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Dopo la crisi delle banche, chi sarà il prossimo?

Una trappola globale. Una trappola che non risponde più alle logiche delle crisi tradizionali. Chi sarà il prossimo? Dopo le banche, forse le assicurazioni?

di Nicola Antonucci 6 nov 2008 ore 10:56

Countrywide, Lehman Brothers, ING, Royal Bank of Scotland, AIG, Freddie Mac, Fannie Mae, Hypo Real Estate Bank, Depfa Bank, e la lista potrebbe continuare.

Ora iniziamo con qualche domandina.

Prima domanda, semplice semplice: cosa hanno in comune tutte queste altolocate società? Semplice: sono fallite!  Legalmente o solo operativamente (ossia, tecnicamente fallite, ma salvate da interventi governativi).

Seconda domanda ancora semplice: qual è la società tra quelle elencate che si distingue dalla altre? Semplice: AIG è l’unica società assicuratrice!

Terza domanda, più difficile: ma come diavolo può fallire una compagnia assicurativa, per di più della ‘stazza’ di AIG? Chi ha letto i miei precedenti articoli, in particolare “Scenari Complessi: dai Credit Default Swaps (CDS) alla Deflazione morbida” (1), conosce già la risposta.

Per gli altri, una quarta domanda difficilissima: come hanno fatto le Generali a diventare - dati del 31 ottobre 2008 - la prima compagnia assicurativa per capitalizzazione dell’EurAsia, e una delle prime a livello mondiale?  Una compagnia il cui titolo ha perso il 39% del suo valore da inizio anno?  Il cui vero merito sta tutto, quindi, nel demerito dei suoi concorrenti i cui titoli hanno perso da inizio anno il 64% (Allianz), il 52% (Axa) , il 97,6% (AIG), il 72,4% (Aegon), il 95,2%, (Fortis), il 74,7% (ING), il 37,9% (Zurich), e via cantando? Come è possibile tutto ciò?

La risposta arriva sempre dai precedenti miei articoli, partendo dalla ‘trappola immobiliare’ scattata nel 2001 per arrivare ai Credit Default Swap (CDS): una trappola “globale al quadrato”, ossia globale sia per estensione geografica, sia per ceti sociali coinvolti (trattandosi di immobili, ossia case, capannoni, fabbricati,  ville, ecc..). Una ‘trappola’ che non risponde più alle logiche delle tradizionali crisi “DOC” (a denominazione d’origine controllata…), dalla bolla dei bulbi di tulipano olandesi del XVII secolo fino alle più recenti crisi russa, argentina, delle tigri asiatiche, ecc…

Una “crisi al quadrato” che prende il nome più consono di Apocalissi – ossia disvelamento di un nuovo equilibrio economico-finanziario-sociale (forse il “Novus Ordo Seclorum” (2) profetizzato sul retro del One Dollar americano?).

Insomma: la risposta alla terza e quarta domanda è che tutti, persino le inattaccabili e solidissime compagnie assicurative, sono cadute nella trappola della complessità!

Una complessità del sistema finanziario, e non solo, che ha raggiunti livelli tali da portarla tecnicamente sull’Orlo del Caos, in un regime quindi imprevedibile e soprattutto ingovernabile.

Una complessità che le scarse conoscenze scientifiche delle classi politiche dirigenti stanno incrementando  con:

 

  1. l’iniezione di ‘dopanti’ liquidità, che incrementano le ‘dinamiche’ del sistema;
  2. irrigidimenti del sistema stesso (per esempio, con la proibizione delle vendite short, ‘allo scoperto’);
  3. comunicazioni paradossali (“tutto sotto controllo, nessun pericolo”, e poi la Germania da sola stanzia 500 miliardi di Euro per i possibili salvataggi di banche e altro… sic!), e infine;
  4. la sottovalutazione del fenomeno dei CDS (65 trillion$ emessi, ossia 65 milioni di milioni di $!).
Sono soprattutto questi ultimi strumenti assicurativi contro le possibili insolvenze dei Corporate Bonds ad aver prima strangolato il colosso AIG, e a preoccupare ora le altre compagnie assicurative mondiali, che ‘somatizzano’ tale malessere nelle basse quotazioni dei loro titoli azionari.

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Silvano venerdì, 13 marzo 2009

La grande scoperta dei Titoli tossici!

La grande scoperta dei Titoli tossici!

L’ELDORADO E’ FINITO E TUTTI I RISPARMIATORI SONO STATI TRADITI

“Molti anni fa Dickens definì il credito come un sistema con cui una persona che non può pagare trova un'altra persona che non può pagare che garantisce che può pagare.

