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Il momento della verità per gli speculatori

martedì, 24 novembre 2009

Ieri abbiamo visto nuovamente la divisa Usa in sofferenza, dopo i commenti del presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, che invitava la banca centrale a estendere oltre il termine previsto del primo trimestre 2010 il programma di acquisto delle obbligazioni garantite da mutui, con l’euro che è andato a provare a testare nuovamente la soglia psicologica di 1.5, senza riuscire comunque a violarla.

Oggi, nella prima mattinata l’euro ha ritracciato ulteriormente, con il dollaro USA sostenuto dalla domanda di investimenti più sicuri per la flessione delle borse asiatiche. Ritracciamento comunque fisiologico, sul grafico daily si è proprio appoggiato sulla media mobile a 21 per poi ripartire con i dati tedeschi sulla fiducia dell’indice IFO di novembre superiori alle attese (l'indice tedesco, che misura la fiducia degli imprenditori sul clima di fiducia congiunturale è salito portandosi a 93,9 punti, meglio dei 92,5 stimati dagli economisti e in crescita rispetto ai 92 punti segnati a ottobre). Anche gli ordini industriali di settembre sono risultati positivi, con il dato congiunturale in aumento del 1.5%, a conferma della fase di graduale ripresa ciclica nell’eurozona.

In realtà dal lato speculativo c’è scarsa convinzione per un’accelerazione rialzista oltre soglia 1,50. La settimana scorsa infatti l’esposizione netta (lunga) in euro si è ridimensionata dopo i falliti tentativi di sfondare il massimo di fine ottobre a 1,5061: siamo dunque a un momento chiave per gli speculatori pro euro.

Nel pomeriggio avremo conferme o meno a riguardo, dato che l’agenda è densa di appuntamenti circa il fronte macro USA, dalla previsione del PIL del terzo trimestre ai dati sui prezzi delle case di settembre.

Proprio il mercato immobiliare americano ha fatto vedere ieri un netto miglioramento, così forte da sorprendere tutti gli economisti che avevano puntato su una crescita a ottobre del 2,3% delle vendite di case esistenti, quando invece la crescita è stata del 10,1% a 6,1 milioni di case vendute (su base annuale). È stato Il dato che ieri ha infiammato le Borse europee, già in rialzo durante la mattina, e a Wall Street ha spinto il Dow Jones a segnare il nuovo massimo dell'anno. Vanno comunque considerati i dubbi sulla sostenibilità di questa crescita del mercato immobiliare negli stati uniti, una volta ritirati gli incentivi fiscali.

Stasera a Washington verranno pubblicati dalla Fed i verbali della riunione del 3-4 novembre, mentre domani sarà la volta degli ordini di beni durevoli e delle nuove richieste settimanali di disoccupazione USA: se l’eurodollaro dovesse ancora mancare la rottura del massimo relativo a 1.506, si prospetta una bella lavata di capo per gli speculatori pro euro.

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