Giorni di record questi. Record segnati uno dopo l’altro da tutti i tipici beni rifugio che offrono i mercati valutari e non: nuovi massimi per franco svizzero, a 1,2913 contro euro e su livelli critici anche contro il dollaro USA, e Bund tedeschi che volano a livelli record (il future scadenza settembre quotato all’Eurex ha toccato il prezzo di 134,77, su livelli sinora mai esplorati), ma a fare da principe nelle sale operative rimane sempre lo Yen, che raggiunge contro il dollaro USA il nuovo massimo degli ultimi 15 anni a 84,26, e che torna a sfiorare i minimi a 8 anni toccati settimana scorsa contro euro. Insomma, gli investitori corrono ai ripari spaventati dallo spettro di un double dip dell’economia americana che... [continua]
E anche la settimana scorsa il mercato ha avuto il suo bel da fare. Giorni di passione per il dollaro e di tenuta per lo yen, che sembra voler proprio salutare prendendo il largo la divisa americana. Che dire: il biglietto verde continua ormai da giugno ad arrancare, zavorrato da un rallentamento della ripresa USA che solo fino a qualche tempo fa sembrava ormai assolutamente ben avviata. Negli ultimi 7 giorni sono piovute come sassate indicazioni a dir poco sconfortanti per la divisa statunitense: delude il dato preliminare sul Pil secondo trimestre, oltre alla fiducia dei consumatori di luglio e agli ordinativi di beni durevoli per il mese di giugno (qui addirittura siamo di fronte a una flessione di un punto percentuale contro un&rsquo... [continua]
Sembra aver ricevuto una battuta d’arresto il rapido recupero della valuta unica nei confronti del dollaro americano, dopo che il susseguirsi di segnali negativi sull’economia USA e il sopirsi delle preoccupazioni relative al merito di credito sovrano di alcuni paesi periferici dell’eurozona avevano dato il là a un movimento che aveva riportato l’euro in area 1.30, livelli che erano stati abbandonati ormai nella scorsa primavera.Saranno state le prese di profitto dopo il repentino recupero, sarà stato il discorso di Bernanke (ammettendo nella sua audizione al Senato americano che le prospettive sono “insolitamente” incerte e che la crescita sarà moderata per i prossimi anni, il... [continua]
Mentre l’euro è ancora alle prese con un settore bancario che sta lentamente provando a uscire dal pantano del debito dei paesi mediterranei (la data del 23 luglio, giorno di pubblicazione dei risultati degli stress test per gli istituti di credito di Eurolandia, è attesa dai mercati in maniera quasi spasmodica), mentre il dollaro, tolto il trucco degli incentivi statali e della massa di liquidità immessa dalla Fed, inizia a mostrare le rughe di una ripresa che arranca, e di un debito pubblico degno del dopoguerra, scivola clamorosamente con il finire di giugno, in un paese a est lontano lontano c’è una valuta che ultimamente sembra non conoscere battute d’arresto, premiata... [continua]
Finalmente l'euro è riuscito a chiudere il gap di prezzo contro dollaro USA creatosi tra la chiusura di venerdì e la riapertura di domenica sera, senza però riuscire a sfondare con decisione la resistenza posta proprio intorno quei livelli. Settimana scorsa aveva dovuto attendere il solito venerdì nero (guarda caso giornata di scadenze tecniche) per chiudere, crollando, quella “voragine” che si era andato a creare nel weekend sui chiarimenti della UE circa il piano di salvataggio della Grecia, grazie a una notizia, l’accusa di frode al sancta sanctorum USA Goldman Sachs da parte della Sec, buttata lì per gelare i mercati in chiusura della settimana finanziaria. Quella della teoria dei... [continua]
Che si sia giunti finalmente all’ultimo atto per la “tragedia greca”? Dopo l’accordo di giovedì scorso tra la Kaiser Merkel e Bonaparte Sarkozy, basato su aiuti volontari bilaterali europei e su una partecipazione complementare dell’FMI, anche lo stesso direttore del Fondo Monetario Internazionale Strauss Kahn ha rassicurato i mercati confermando l’aiuto da parte dell’Istituto internazionale, precisando comunque che quest’ultimo fornirà aiuti solo se la Grecia li chiederà esplicitamente, e solo a fronte di condizioni che andranno poi da loro soddisfatte. Anche questa mattina si respira (per lo meno su questo versante) un clima di distensione, grazie al buon risultato... [continua]