Infatti l’Argentina che non poteva pagare, ha trovato il Fondo Monetario Internazionale che non poteva pagare che garantiva che l’Argentina poteva pagare!
Non è possibile che vengano venduti titoli obbligazionari ad ignari risparmiatori, sapendo che l’emittente non può più onorare ne gli interessi ne il capitale essendo in procinto di fallire! Non è possibile che titoli emessi dall’Argentina e riservati alle banche, per scaricarne il rischio di fallimento vengano rifilati alla clientela retail delle banche stesse. Tali risparmiatori ancora oggi ne subiscono le conseguenze avendo in mano soltanto carta straccia, titoli infetti, per aver messo capitale a disposizione degli altri! Le responsabilità pesanti relative alla negoziazione dei crediti subprime da parte delle banche, insieme alle decisioni dei politici volte ad eliminare le regole adottate dopo la crisi del 1929, hanno creato le attuali disastrose conseguenze economiche e finanziarie.
L’economia reale si regge sull’etica, quella PRATICATA, non su quella che finisce nella bella parola “ETICA!” Il credito va ripensato radicalmente considerando il risparmio insieme al lavoro la vera forza economica da garantire, da mai deludere con promesse vane, senza fondamento, costruite su pacchetti di titoli fasulli (senza garanzia) o sulle catene di Sant’Antonio (caso Madoff), perché la fiducia nasce da garanzie reali fondate su risparmi che scaturiscono da privazioni e sacrifici di lavoratori, risparmiatori, contribuenti! Non è riabilitante agli occhi dell’opinione pubblica attendere che un giudice condanni la banca al dovere mancato. Quando si commette un errore lo si deve ammettere altrimenti resta sempre vivo e vegeto marchiando a fuoco l’autore. Purtroppo la situazione incresciosa ed infinita in cui le banche hanno affossato i risparmiatori italiani, vittime della frode gigantesca relativa al credito facile, ottenuto dall’Argentina con emissioni di titoli che agli ignari ed onesti risparmiatori non dovevano essere venduti, è ancora da risolvere. Tale frode è in conflitto di interesse perché le banche hanno caricato sui propri clienti il rischio della insolvibilità argentina, ben evidenziato dalle “offering circular” che destinavano ad investitori istituzionali l’acquisto di quei titoli. I RISPARMIATORI ITALIANI SONO STATI TRADITI DALLE BANCHE LE QUALI NON HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI AFFRONTARE IL RISCHIO DEL FALLIMENTO ARGENTINO E LO HANNO CARICATO SULLE SPALLE DEI LORO CLIENTI. (Nell’arco di due ani hanno venduto tutti i titoli argentini che avevano nei loro portafogli).
La nuova finanza dovrà tener conto che per molti, troppi anni, le borse hanno trattato capitali veri insieme a quelli fittizi. I capitali “TOSSICI”, come dicono finalmente ora gli americani, hanno infestato tutto, sono stati venduti a piene mani da broker come Madoff, tanto la fregatura qualcuno l'avrebbe presa, ovunque e globalmente. (bella gente quella come Madoff e tutti coloro che non vogliono capire, sperando che le cose ritornino ad essere quelle già vissute negli anni 1980/2000 e che la pacchia ritorni come prima!) La sfida che attualmente assilla la mente degli addetti ai lavori è proprio questa: come ripulire i mercati dai virus finanziari? come ripulire i mercati dai virus finanziari? come ripulire i mercati dai virus finanziari? come ripulire i mercati dai virus finanziari non sarà semplice, non riesco ad immaginarlo e se insisto mi vengono le vertigini!

n° 3
Nicola Antonucci mercoledì, 12 novembre 2008

La "sana paura" per prevenire il panico

Caro/a "idea3online",
io promuovo da tempo una cultura scientifica della finanza che sviluppi una "sana paura" verso la finanza che è molto più pericolosa di quanto CI FACCIANO credere.
Ciò per prevenire l'inconsapevole e dannosa reazione da panico quando non si comprendono i fenomeni nella loro complessità.

"Cui prodest?" (a chi giova?):
* l'ignoranza scientifica delle masse, illuse da tante "formule da premi nobel" che vorrebbero farci pensare che la finanza sia un fenomeno controllabile?
* il panico che tale ignoranza genera, che è il contraltare delle euforie irrazionali dei periodi di boom (dai bulbi di tulipano del XVII secolo a oggi)?

Semplice, come già dici tu: agli Anti-Robin Hood (i "capoccia" come li chiami tu)! Che controllano i mass media (gli strumenti di distrAzione di massa) e che creano e inoculano in noi i MEMI (virus mentali) per distorcere le nostra capacità critiche e di valuzaione dei rischi e dei benefici.

Non penso però che il loro piano sia il collasso del sistema bancario, ma un serio terremoto accoppiato a un paio di fallimenti di compagnie assicurative, sì!).
E così creeranno un clima deflattivo che abbasserà il drogaggio delle ns economie occidentali, ci ricondurrà alla produzione (a costi, stipendi e tenore di vita... da produzione!)

Morale: "sana paura" difronte a ciò - sì!
Catastrofismo da panico deprimente - no please...

Grazie per la pro-vocazione!
Nicola

n° 2
idea3online martedì, 11 novembre 2008

Si prepara il default del sistema bancario

Intanto potete capire, che la borsa crolla il petrolio crolla, la borsa sale il petrolio sale, chi controlla i prezzi sono gli occidentali....però il giocattolo si è rotto, il petrolio tra qualche mese correrà penso superi i 100$ SI è rotto perchè forse l'occidente non potrà più farla da padrone in MESOPOTAMIA O MEDIA-PERSIA

Tra qualche mese se i CAPOCCIA dell'occidente conteranno meno il pianeta a livello economico subirà assestamenti che ci faranno venire le vertigini, secondo me il movimento delle zolle tettoniche(Russia, India, Cina, Iran?, America Latina), produrrà un terremoto finanziario.

Si prepara il default del sistema bancario

n° 1
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