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La deflazione morbida, ossia lo schianto pilotato
La deflazione morbida, ossia lo schianto pilotato
Dall’economia reale, alla finanza, agli immobili. Ora la massa di liquidità globale è pronta a tornare dalla finanza immobiliare all’economia reale. Con dolori per molti e benefici per alcuni
di Nicola Antonucci 26 set 2008 ore 12:20Il precedente articolo “L’Anti-Robin Hood: dalle Crisi immobiliari e dei Credit Default Swaps alle Opportunità dei Brick Shares” (1) apriva l’analisi dei prossimi ‘scenari complessi’ finanziari scaturiti dalla ‘biforcazione’ preannunciata all’inizio del 2006 e segnalata nell’articolo “Apocalisse immobiliare: ci siamo! (2).
Quali scenari possiamo cercare di immaginare prima e meglio di altri – per sfruttarli?!
Beh – scusa la ripetizione, ma per aprirsi a tale esercizio occorre armarsi sia del citato monito di Pessoa, sia di quella forza d’animo che nasce solo dal nietzscheano “pessimismo della forza”, ossia la capacità di affrontare anche le situazioni pessime in virtù di una forza vitale ben conosciuta dagli antichi Greci dell’epoca delle tragedie.
Pronto..? Bene - partiamo!
Confidando che le informazioni del precedente articolo siano ben digerite e ‘incorporate’, sui fronti:
Quali scenari possiamo cercare di immaginare prima e meglio di altri – per sfruttarli?!
Beh – scusa la ripetizione, ma per aprirsi a tale esercizio occorre armarsi sia del citato monito di Pessoa, sia di quella forza d’animo che nasce solo dal nietzscheano “pessimismo della forza”, ossia la capacità di affrontare anche le situazioni pessime in virtù di una forza vitale ben conosciuta dagli antichi Greci dell’epoca delle tragedie.
Pronto..? Bene - partiamo!
Confidando che le informazioni del precedente articolo siano ben digerite e ‘incorporate’, sui fronti:
- Immobiliare: con i crolli anticipatori dei titoli immobiliari italiani negli ultimi 12 mesi, e con il più recente crollo della domanda di alloggi e il boom di;
- Industriale : con la ‘duplice spirale creditizia’ nella quale le PMI italiane hanno iniziato ad ‘auto-stangolarsi’ negli ultimi 5 anni;
- Finanziaria: con la prossima ‘sorpresa-annunciata’ (sic!) della crisi dei Credit Default Swaps (CDS).
Allora, ti pongo una domanda: a cosa mira la crescita (che continuerà…) dei tassi di sconto della BCE in una situazione di dichiarato rallentamento dell’economia europea?
Con la ‘palla’ della stagflazione – un ‘ircocervo’ economico… ! – si vende alla massa l’idea che l’economia non cresce (e qui siamo tutti d’accordo) insieme all’idea che l’inflazione invece cresca. Ma… quale inflazione? Poiché cambia molto se l’inflazione è ‘da domanda’, se è ‘importata’, se è ‘speculativa’ (riducendo o strozzando l’offerta…), ecc….
Insomma, sappiamo bene che non è certo un’inflazione ‘da domanda’ perché la domanda (di alimenti, di vestiario, di auto, di case, di vacanze, di tutto…) è crollata da un bel pezzo!
Allora, è ‘importata’ o da ‘speculazione’?
Entrambi – forse! Comunque… un’inflazione voluta – per giustificare le prossime manovre della BCE.
Con la ‘palla’ della stagflazione – un ‘ircocervo’ economico… ! – si vende alla massa l’idea che l’economia non cresce (e qui siamo tutti d’accordo) insieme all’idea che l’inflazione invece cresca. Ma… quale inflazione? Poiché cambia molto se l’inflazione è ‘da domanda’, se è ‘importata’, se è ‘speculativa’ (riducendo o strozzando l’offerta…), ecc….
Insomma, sappiamo bene che non è certo un’inflazione ‘da domanda’ perché la domanda (di alimenti, di vestiario, di auto, di case, di vacanze, di tutto…) è crollata da un bel pezzo!
Allora, è ‘importata’ o da ‘speculazione’?
Entrambi – forse! Comunque… un’inflazione voluta – per giustificare le prossime manovre della BCE.
L’Anti-Robin Hood, dopo aver cavalcato l’unico business mondiale possibile dopo la Bolla Internet del 2000 e l’attacco alle Torri Gemelle del 2001, ossia il business immobiliare, ha da tempo pianificato la way-out da tale settore, lasciando il famigerato ‘cerino’ nelle mani di milioni di famiglie nel mondo, e sta approntano liquidità per rientrare nell’economia reale.
