Il fascino del "prezzo tipico"
Concetto elaborato dallo studioso Chester W. Keltner nell'opera "How to Make Money in Commodities". Una grande intuizione
di La redazione di Soldionline 18 giu 2008 ore 11:15
Il prezzo è naturalmente una componente essenziale dell'attività di trading e avrete senz'altro potuto notare che i chart dei siti finanziari più attrezzati ne riportano vari tipi: apertura, chiusura, minimo, massimo e di-riferimento... Quale complesso ginepraio! Come orientarci per costruire i nostri trading system o anche le nostre più semplici opinioni?
Charles Dow, che qualcosa in materia davvero ne capiva, da buon padre dell'analisi tecnica, non aveva il minimo dubbio: il prezzo più importante è quello di chiusura. Il perché ce lo spiega molto bene Michele Maggi, autore di libri di grande successo: "...la chiusura rappresenta l'area del campo di battaglia dove ha avuto luogo l'ultimo scontro in ordine di tempo e quanto più ampio è il range, tanto più significativa risulta essere la posizione della chiusura perché rappresenta in qualche modo il terreno guadagnato da una fazione o dall'altra..." (Pattern di prezzo, Tradinglibrary).
Gli analisti statunitensi Larry Pesavento e Peggy MacKay ci parlano invece diffusamente dell'importanza del prezzo di apertura, perché nel 70% dei casi (e, badate bene, non è assolutamente poco...) le quotazioni, durante la seduta, oscillano intorno all'apertura in un range del 20% (esempio: se il titolo ha aperto a + 1%, nel 70% dei casi chiuderà arrivando a + 1,2% oppure a + 0,80%).
Riflettiamo sull'importanza di questo rilevamento statistico, perché può essere utilissimo a determinare l'operatività quotidiana. Volete un esempio? Il trading system, nella chiusura di ieri, mi indica di entrare sul mercato giocando al ribasso. Ma oggi la borsa apre in positivo, e io so che, statisticamente, nel 70% dei casi concluderà con il segno "più". Che decisione prendo?
Quantomeno di rinviare l'entry ribassista...
Per non dire dei minimi e dei massimi, fondamentali nella misuzione della volatilità, né del prezzo di riferimento, che non ci è mai stato troppo simpatico, tanto da coinvolgerci, anni fa, in un'accanita discussione con il responsabile di un buon sito finanziario che ora non c'è più...
Vediamo ora come si calcola il prezzo tipico, che potrebbe forse tagliare la testa al toro (per carità, non il Toro borsistico!)...
Il semplicissimo metodo ce lo insegna l'ideatore, Chester W. Keltner: sommate il prezzo massimo al prezzo minimo e a quello di chiusura... Dopodiché, dividete il risultato per tre! John Bollinger, "Immortale" guru americano, sostiene che il prezzo tipico è una "grande intuizione", perché fornisce una rappresentazione del livello al quale avvengono la maggior parte delle contrattazioni.
Quello che ci preme osservare è che il prezzo tipico potrebbe forse rappresentare una buona chiave di volta nell'inesausto dibattito sull'interpretazione dei dati e un ottimo spunto per la costruzione dei nostri trading system, di qualunque tipo essi siano.
Se avete un minimo di pazienza (e un po' di passione...), provate a costruire i vostri sistemi sia utilizzando l'affermatissimo prezzo di chiusura, sia calcolando - in alternativa - il prezzo tipico. Poi provate a raffrontare retrospettivamente la bontà dei reciproci segnali.
Il problema, naturalmente, risiede nel fatto che sul prezzo di chiusura si possono trovare i grafici e gli indicatori già belli e pronti, mentre per costruire quelli basati sul prezzo tipico dovrete armarvi di carta, penna e calcolatrice, oppure di un foglietto elettronico...
Consolatevi, perché noi, pur confidando largamente in tutti i grafici precostruiti, un po' per civetteria, un po' per la possibilità di estendere le simulazioni ai giorni successivi, ci fabbrichiamo ogni giorno, e in pochi secondi, il nostro personalissimo indicatore. E non ci dispiace farlo...
Collabora con noi. Chiunque può collaborare allo sviluppo di Soldionline. L'unica condizione è avere delle conoscenze e delle idee, e la voglia di condividerle con gli altri. E che queste idee riguardino la finanza e i suoi dintorni. Per proporsi basta scrivere a marcodelugan@soldionline.it.







inesattezza
lei dice che i prezzi oscilleranno circa il 20% dal prezzo di apertura, in realtà pesavento diceva un altra cosa..e cioè che dato un prezzo di apertura, questo sarà o molto vicino al suo massimo giornaliero o molto vicino al suo minimo giornaliero....quindi l'apertura ricadra in un range di oscillazione del 20% dal suo massimo giornaliero o dal suo minimo giornaliero.
saluti