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Sistemi complessi e bolle speculative

Il mercato finanziario è un tipico esempio di sistema complesso, di una rete di interazioni che, a livello aggregato, ne determinano i movimenti. Non solo razionali

di Marco Delugan 21 nov 2008 ore 10:51

Un sistema si dice complesso quando non può essere analizzato isolando le singole unità che lo compongono, ma è necessario indagare le relazioni che legano le sue componenti e le relative interazioni. Tutto questo cosa significa? Significa che non è semplice spiegare i fenomeni che governano i mercati finanziari, tanto più quelli generalmente definiti anomali, che sfuggono al raziocinio delle leggi economiche e finanziarie. Per una migliore comprensione dei processi dinamici dei mercati finanziari, non si può studiare quindi un singolo aspetto, ma bisogna considerare il fenomeno nella sua interezza, considerando sia fattori endogeni sia fattori esogeni.

In verità, i mercati finanziari, come tutte le organizzazioni costituite dall’uomo, sebbene trovino principio nella massimizzazione di una funzione di utilità, rimangono pur sempre regolati da un insieme di scelte e decisioni compiute da uomini e, pertanto, passibili di essere influenzati da tante variabili come quelle sociali, economiche, politiche ed emotive.

La direzionalità dei mercati finanziari, ossia l’alternanza più o meno lunga di periodi di sviluppo e di periodi di contrazione, trae origine e si alimenta dalle interrelazioni dei suoi attori i quali conferiscono ai mercati la loro vitalità.

L’ortodossia finanziaria ha ipotizzato che tutti gli agenti che operano sui mercati finanziari siano razionali, ossia che tutti i processi comportamentali degli agenti, che portano ad una o più scelte economiche, vengano prese per trarre il massimo vantaggio. Tuttavia, nei mercati finanziari tale ipotesi non sempre viene rispettata dai comportamenti degli investitori, i quali, in determinate situazioni, sono definiti irrazionali poiché non rispettano le ipotesi descritte.

Secondo i tradizionali modelli economico-finanziari, alcune sequenze di eventi anomali, che allontanano i prezzi delle attività finanziarie dal loro valore intrinseco, ossia dal valore che avrebbero avuto in condizioni di mercati efficienti, sono da ritenersi improbabili o meglio impossibili da verificarsi. Questi eventi, di cui le bolle speculative e i relativi crash sono un esempio emblematico, solo all’apparenza sono improbabili, mentre nella realtà caratterizzano il mondo dei mercati finanziari fin da quando hanno avuto origine.

Le bolle speculative rilevate nei mercati, non solo finanziari, sono caratterizzate da un aumento abnorme del prezzo e delle transazioni di un certo titolo, che non trova giustificazione e reale sostegno nei dati finanziari fondamentali del titolo stesso.

La storia ha fornito diversi eventi speculativi, in cui i prezzi di mercato, invece di seguire determinate regole, avevano un andamento del tutto casuale, che veniva spiegato con motivazioni prive di qualsiasi razionalità e giudizio.


Paolo Buro
paoburo@tin.it
www.professionefinanza.com

 

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Commenti dal 1 al 1
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idea3online.it giovedì, 27 novembre 2008

Sistemi complessi e ripetitivi

***Datemi il valore del DJ e la situazione americana del 1997 e vi rispondo***:

da: http://it.wikipedia.org

La Crisi finanziaria asiatica fu una crisi finanziaria, a cui seguì una recessione, che interessò alcuni paesi dell'Est asiatico alla fine degli anni Novanta (a partire dal 1997): nata da una serie di speculazioni finanziarie che provocarono una forte svalutazione della moneta. La crisi provocò un ritiro dei capitali da parte degli investitori stranieri e delle banche, generando un forte indebitamento da parte delle aziende ed una forte recessione economica.

Inoltre:
L'est asiatico, nei tre decenni precedenti la crisi, era cresciuto più velocemente di qualsiasi altra economia mondiale, abbattendo drasticamente il proprio tasso di povertà ed alzando il reddito medio procapite. L'economia poggiava su solide basi, frutto di politiche governative orientate su un forte risparmio e sulla scelta di investimenti oculati in abito nazionale. Le oscillazioni della congiuntura mondiale furono ben sopportate dalle economie orientali dando origine a quello che fu definito come il "miracolo asiatico". Particolare attenzione era stata rivolta alla ristrutturazione del settore dell'istruzione e alla promulgazione di politiche industriali atte all'annullamento del gap tecnologico con l'Occidente. La regione asiatica potè inoltre riqualificarsi sul piano turistico ed industriale, grazie soprattutto ad un ammodernamento delle vie di comunicazione e dei sistemi di trasporto. Come osservato dall'economista americano Joseph Stiglitz fu inoltre determinante, per il fiorente sviluppo, la capacità di redistribuzione della ricchezza accumulata, che aveva migliorato le condizioni di vita di decine di milioni di abitanti senza trascurare obiettivi di macrostabilità internazionale. Con queste premesse, la crisi scoppiata nel luglio del '97, prese di sorpresa osservatori economici ed istituzioni internazionali, allorché per la regione asiatica, l'FMI aveva pronosticato una durevole e sostenuta crescita economica.

***Datemi il valore del DJ e la situazione americana del 2008 e vi rispondo***:

India: Militari e teste di cuoio sono entrati anche nella Nariman House, dove ci sono altri ostaggi. Per la Press Trust of India (Pti), tra gli stranieri feriti ci sono cittadini di Usa, Spagna, Norvegia, Canada, Singapore. Due gli stranieri morti identificati: un giapponese e un australiano. Tra gli ostaggi, 9 sono italiani.

Thailandia: nel caos

MIO COMMENTO:


STESSA CONGIUNTURA ECONOMICA IN AMERICA E STESSA DESTABILIZZAZIONE IN ASIA.....

E' UNA COINCIDENZA ?

CHI E' LA MANO INVISIBILE O CHIRURGO CHE PER BEN 2 VOLTE OPERA ALLO STESSO MODO?

n° 1
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