A marzo continua a tirare un’aria molto forte sui mercati valutari: la volatilità rimane alta, i prezzi viaggiano su valori critici e si è in attesa di un Godot che venga a risolvere una situazione che è in stasi da un mesetto circa, almeno sui cross principi del mercato, eurodollaro e dollaroyen, in fase appunto di frenetica lateralità tra 1.34/1.37 e 89/92 rispettivamente. Senza dimenticare vecchi leoni che arrancano faticosamente: la sterlina inglese in meno di un mese si è sciolta nei confronti del dollaro USA da 1.57 sino a soglia 1.48. Insomma, le occasioni di trading non mancano proprio, floccano anzi come downgrade di debiti sovrani. La sensazione è che comunque non ci sia una... [continua]
Downgrade già consumati e downgrade incipienti, strette monetarie, giri di vite della spesa pubblica e Pil preliminari che deludono tutte le aspettative: non c’è di che rallegrarsi a stare sui mercati.Anche questa mattina ci siamo risvegliati con un’intonazione ribassista del mercato: la notizia che alcuni importanti istituti bancari cinesi da oggi hanno alzato la loro riserva obbligatoria, come richiesto dalla Banca centrale, e la richiesta di Obama di congelare per tre anni la spesa pubblica USA si sono messi di traverso a chi si aspettava anche solo una piccola giornata di rimbalzo per l’euro.Oltre a questo, le agenzie di stampa continuano a dare molta enfasi all’avvio della restrizione monetaria... [continua]
L’anno nuovo inizia, comincia anche un nuovo decennio ma sui mercati i trend si ripropongono sempre con la stessa ciclicità, anche se in questi giorni spunti interessanti non mancano proprio.Pronti via e il neo ministro dell’economia giapponese esordisce col botto, con le dichiarazioni di ieri che hanno arroventato le sale cambi: lo yen ha infatti perso terreno contro il dollaro e le altre controparti dopo che Naoto Kan (nominato ministro ieri al posto del settantasettenne veterano Hirohisa Fujii, che ha rinunciato all'incarico per motivi di salute) ha detto di volere un ulteriore indebolimento della divisa, alimentando le voci secondo cui il governo potrebbe essere più incline ad arginare bruschi rialzi della... [continua]
Arriva Natale e i trend si invertono: partendo dall’euro dollaro, che, tecnicamente, dopo la rottura del supporto a 1.4647 ha abbandonato il fronte rialzista precipitando verso il livello successivo in area 1.43. Venerdì scorso, terzo del mese e giornata di scadenze tecniche, le ricoperture delle posizioni rialziste di chi ha approfittato della cavalcata autunnale dell’euro hanno contribuito a spingere al ribasso il cambio e a posizionarlo sotto la fatidica media mobile a 200 periodi, su un chart con timeframe daily. Da venerdì scorso si è appunto formato un nuovo canale, racchiuso tra il floor a 1.427 e il ceiling 1.436: molto profittevole lavorare su un grafico orario con una media mobile a 21... [continua]
Ieri l’euro ha rotto la resistenza di 1.506 (il vecchio doppio massimo annuale), ha mollato gli ormeggi, come si suol dire, e si è spinto fino a 1.5144, registrando il nuovo massimo a 15 mesi.La situazione è “precipitata” su una combinazione di eventi, tra cui la festività USA del thanksgiving day; il contenuto dei verbali dell'ultima riunione di politica monetaria della Fed tenutasi il 3-4 novembre scorso, diffusi martedì sera, dai quali si hanno avuto conferme sulla volontà della FED di mantenere il costo del denaro su questi livelli minimi ancora per lungo tempo, date le loro aspettative di una ripresa lenta e graduale e caratterizzata da un tasso di disoccupazione elevato per molti... [continua]
Ieri abbiamo visto nuovamente la divisa Usa in sofferenza, dopo i commenti del presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, che invitava la banca centrale a estendere oltre il termine previsto del primo trimestre 2010 il programma di acquisto delle obbligazioni garantite da mutui, con l’euro che è andato a provare a testare nuovamente la soglia psicologica di 1.5, senza riuscire comunque a violarla.Oggi, nella prima mattinata l’euro ha ritracciato ulteriormente, con il dollaro USA sostenuto dalla domanda di investimenti più sicuri per la flessione delle borse asiatiche. Ritracciamento comunque fisiologico, sul grafico daily si è proprio appoggiato sulla media mobile a 21 per poi ripartire... [continua]