Ma… come?
Partiamo sempre dagli immobili che sono diventati il perno dell’economia mondiale, essendo ormai un bene sempre più ‘mobile’, quasi ‘liquido’…!
Ma… come?
Partiamo sempre dagli immobili che sono diventati il perno dell’economia mondiale, essendo ormai un bene sempre più ‘mobile’, quasi ‘liquido’…!
In realtà, gli immobili hanno finora svolto principalmente la funzione di immane e globale ‘spugna’ capace di assorbire masse di liquidità incredibili, come mai era avvenuto in passato, e soprattutto da molti più risparmiatori!
Ora, questa liquidità dev’essere nuovamente rilasciata al mercato, alle imprese e… nelle tasche degli Anti-Robin Hood – altrimenti, che ci stanno a fare?!?!
Ora, questa liquidità dev’essere nuovamente rilasciata al mercato, alle imprese e… nelle tasche degli Anti-Robin Hood – altrimenti, che ci stanno a fare?!?!
Capiamo ora come avverrà questa ‘liquefazione del mattone’ , osservando i seguenti interessantissimi grafici del mercato immobiliare italiano dagli anni ’70 al 2007 – che rappresentano molto bene anche la situazione europea.
- Grafico a ‘Nido d’Ape’ : a fronte dell’andamento teorico (3) della relazione tra prezzi reali e volumi delle compravendite, l’andamento reale (4) è molto inquietante, con spirali che evidenziano il ribasso del 25% degli anni 93-96, ormai rimossa dalla memoria italica, e preannunciando un ribasso dei volumi di compravendite e dei prezzi, di scala ben superiore a quello degli anni ’90…!
- Indice dei prezzi reali (5): esso mostra, dalla fine degli anni ’60 al 2007 una oscillazione sempre più ampia (maggiore volatilità) all’interno di un canale divergente (quindi, più instabile…). Ora, i prezzi hanno raggiunto il limite superiore, e…. vedremo!
- Indice Replat, visto sopra: esso mostra (dati di Agosto 2008) una domanda di alloggi che continua a franare (-11%) e un’offerta che invece continua a crescere (+13%), ossia una ‘forbice’ non sostenibile.







Deflazione pilotata contro i "manager di carta"
Caro JoJo,
mi scuso per non essere stato esaustivo e, comprendendo la tua nota sul valore degli immobili "a lira costante", vorrei precisare che sono d'accordo con te che è molto più critico un ribasso del prezzo assoluto rispetto a un prezzo delflazionato (o "a moneta costante" ), entrambi comunque necessari a una efficace valutazione di trend economici.
MA... un calo del prezzo ASSOLUTO è in effetti già avvenuto, e persino significativa proprio in Italia, nel periodo '93-'96 . Tale ribasso, visibile nel grafico a "nido d'ape" (punto 4) è stato pari ("a lira costante") al... 27% (sic!), che corrisponde a un ribasso in termini assoluti del 12% circa.
Una prima 'prova generale' di maturazione del mercato già rimossa dalla memoria dei più.
Citando la tua spelndida frase "...e pedate nel @#?*%$ ai manager di carta!", credo sia questa l'immagine emblematica della positività della prossima DEFLAZIONE PILOTATA, ossia abbassare la cresta a intere economie, società, paesi, aziende e persone che si sono montate la testa a causa del pernicioso over-drogaggio delle economie.
A noi, però, cercare di non soffrire troppo a causa loro e di aiutare altri onesti lavoratori a non pagarne le conseguenze!
Aiutamoci e aiutiamo altri in ciò!
Grazie per il tuo contributo prezioso.
Nicola
Re: Illusione o Opportunità
> Caro JoJo,
il grafico a "nido d'ape reale" da te citato (punto 4) è valido proprio perchè "a lira costante" (come indicato sulle ordinate), depurato quindi da ogni distorsione inflattiva.
Non ho detto che non è valido. Ma che è fuorviante, ove si utilizzasse per concludere che il prezzo delle case è in passato diminuito (e per periodi anche lunghi).
Perchè in realtà i prezzi delle case sono sempre rimasti stabili o aumentati, anche se in qualche caso meno dell'inflazione.
Diminuire di prezzo significa che ad es. una casa che oggi viene venduta a 300 mila euro, l'anno prossimo potrà essere comprata per 250 mila. E' questo che ho inteso contestare.
Ricordando, anche, che, ad es., le azioni della Telecom dieci anni fa valevano 10 mila lire e più. Queste sì che sono crollate, anche a prescindere dall'inflazione. Come tantissimi altri titoli.
