Intanto gli sceicchi comprano terra
Indossa tunica e turbante, spende i dollari accumulati grazie dalla vendita di petrolio, acquista terra fertile. Così lo sceicco lungimirante diversifica gli investimenti
di Marco Delugan 14 gen 2009 ore 11:13Nell’immaginario collettivo il grande proprietario terriero veste abiti di stile coloniale, scruta l’orizzonte dei suoi possedimenti mentre, al calar del sole, tornano dai campi i contadini stanchi ed abituati ad una vita ripetitiva, immutabile.
L’immagine poetica resiste solo nei film o in qualche spot pubblicitario, la realtà ha visto prima la scomparsa di molta mano d’opera, grazie alla tecnologia, poi la standardizzazione delle colture grazie alla scienza della agricoltura intensiva, quindi il quasi monopolio dei produttori di sementi modificate e adesso il cambio del look del proprietario terriero.
Non veste più i panni un po’ old english in stile coloniale ma indossa tunica e turbante. Grazie alle enormi riserve in dollari ed euro accumulate vendendo petrolio a caro prezzo i governanti degli emirati stanno acquistando, attraverso i famosi fondi sovrani, enormi appezzamenti nei luoghi più poveri, ma fertili, del pianeta per cominciare a produrre materie alimentari di prima necessità e destinate alle proprie popolazioni.
Questo fatto nasce dal timore di una possibile scarsità nei prossimi anni di materie come riso e cereali oppure da una semplice diversificazione delle attività? La risposta viene dal tipo di scenario che ci aspettiamo, comunque sia contraddistingue una grande lungimiranza da parte dei cari sceicchi.
In ogni caso ne avranno benefici, visto che la popolazione mondiale aumenta continuamente e che sempre più persone entrano nel club della modernità, aumentano i clienti di materie prime, dunque risorse alimentari ed energetiche faranno sempre più la parte del leone.
Certo si può anche leggere come l’inizio di una nuova era coloniale, i prodotti di quelle terre serviranno a mantenere il livello di vita dei proprietari, non sono certo destinati allo sviluppo delle popolazioni che le coltiveranno, ma è decisamente troppo presto per dirlo, ci si deve limitare, oggi, a registrare la nuova tendenza chiedendosi se non sia il caso di imitarla; e se gli europei non dispongono né di fondi sovrani né della sfacciataggine di far ripartire una nuova epoca coloniale debbono velocemente dotarsi di politiche di sviluppo meno dipendenti dall’energia e dalle materie prime di importazione, prima di diventare anche essi una colonia.
Alessandro Di Napoli
alessandro.dinapoli@clausmark.com
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Giappone “agricolo”
“La Stampa” di oggi, pagina 15. Per arginare la crescita della disoccupazione il Governo giapponese sta realizzando progetti di incentivazione al ritorno ai lavori agricoli.
Re: azioni vecchia alitalia che fine faranno?
> sono un pensionato di torino ed ho circa 15000 titoli alitalia. non riesco + a capire cosa succedera' a questi titoli.potreste darmi informazioni al riguardo? grazie
purtroppo non sono in grado di esserle molto di aiuto. le consiglio di visitare il sito o chiamare il codacons o altre associazioni dei consumatori.
mi spiace
Auguri
azioni vecchia alitalia che fine faranno?
sono un pensionato di torino ed ho circa 15000 titoli alitalia. non riesco + a capire cosa succedera' a questi titoli.potreste darmi informazioni al riguardo? grazie
...MHA...
L'ITALIA distrugge ogni anno migliaia di tonnellate di generi alimentari nonostante la crescita della popolazione mondiale....che lungimiranza sti arabi....forse hanno capito che é meglio sbarazzarsi della carta (dollari e euro) prima che non valga piu' nulla....