Tassi o bradipi?
martedì, 7 aprile 2009
La BoJ in Giappone ha deciso all'unanimità di mantenere i tassi allo 0.10%, ha facilitato ulteriormente l'accesso ai fondi da parte del sistema bancario, espandendo le forme di garanzia accettabili a fronte dell`offerta di fondi alle istituzioni finanziarie; in particolare, si accetteranno anche le obbligazioni municipali oggetto di collocamento privato. L`indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso la sessione di questa notte in lievissimo ribasso, dello 0,28% a quota 8.832,8 punti, esprimendo così una certa inquietudine, nonostante lo yen in deprezzamento senza freni.
Anche in Australia sono state prese decisioni sul costo del danaro: la RBA ha infatti deciso di ridurre ancora i tassi di riferimento di un quarto di punto, portandoli al 3.00%, lasciandosi così ampi margini d’azione per il prossimo futuro. I tassi ufficiali, insomma continuano a diminuire; la qualità delle garanzie richieste per finanziare il sistema bancario peggiora settimana dopo settimana; l’offerta monetaria prosegue sulla via dell’espansione senza limiti. Eppure i tassi di mercato rimangono alti per chiunque chieda prestiti in forma di aperture di credito, prestiti personali, crediti al consumo o mutui ipotecari. E restano alti in tutto il mondo.
Pare che la Cina stia dando già segni di risveglio. Farebbe cosa furba a concentrarsi sulla domanda interna anziché credere nella ripresa a breve dei paesi industrializzati. Idem per l’India. Intanto l’eurusd non sa dove andare, mentre lo yen lo sa benissimo: più giù possibile, contro qualunque moneta.





Commenti agli articoli