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Il costo delle strategie di investimento
Il costo delle strategie di investimento
Anche nell’investimento finanziario entra in gioco l’effetto “farmaco”. Qualsiasi medicinale provoca danni più o meno gravi al nostro organismo, ma siamo ben disposti a tollerarli se ci permette di evitare guai peggiori
di Marco Delugan 4 nov 2008 ore 11:32L’obiettivo di un investimento sui mercati azionari in grado di fornirci un rendimento positivo in qualsiasi evenienza, richiede due peculiarità:
- la possibilità di operare sia al rialzo che al ribasso;
- una metodologia che riduca la volatilità.
Occorre tenere presente che ad un certo momento entra in gioco l’effetto “farmaco”. E’ ovvio che qualsiasi medicinale provoca danni più o meno gravi al nostro organismo, ma siamo ben disposti a tollerarli se questo ci permette di evitare guai peggiori per la nostra salute.
In altre parole: tutto ha un costo, bisogna però valutarne i benefici e qualora questi siano superiori, il costo si trasforma in un buon investimento.
Ribadisco come in questo caso i benefici non siano valutabili solo da un punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo. E’ innegabile, e l’esperienza pluriventennale nel campo me lo fa dire con assoluta certezza, che un risultato raggiunto con incrementi costanti è di gran lunga preferibile allo stesso risultato ottenuto dopo una serie di alti e bassi.
Se ad esempio un gestore riesce ad ottenere un rendimento del 10% dopo un anno avendo avuto un incremento del 20% nei primi sei mesi e un decremento del 10% nei sei successivi, non si parlerà certo dell’utile conseguito del 10% annuo, ma al contrario il dato catalizzante sarà la perdita del 10% negli ultimi sei mesi.
Naturalmente anche il metodo che ho messo a punto ha dei limiti, altrimenti la sua reiterazione porterebbe ad un guadagno certo anche in periodi temporali brevissimi, mentre ciò risulta impossibile in quanto la volatilità può essere ridotta, ma non annullata ed ogni operazione di investimento/disinvestimento ha un costo che, per quanto basso, influisce sul rendimento finale.
Se devo quantificare un periodo di tempo minimo entro il quale ragionevolmente si può ottenere un rendimento sempre positivo posso valutarlo in un range che va dai tre ai sei mesi.
Ma non vorrei ingenerare nei lettori facili entusiasmi e cioè che sia sufficiente un buon metodo per ottenere risultati eclatanti in termini di utili. Certo la tecnica è necessaria, ma come anticipato all’inizio dell’articolo, non sufficiente poiché le maggiori probabilità di performance positive si avranno quando ad esso si associa un buon “pronostico”.
Come nel totocalcio un buon sistema non è sufficiente a farci vincere se non gli associamo un buon pronostico, così tra due pronosticatori di ugual livello chi adotta un sistema migliore aumenta le probabilità di vincita.
Nel caso dei mercati azionari ciò significa ricercare quei titoli che hanno le maggiori probabilità di avere incrementi o diminuzioni costanti in un certo lasso di tempo e ciò può scaturire solo da analisi e studi di carattere fondamentale oltre che da una attenta “lettura” delle situazioni di mercato contingenti.
Per questo ai numerosi lettori consiglio sempre di stare costantemente aggiornati per acquisire la maggior esperienza possibile, con la consapevolezza, però, e forse sta qui la magia di questa attività, che i mercati avranno sempre la possibilità di stupirvi.
Giancarlo Marcotti
giancarlo.marcotti@finanzainchiaro.it
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