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Sterlina vs. Euro: pari e patta

Se il declino di un popolo si legge con il valore della sua moneta, allora gli Inglesi dovrebbero sentirsi quantomeno umiliati dall’attuale cambio della tanto amata sterlina sull’euro

di Marco Delugan 8 gen 2009 ore 12:46

Ma, come giustamente argomenta Bill Emmott sul Corriere del 31 dicembre, i sudditi di Sua maestà, almeno all’apparenza, non si crucciano affatto della situazione. Addirittura taluni ritengono che, visti i venti di crisi e la probabile deflazione, la svalutazione della moneta possa essere un buon affare, portando valuta estera a sostegno dell’economia interna. Non è tra l’altro una novità che anche dall’Italia, chi può, corre a comprare casa e fare shopping a Londra, un po’ come è accaduto a New York l’anno scorso, potenza della globalizzazione.

Il fatto però rende ancora più lontano l’ingresso dell’Inghilterra nell’ Euro e, dunque, sempre monca l’Europa; paesi come il nostro non tarderanno a rimpiangere i giorni in cui potevano, con la gestione dei cambi, dare scossoni all’economia interna, pur se talvolta con evidenti rischi nei casi di alta inflazione.

Si argomenterà che grazie alla moneta forte abbiamo raggiunto una certa stabilità dei prezzi, tassi di interesse bassi e paghiamo a buon mercato le materie prime, in particolare il petrolio; contesto vivamente una argomentazione del genere, visto che in un mondo globalizzato le tensioni sui prezzi delle materie prime dipendono da troppi ed incontrollati fattori, che sul fronte interno l’avvento dell’Euro ha, di fatto, raddoppiato i prezzi di tutti i beni, ed infine abbiamo visto cosa è successo a proposito dei tassi. Senza contare che una moneta forte frena le esportazioni del proprio paese.

Siamo perciò stufi dell’attuale politica economica della BCE, che pare abbia a mente solo ed esclusivamente la difesa dell’Euro e lo spauracchio dell’inflazione; in tempi di crisi globale non è il momento di pensare a diventare la moneta di riferimento ma ad oliare gli ingranaggi della propria economia, anche a costo di vedere il proprio gioiello un po’  depresso.

Alessandro Di Napoli
alessandro.dinapoli@clausmark.com

 

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Commenti dal 2 al 6
(6)

alessandro di napoli venerdì, 9 gennaio 2009

verissimo

è vero che ci sono molte realtà all'estero dove i prezzi sono più, diciamo, calmierati, ma attenzione a non confrontare solo alcuni casi, anche in italia, specie nel sud, esistono ancora prezzi che sembrano in lire....
vedo che Lei non ama il grande vecchio della Fed, io non apprezzo neanche quello nuovo e sono convinto che, se i tassi troppo bassi sono un male, la cura non è alzarli, le istituzioni fallite lo sono per loro colpevole malagestione e, alzando il costo del denaro è venuta fuori tutta la puzza, sono felice che concorda con me sul destino dell'europa....
a presto

n° 6
Alessandro Lancini venerdì, 9 gennaio 2009

contestazioni

Il ristorantino non è un'eccezione, i prezzi sono saliti un po' ovunque ma non come in Italia (e forse Irlanda, mi dicono). Una volta usavano i McDonald per confrontare il costo della vita; io ho comprato i miei mobili in un'IKEA tedesca che aveva prezzi mediamente del 20-30 percento in meno di un'IKEA lombarda. Negli anni '80 non ci avrebbe creduto nessuno.
La FED è stata forse troppo incisiva, ma questo lo sapranno i posteri. Solo ora vengono fuori gli errori di un Greenspan osannato fino a pochi mesi fa.
I trattati li stanno rivedendo ma con i noti ostacoli (guarda caso l'Irlanda che ha votato contro). Il prossimo passo sarà evitare che uno Stato di pochi milioni di abitanti possa bloccare tutto il mezzo miliardo di Europei così facilmente come accade ora.
Sono d'accordo che non ci si dovrebbe lagnare, ma lo faranno gli stessi Inglesi ora favorevoli alla svalutazione. Io non mi lagno, sono un espatriato che lavora per l'Europa e ho sempre pensato che questo "snobismo" inglese sia sempre stato deleterio. Spero che ora cambino idea…

n° 5
alessandro di napoli venerdì, 9 gennaio 2009

contestazioni

raccolgo la contestazione di alessandro lancini ma sottolineo che, a parte il ristorantino a francoforte, i prezzi sono schizzati in alto in tutta l'area euro; è vero che la BCE segue i trattati ma, se fosse questo il problema, non c'è trattato che non si possa rivedere; no, la gestione della politica monetaria della FED non è stata affatto accorta, ma almeno reagisce con maggiore incisività della amata BCE; se gli inglesi hanno comprato la toscana e noi adesso londra è un'effetto della globalizzazione del mercato, e sia i toscani che i londinesi non hanno di che lagnarsi ( a parte qualche strano esempio di razzismo) ; infine credo anche io che mai gli inglesi volevano far parte dell'euro club, ma come si fa l'europa unita continuando a coltivare il proprio piccolo ulivo??

n° 4
Alessandro Lancini venerdì, 9 gennaio 2009

Contestazioni

Caro Di Napoli,

ho anch'io qualcosa da contestare al suo articolo.
Ho l'impressione che lei abbia mostrato soprattutto un lato della medaglia. Vorrei far vedere qualcosa dell'altro lato.

La svalutazione dà sicuramente un vantaggio sulle esportazioni, d'altro canto riflette il potere economico: gli Inglesi sono più poveri.
Da noi le svalutazioni della lira erano una disgrazia. Io pensavo "però più gente compra da noi", ed era vero: a quei tempi gli Inglesi si erano comprati la Toscana, ho qualche dubbio che i toscani ne fossero contenti.
Parallelamente, se ora qualcuno da loro cerca di minimizzare, basta pensare che già sono invasi da Italiani, chissà come saranno contenti ora che ci avranno come vicini di casa…

Altra cosa: se ora l'ingresso della sterlina nell'euro è lontano, crede che prima con la sterlina forte loro volessero entrarci? Chi si sente più forte si appoggia meno agli altri.

E ancora: l'euro ha raddoppiato i prezzi, ma dobbiamo incolpare solo noi stessi. In altri stati non hanno speculato così tanto, e pure si lamentano.
Mi è capitato di cenare a Francoforte in un bel ristorantino con poco più di 15€; provateci a Milano. Di chi è la colpa? Dell'euro oppure di tutti quelli che, a fronte del raddoppio dei costi, hanno raddoppiato i prezzi (e di conseguenza il loro guadagno)?

Per finire, si può contestare la politica della BCE, soprattutto per ciò che ha fatto alla vigilia della crisi, ma il suo obiettivo è definito dai Trattati, quindi lei può essere stufo ma non può pretendere che facciano l'ottovolante come la FED negli USA. Crede che la politica monetaria di questi ultimi sia stata migliore?.

Cordialmente,
Alessandro Lancini

n° 3
alessandro di napoli venerdì, 9 gennaio 2009

parità

concordo anche io sul posizionamento della sterlina a 1,20..... ne parlavo ieri con un amic immobiliarista consigliando di comprare subito qualche appartamento di medio taglio a Londra...

n° 2
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