Il dollaro segue le borse. O sono le borse che seguono il dollaro?
mercoledì, 8 aprile 2009
L’euro continua a confermare in modo gratificante la correlazione con il Sentiment dei mercati borsistici; in calo nella notte e in mattinata sulla scia delle chiusure negative di Tokyo e Wall street, l’eurusd si è ripreso in giornata con il discreto andamento delle borse. Il dato sugli ordini industriali tedeschi di stamane non ha certo aiutato la moneta unica, ma in fondo quel dato è già storia. In Usa le scorte all’ingrosso sono diminuite, ma rimane incerto sapere se è davvero dipeso da una ripresa delle vendite o da una ulteriore riduzione nella costituzione delle scorte da parte delle imprese americane.
L’Usd è comunque in buona ripresa generalizzata, contro euro, sterlina, yen e franco svizzero, ma se allarghiamo lo sguardo su un H4 di Eurusd notiamo un certo sapore ribassista che può riemergere da un momento all’altro, magari al superamento di quota 1.3050/60 dove passa orientativamente la media mobile a 200 periodi.
Pare che il Fmi abbia aumentato le sue stime sui titoli tossici posseduti dai sistemi bancari occidentali. Non ci risulta che sia stata trovata una soluzione definitiva a questo problemino. Intanto, però, finché il mercato compra dollari quando le borse scendono e viceversa, ci accontentiamo di seguire l’onda. Resta il dubbio: non saranno le borse che scendono quando sale il dollaro? Chi è il segnale fra i due?





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