Dopo mesi di trend unidirezionale ormai è chiaro anche ai sassi: denaro facile, politiche di espansione quantitativa, ed espansione del credito hanno riportato prepotentemente il carry trade nelle strategie di tutti i principali player globali. In poche parole, sono stati venduti dollari per comprare (quasi) indistintamente qualunque asset rischioso a livello mondiale. La settimana passata è stata caratterizzata da un netto recupero del biglietto verde, parallelamente alle borse mondiali che hanno registrato in media un ribasso del 5% rispetto al valore della settimana precedente. Ritracciamento fisiologico, realizzi dovuti alla chiusura fiscale dei fondi americani di fine ottobre, scossoni societari e bancari... [continua]
A settembre si celebrarà un anniversario piuttosto deprimente: l’annuncio del crack di Lehman Brothers, allora quarta banca d’affari USA. Quando, lo scorso 15 settembre 2008, Lehman Brothers ha annunciato che avrebbe fatto ricorso al Chapter 11, ossia alla norma statunitense per la bancarotta con “liquidazione pilotata”, in molti si rimasero sorpresi, sia per l’entità ancora imprecisata degli effetti globali di un simile fallimento, sia per il mancato intervento delle autorità statunitensi in favore del gruppo. Di fatto questa criticità ha sancito l’inizio della più grande crisi economica mondiale dal 1929. È ragionevole ora chiedersi, a distanza di un... [continua]
Le borse stanno cominciando a tirare il fiato. La corsa è stata lunga, e soprattutto priva di una giustificazione davvero solida. Lo ha ribadito Shiller su Il sole24ore. Lo stanno ripetendo da tempo diversi analisti tecnici, che vedono segnali sempre più consistenti di possibile reazione ai massimi più recenti. qualcuno azzarda, più o meno sommessamente, che si potrebbero persino rivedere i minimi di marzo. O peggio. In fondo, l'economia reale è in pieno rallentamento. La disoccupazione dovrà peggiorare. I bilanci bancari sono quelli che sono etc etc. E qui in sala cambi l'eurusd non sa davvero dove andare. L'ultima settimana l'ha spesa mestamente in trading range, tra 1.3720 e 1.3515, ma se... [continua]
Giorni di record questi. Record segnati uno dopo l’altro da tutti i tipici beni rifugio che offrono i mercati valutari e non: nuovi massimi per franco svizzero, a 1,2913 contro euro e su livelli critici anche contro il dollaro USA, e Bund tedeschi che volano a livelli record (il future scadenza settembre quotato all’Eurex ha toccato il prezzo di 134,77, su livelli sinora mai esplorati), ma a fare da principe nelle sale operative rimane sempre lo Yen, che raggiunge contro il...
E anche la settimana scorsa il mercato ha avuto il suo bel da fare. Giorni di passione per il dollaro e di tenuta per lo yen, che sembra voler proprio salutare prendendo il largo la divisa americana. Che dire: il biglietto verde continua ormai da giugno ad arrancare, zavorrato da un rallentamento della ripresa USA che solo fino a qualche tempo fa sembrava ormai assolutamente ben avviata. Negli ultimi 7 giorni sono piovute come sassate indicazioni a dir poco sconfortanti per la divisa...
Sembra aver ricevuto una battuta d’arresto il rapido recupero della valuta unica nei confronti del dollaro americano, dopo che il susseguirsi di segnali negativi sull’economia USA e il sopirsi delle preoccupazioni relative al merito di credito sovrano di alcuni paesi periferici dell’eurozona avevano dato il là a un movimento che aveva riportato l’euro in area 1.30, livelli che erano stati abbandonati ormai nella scorsa primavera.Saranno state le prese di...
Mentre l’euro è ancora alle prese con un settore bancario che sta lentamente provando a uscire dal pantano del debito dei paesi mediterranei (la data del 23 luglio, giorno di pubblicazione dei risultati degli stress test per gli istituti di credito di Eurolandia, è attesa dai mercati in maniera quasi spasmodica), mentre il dollaro, tolto il trucco degli incentivi statali e della massa di liquidità immessa dalla Fed, inizia a mostrare le rughe di una ripresa che...
Finalmente l'euro è riuscito a chiudere il gap di prezzo contro dollaro USA creatosi tra la chiusura di venerdì e la riapertura di domenica sera, senza però riuscire a sfondare con decisione la resistenza posta proprio intorno quei livelli. Settimana scorsa aveva dovuto attendere il solito venerdì nero (guarda caso giornata di scadenze tecniche) per chiudere, crollando, quella “voragine” che si era andato a creare nel weekend sui chiarimenti della UE...