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Dal lusso il riscatto italiano

I nuovi ricchi della globalizzazione spingono la domanda di beni di lusso. E il "Made in Italy" ne approfitta. Un settore che potrebbe avere un ruolo importante per la ripresa della nostra economia

di Marco Delugan 21 gen 2009 ore 15:39

La globalizzazione della produzione ha spostato molte attività produttive in paesi fino ad ieri depressi e questo ha contribuito alla crescita del Pil di quelle regioni ed alla maggiore disponibilità economica delle relative popolazioni.

Ovviamente la distribuzione della ricchezza non è “equa” pertanto, a dispetto di ancora tantissima povertà, nascono nuovi “paperoni” che, avendo fretta di azzerare il gap con l’occidente, si trasformano in clienti del lusso.

Come giustamente sottolineato da altri osservatori (Il lusso made in Italy), proprio in questo settore l’Italia fa la parte del leone fra i fornitori del lusso avendo la marcia in più del “Made in Italy” che tanto successo riscuote nel mondo.


Le aziende impegnate in questo settore possono determinare una differenza che, se ben gestita e sviluppata, può consentire all’Italia di uscire dalla crisi in tempi brevi e posizionarsi in pole position per approfittare della ripresa prossima ventura.

Addirittura questo periodo di crisi suggerisce nuovi spunti e la ricerca di migliorie di sistema per rinvigorire anche la domanda interna, vigore che può nascere solo da un riallineamento dei prezzi al consumo e dal ritorno di attività produttive prima non prese nella giusta considerazione, visto che non si vive di solo lusso.

Ricominciare a coltivare i propri interessi in patria, alimentando le eccellenze produttive da cui trae origine proprio quel “Made in Italy”, che tanti clienti conquista in giro per il mondo, ed una coraggiosa politica di investimenti nell’ammodernamento infrastrutturale del paese, sono le condizioni necessarie per ritornare a ben sperare nel futuro. E proprio le aziende del “Made in Italy”, le uniche che, come dicevo, hanno ancora dei mercati in crescita a cui rivolgersi, devono fare da volano per la ripresa; in un paese moderno l’impresa deve svolgere anche un ruolo sociale e, pertanto, non è più il caso di andare in giro per il mondo nell’affannosa ricerca della mano d’opera al prezzo più basso delocalizzando di tutto e di più, perché si finisce col deprimere il proprio mercato interno con immaginabili ricadute negative.

Nel prodotto di lusso Italiano c’è un insieme di tanti elementi, cultura, sapori, odori, gusto, un life style che continua ad avere appeal fino a quando nell’acquirente di un qualsiasi bene “Made in Italy” fa scattare il sogno; indossare un abito di una griffe italiana, guidare una Ferrari, bere un Brunello, è, per il cliente straniero, un po’ assorbire e un po’ partecipare alla nostra storia, vuol dire essere al top per stile, eleganza, fascino; le imprese del “Made in Italy” sono le ambasciatrici del nostro paese, esse traggono ispirazione per le loro creazioni dai tanti spunti che offre la penisola, ma se il paese va in malora, se la politica regala solo scandali, se i cittadini si impoveriscono, l’ispirazione si inaridisce e allora nessuno più vorrà attorniarsi di “Made in Italy”, perché un prodotto di lusso deve far sentire l’acquirente inserito in un mondo ideale, dove tutto è bello, se l’Italia decade si spegne anche il sogno, diventa “fuori moda”.

Dunque deve essere primario interesse delle aziende del settore lusso fare la loro parte affinché si sviluppino velocemente ulteriori condizioni per una crescita di tutta la società italiana, e la loro parte, per contribuire alla rinascita, è aumentare gli investimenti nel proprio paese.


Alessandro Di Napoli
alessandro.dinapoli@clausmark.com

 

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Commenti dal 1 al 1
(1)

ugo.rossi giovedì, 22 gennaio 2009

Numeri

Servirebbe qualche numero in più. Sapere le dimensioni del settore del lusso in termini occupazionali, quanto una certa crescita percentuale delle vendite ricadrebbe sulla domanda di lavoro, che tipi di figure professionali verrebbero richieste, eccetera…

Grazie

n° 1
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