Ossia, una volta rallentata l'economia e portata alla recessione, scatterà la ristrutturazione del sistema finanziario/assicrativo (appena iniziata!) imprenditoriale e sociale, con una aggregazione delle aziende, un abbassamento dell'attuale livello di paghe e di pretese sociali, e un ritorno all'economia reale (meno finanza, e più prodotti e servizi a minor costo del lavoro).
L'economia in Italia è già alla recessione. Non essendovi praticamente mercato interno, e calando con la crisi internazionale la possibilità di esportare, le nostre ditte andranno incontro ad un crollo epocale. Tirando purtroppo dietro potere d'acquisto dei ceti deboli, conquiste sociali e welfare.
Occorre rapidamente cercare di correre ai ripari: con la svalutazione competitiva dell'euro (come si faceva con la lira!), stampando moneta e magari aumentando contemporaneamente la riserva frazionaria delle banche, per contenere un po' l'inflazione. Che ci sarà, ma a questo punto è il male minore!
Sono perfettamente d'accordo su un ritorno all'economia reale, all'agricoltura e all'industria, che hanno valore aggiunto e creano ricchezza, a differenza di banche e finanza (e pedate nel @#?*%$ ai manager di carta!).
Illusione o Opportunità
Caro JoJo,
il grafico a "nido d'ape reale" da te citato (punto 4) è valido proprio perchè "a lira costante" (come indicato sulle ordinate), depurato quindi da ogni distorsione inflattiva.
Prendo poi spunto dalla tua affermazione: " mi auguro che per contrastarla (l'inflazione), possano aumentare i salari e stipendi del lavoro dipendente privato. Magari favorendo la redistribuzione del reddito ..."
MAGARI!!!
Ebbene, la tesi di questo mio articolo è che l'inflazione servirà all'inizio proprio per scardinare il sistema economico e sociale esattamente come hanno già fatto i 'tassi di sconto' dal 2001 al 2006 per il mercato dei mutui e della finanza globale.
Ossia, una volta rallentata l'economia e portata alla recessione, scatterà la ristrutturazione del sistema finanziario/assicrativo (appena iniziata!) imprenditoriale e sociale, con una aggregazione delle aziende, un abbassamento dell'attuale livello di paghe e di pretese sociali, e un ritorno all'economia reale (meno finanza, e più prodotti e servizi a minor costo del lavoro).
In tale contesto non ci potrà essere ulteriore domanda ossessiva di 'mattone' che ha portato alla visibile (purtroppo!) 'over-dose' cementificatrice! Tanto meno ci sarà credito facile all'investimento immobiliare.
Morale: non si sono alternative visibili, per me, a un classica depressione/crollo post-abbuffata, come già avvenuto in Francia, UK e USA negli anni '80.
Nulla di strano quindi.
A proposito della "morale" dell'articolo: mi dispiace che la tua prospettiva sia esclusivamente tetra (anche se lo condivido al 90%), poiché lascio SEMPRE un buon 10% di chance alle OPPORTUNITA' - per chi saprà coglierle.
Ad Maiora!
Nicola Antonucci
Illusione
Come mi sono già espresso in altre circostanze, il prezzo degli immobiliin Italia non diminuirà in modo significativo.
L'interpretazione data all'andamento reale (citazione 4 dell'articolo, meglio il link
http://www.scenari-immobiliari.it/ITPublic/download_free.aspx?IdArt=559
è fuorviante. Infatti, i ribassi sono da intendersi "a moneta costante": il prezzo delle case, analizzato su più di 5 anni, in termini correnti è aumentato sempre (a differenza degli indici azionari), anche se in certi periodi in misura inferiore all'inflazione. Il grafico è quindi viziato dall'inflazione, spesso a due cifre.
Nell'articolo si sostiene che i prezzi scenderanno, addirittura del 30-50%. Per i titoli azionari non entro nel merito, spesso è solo speculazione; per il resto, ne dubito fortemente. Sia per le case, sia, a maggior ragione, per gli altri beni, merci e prodotti di consumo; temo anzi che l'inflazione permarrà per diversi anni sul 3-4% e mi auguro che per contrastarla, possano (e debbano) aumentare i salari e stipendi del lavoro dipendente privato. Magari favorendo la redistribuzione del reddito verso una maggiore giustizia economica e sociale, che non può, secondo me, essere perseguita senza la fissazione di tetti agli emolumenti di manager, campioni, sportivi, personaggi televisivi, politici, ecc...
Meno mercatismo liberista, quindi.
A proposito della "morale" dell'articolo: le crisi, purtroppo, portano solo miseria generalizzata. Talvolta, anche rovina, disperazione e fame. E le eventuali opportunità sono riservate solo a chi è già abbiente, è amico dei potenti e non esita ad esercitare la corruzione e metodi malavitosi.