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Il trader alla ricerca della felicità

Felicità, termine usato e abusato. Non esiste rivista o articolo “soft” che citi questa parola almeno una volta. E i trader spesso sbagliano strada, non hanno le indicazioni giuste per trovarla

Marco Delugan martedì, 30 dicembre 2008 - 11:43

In una trading room, qualche temo fa. Dopo aver fatto amicizia con la pletora di investitori che decidono di dedicare il proprio tempo e il proprio capitale al trading mi imbatto in un signore, guarda caso il mio vicino di postazione, che inizia a parlare di soldi e felicità.

Un po’ per provocazione - capirò successivamente che all’interno era considerato il leader - e un po’ perché ci credeva disse: “non vedo l’ora di guadagnare parecchio per togliermi da questo maledetto trading.”

Intervengo, timidamente, come ad un esame universitario, cercando con un cenno lo sguardo del professore che mi fa capire che sto dicendo cose corrette. Gli dico che la mia felicità era proprio fare trading indipendentemente dai risultati. Basta che siano positivi, ovviamente.

Nessuno interviene. Si aspetta che il leader si esponga per primo. E lui si espone dicendomi che non capivo un cazzo. A quel punto mi trasformo, basta con il timido scolaretto! Gli dico che se anche guadagnasse miliardi in Borsa, cosa che non potrà mai accadere, non sarebbe ugualmente felice. Lui se ne va, scocciato di parlare con il nuovo arrivato. Oggi ho saputo che si è messo a fare l’idraulico con suo padre.

Vorrei spiegare perché ero così convinto di quella frase. Ma per questo è necessario chiarire i termini, non illudere nessuno sul concetto di felicità e darne la giusta e unica definizione per l’essere umano imperfetto.

Il dottor John Schindlerl la definisce così: “Uno stato mentale in cui abbiamo pensieri piacevoli per buona parte del tempo”. Questa definizione non può essere migliorata in nessun modo pena lo sconfinamento in un mondo irreale.

Non notate niente rispetto al mio ex vicino di postazione?
Intanto relegare la felicità a eventi che ancora si devono forse verificare, come avviene per tutti i trader che oggi ho conosciuto, è alquanto pericoloso.

Ma ammettiamo che un trader guadagni una valanga di denari. Purtroppo scoprirà un’amara verità.

Che con i soldi compri tutto ma non guadagni niente! Spero che sia compresa da più di tre persone questa volta. 

In secondo luogo la maggior parte di noi commette il grande errore di far dipendere la felicità da eventi esterni. Parlando del trader sarà allora una media mobile, uno stocastico, una divergenza sull’RSI, eccetera.

I trader stanno davanti al monitor tutto il giorno come se, inconsapevolmente, la loro presenza farà fare al mercato un percorso differente. E che tristezza quando alla chiusura dei mercati non si è avverata la previsione! Guardateli quando escono dalla trading room. Guardateli tutti e potrete azzeccare al 99% chi ha guadagnato e chi ha perso in quella giornata.

Ma perché al 99%?

Perché uno di loro è veramente felice. In quella giornata ha perso magari 10.000 euro ma non ha legato la sua felicità a cause esterne. Il suo stato mentale è sempre positivo. Penserà: domani ne guadagnerò 20.000. O forse perderò tutto. Mi troverò un altro lavoro appagante come questo. Ho una splendida famiglia. Adesso mi gusto l’aperitivo. E sì cari trader. Prima di sognare i miliardi imparate a gustare le piccole cose.

Se volete riuscire realmente nel trading “abituatevi alla felicità”, concetto che spiegherò nel successivo articolo, e soltanto dopo iniziate a fare trading. Purtroppo gli infelici si trasformano in trader pensando di cambiare le loro sorti. Questi hanno già perso tutto prima ancora di incominciare!


Roberto Domenichini
robixyz@inwind.it

 

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Commenti dal 1 al 4
(4)

JoJo mercoledì, 31 dicembre 2008

La felicità è un lavoro creativo

Non ti sorge il dubbio che magari "ha guadagnato parecchio e ha quindi potuto decidersi di togliersi dal trading?"
Intraprendendo un'attività (l'idraulico) molto più utile alla società, che richiede capacità, più che danaro, e che meglio lo gratifica?

Buon Anno.

n° 4
fedele martedì, 30 dicembre 2008

condivido in pieno

otimissimo roberto ho senpre pensato cosi,specie dopo le mie prime operazioni in cui perdevo,mi resi conto che non potevo vincolare lA MIA esistenza al solo trading,ora sono felice comunque vada ciao e auguri conplimenti per l'articolo

n° 3
Roberto Domenichini martedì, 30 dicembre 2008

Idem

sapere che qualcuno ha letto l'articolo mi rende già felice!

Un carissimo saluto

n° 2
Xilon martedì, 30 dicembre 2008

Un bel regalo di fine anno...

Ancora una volta devo fare i complimenti per quanto scritto, con i soldi non si compra ciò che si può guadagnare per sempre...e ciò che si può guadagnare per sempre rende felici... non potendo e non volendo aggiungere altro alla tua esaustiva disamina, mi auguro che le tue parole fungano da buon viatico per il 2009, per tutti i trader e non... - Gianmarco

n° 1