imperi,ma a posteriori è sempre facile,pero so una cosa certa(quando gli indici erano
a 49.000 il mib ed il nasdaq a 4500 circa)ero costantemenrte scoperto al ribasso,sapevo benissimo e conoscevo il bleff della finanza,su tali valori insostenibili,pero è stato un'asedio che non sono riuscito a sostenere poiche x 6 mesi riuscirono a tenere gli indici alti,rivedendo tutto oggi
capisco che se mi fossi posto oltre ai prezzi anche uno spazio temporale sarei multimiliardario,senza scherzi(dei giorni ho aperto anche 4 posizioni al ribasso su fib)purtroppo il mercato mi ha dato ragione quando non credevo piu a cio che avevo visto e capito in anticipo,ho solo sbagliato il tempo,detto questo questi sono momenti difficilissimi da analizzare,senz'altro saranno le economie asiatiche ad trascinare e le Nostre economie cosa faranno?????una cosa è certa guardando i grafici indietro di 50 anni,gli anni di rialzi sono stati cicli di 3 4 anni massimo,con delle contrazioni repentine e dei grandi movimenti Laterali.l'industria della finanza(come la chiamo io)ci stara ad aspettare in laterale x diverso tempo o creera' nuovamente bolle speculative ove puo
alimentarsi.a mio avviso staremmo per diversi anni in laterale,senza ne gloria ne infamia,l'indice italiano potra fare si e no il 12 per cento questo anno 2010 che comunque non sarebbe male ora siamo a 23450 andremo fine 2010 a circa 26000,del resto chiedevo anch'io al'amico Nicola come e dove riusciva a vedere i segnali deboli e forti,ma non sono arrivate risposte,senz'altro secondo me la media a 200 giorni è un buon indicatore,infatti quando l'economia è crollata tale media aveva gia iniziato a piegare nella sua traiettoria,e quando i prezzi hanno rotto tale linea si è scatenato il finimondo.SALUTI
Cari amici Nicola e Fedele........
Mi ha fatto molto piacere leggervi, rilevo con piacevole sorpresa che da iniziali posizioni antagoniste ( che mi creavano confusione ma utili provocazioni) siete poi giunti ad individuare posizioni concordanti.
Ho trovato con voi, almeno per me stesso, il nodo di collegamento e comune intersezione tra l'analisi tecnica esaperata, il fideistico esoterismo, ed il ciclo naturale dgli Eventi (leggi fondamentali dell'universo) con la nascita, sviluppo, maturazione e morte delle Cose.
Vi sarei grato se con le vostre conoscenze (che riconosco più acculturate delle mie) mi individuaste ex post i motivi, i segnali deboli e/o FORTI che hanno preceduto la maturità/decadenza della civiltà romana, di Napoleone, di Hitler o di altri fenomeni economici o sociali (carestie, fallimenti di nazioni, culture, persone, società, ecc..).
Fatto questo vi chiederei ancora un "piccolo" sforzo: applicare lo stesso metodo per analizzare la situazione della oggi predominante cultura/economia occidentale; individuarne la probabile posizione e forma della curva in un maxitrend evolutivo a 20-30-50 anni.... A mio avviso saranno molto più chiari, semplici e leggibili gli accadimenti attuali tenuto conto della meccanicistica analisi tecnica, del religioso esoterismo, delle inoppugnabili leggi che governano l'Universo (nascita, evoluzione, morte).
Forse ci convinceremo che Obama con la sua visione del futuro potrà modificare leggermente la curva a 50 anni ma non cambiarla sostanzialmente. Inoltre ci potremmo spiegare come il nostro "grande" berlusc...... con le sue visioni sarà abile a restare in curva per massimizzare il suo personalissimo interesse nel mininimo tempo possibile o come si attiveranno i 7 saggi, le grandi mafie, i potentati.
Ma se questo modo di vedere "macro" mi, ci aiuterà a prendere decisioni più giuste sarebbe una grande semplificazione......
Un grazie in anticipo per i vostri eventuali ma graditi commenti
Tu chiamale se vuoi : Riflessioni
Bella analisi, come sempre da lei Antonucci.
Provi a pensare a questo stesso articolo, scritto e pubblicato qualche anno fa...
Sarebbe passato inosservato, come lo scritto di un qualche deluso incapace ad arricchirsi nel mondo della finanza.
Per me, il suo articolo e' molto valido,
ma, se riflettiamo bene, esso e' valido perchè é in relazione a questo momento storico cosi pieno di disillusione.
R: Tu chiamale se vuoi : Riflessioni
In realtà, caro "Revisore", queste analisi raccolgono e sintetizzano (per un mio libro di prossima pubblicazione) articoli, conferenze e relazioni che pubblico da inizio 2006 (più che "qualche anno fa"...).
Articoli che trovi in Internet (puoi cercare il mio nome in Google o Yahoo) su vari siti: www.saperinvestire.it e www.professionefinanza.com (nelle rubriche "Finanza Scientifica" e soprattutto sul mio Ambiente di Lavoro Collaborativo in Rete www.Complexlab.it (mia pagina: www.complexlab.com/Members/nicolaantonucci ).
Apprezzerò tuoi ulteriori commenti, magari proprio alla luce di tali miei scritti "pre-Crisi Globale".
Buon Anno!
Nicola





Commenti agli articoli