Verso il punto di svolta?
lunedì, 14 settembre 2009
Di fatto questa criticità ha sancito l’inizio della più grande crisi economica mondiale dal 1929. È ragionevole ora chiedersi, a distanza di un anno, con l’euforia dei corsi azionari, ed una rinnovata fiducia degli operatori finanziari se siamo o meno di fronte ad una svolta, punto di partenza per un nuovo corso di crescita sostenibile e benessere.
Ebbene i dati congiunturali segnalano un netto miglioramento delle previsioni di crescita per l’economia statunitense ed europea: gli indicatori mostrano una ripresa che ha origine dal settore manifatturiero, sostenuta dal miglioramento del settore immobiliare residenziale. I maxi piani di rilancio dell’economia americana ed europea gli interventi straordinari della Fed, Bce BoE, la netta riduzione dell’avversione al rischio degli operatori ed il contestuale miglioramento del “sentiment” generale stanno dando segnali inequivocabili che il sistema economico globale è in prossimità di una svolta.
Sicuri? Andiamoci cauti, sono oggettivamente segnali di stabilizzazione della recessione in atto. La indicazione di tali indicatori, sebbene nel complesso positivi, non ha chiuso il dibattito sulla forma della ripresa, se a “V” o a “W”, anche se per ora abbiamo imboccato la gamba ascendente di una “V”.
Preoccupanti sono le previsioni riguardo alle dinamica della disoccupazione USA, europea e nipponica che si attesta a livelli record dagl’ultimi 30anni. Verosimilmente se non si lavora non si produce e non si consuma! Inoltre l’andamento “positivo” dei dati potrebbe essere di natura temporanea, frutto di stimoli economici straordinari e non strutturali che potrebbero non essere sufficienti a rimettere in moto il motore economico. Pertanto lo scenario per la seconda metà dell’anno e dei primi mesi del 2010 rimane ancora molto fragile e incerto; permangono freni strutturali alla crescita: restrizione del credito, aumento della dinamica del tasso di risparmio delle famiglie (un modo per intendere un ulteriore calo dei consumi, se ci aggiungiamo la disoccupazione), la ristrutturazione dell’attivo delle banche con il contestuale effetto dell’aumento delle sofferenze e l’incremento dei fallimenti bancari.
Senza togliere il rischio legato ad eventuali errori di timing per’“exit strategy” da politiche espansive fiscali e monetarie. Intanto il dollaro yen continua ad attestarsi ai massimi, possibile? Ok le elezioni, va bene la speculazione, i mover tecnici e fondamentali continuano a premere contro dollaro, ma paradossalmente i dati giapponesi sono più che sfavorevoli alla moneta nipponica, e lo yen intanto si apprezza aspettando che gli operatori ricomincino ad imbastire le posizioni su Carry. Cautela, ricordo la correlazioni tra divise e borse, che tra l’altro, sono ai massimi dall’inizio dell’anno con volumi sommariamente ridotti. Uno storno dei corsi azionari - visto il recente rally - potrebbe implicitamente accentuare i mover proyen. Intanto, Trichet nell’ultima conferenza stampa, è stato insolitamente cauto non solo sulla velocità e intensità, ma anche sulla sostenibilità della ripresa economica.
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E' a doppia C
Voi scrivete la seguente :"Sicuri? Andiamoci cauti, sono oggettivamente segnali di stabilizzazione della recessione in atto. La indicazione di tali indicatori, sebbene nel complesso positivi, non ha chiuso il dibattito sulla forma della ripresa, se a “V” o a “W”, anche se per ora abbiamo imboccato la gamba ascendente di una “V”."
Io penso che sia a doppia C. Ce lo hanno già messo nel @#?*%$ e adesso si preparano per rimettercelo.
Ineccepibile
Senza gli interventi statali non ci sarebbero dubbi. La ripresa non sarebbe ne a V ne a U ne a L ma ancora a I. Impressionante quando osservo la dinamica dell'indice della produzione industriale. La reazione a cui stiamo assistendo sulla crescita sono movimenti contrari impercettibili all'interno di un ciclo ormai chiaro nel lungo (vedi Giappone fine anni 80). Ragazzi!! Con le crisi immobiliari non si scherza. Per assorbirle ci vuole molto più tempo rispetto a quelle strettamente finanziarie e geopolitiche. La fortuna del Giappone è stata quella di vedere il resto del Mondo in forte crescita. Mi sembra che ciò non stia accadendo oggi.
Di nuovo complimenti per l'analisi e riguardo alla forza dello Yen forse va ricercata nella correlazione inversa che ha da molti mesi rispetto alla stabilità finanziaria.
ottimo!!!
Allora non sono solo..., meglio essere cauti e pazienti. Troppa euforia, concordo!





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