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Deflazione morbida, cosa dopo?

Sembrava un termine desueto, un problema sparito. E invece eccolo qua, tornato a turbarci il sonno. La deflazione corre per il mondo, ma cosa avverrà dopo?

di Nicola Antonucci 17 dic 2008 ore 13:24

Il vero talento, quello del ComplexManager, nella complessità è saper immaginare scenari possibili prima e meglio di altri  – Francesco Varanini

Con il brusco taglio dei tassi da parte di Fed e BCE, tutti hanno smesso di parlare di inflazione e hanno iniziato a ‘prevedere’ una deflazione.  What’s… “deflazione”?! Sembrava un termine, un concetto, una realtà ormai definitivamente eradicata – come il vaiolo!

Dov’erano tutti questi ‘veggenti del passato’ che oggi ‘prevedono’ una deflazione, mentre solo pochi mesi fa tacciavano di “pessimista”, “disfattista”, “catastrofista”  chi scriveva articoli come  L’Anti-Robin Hood e la “Deflazione Morbida”, ossia… lo “Schianto Pilotato”, del 20 agosto 2008 (1).

Che dire invece di chi scriveva già nel febbraio 2006 (quasi 3 anni fa!) articoli come “L’Anti-Robin Hood e la trappola immobiliare” (2) – prefigurando un crollo del settore immobiliare, prodromo di un regime deflativo…?   Un folle!

Oggi, chi non fosse avvezzo all’approccio della Finanza Scientifica (3)  affrancandosi dai vecchi principi scientifici e adottando quelli necessari per sviluppare il talento della nostra epoca sempre più complessa (vedi l’incipt),  può leggere i miei precedenti articoli dal 2006 a oggi, oppure ‘vedere’ l’approccio della Finanza Scientifica in diversi video.



Ora, però, che tutti “post-vedono” l’attuale scenario deflativo, noi dobbiamo continuare a… giocare!  Con un “approccio cognitivo ai giochi complessi”, dobbiamo immaginare le possibili profondità di questa deflazione, e soprattutto immaginare possibili scenari dopo questa fase deflativa, poiché nulla è eterno!

Prima, però, qualche domandina facile.

Prima domanda: tutti oggi biasimano i mutui sub-prime (dopo che tutti hanno incoraggiavano, oppure correvano, a sottoscriverli!), e tutti oggi deplorano i malefici strumenti finanziari ‘derivati’ (mentre quasi tutti continuano a non capire cosa siano veramente). Ebbene, contro quale prossima ‘bolla’ finanziaria si scaglierà l’odio delle prossime vittime, oggi ignare, del suo possibile ‘scoppio’?

Semplice – per chi ha letto i precedenti articoli a partire da “L’Anti-Robin Hood: dalle Crisi immobiliari e dei Credit Default Swaps alle Opportunità  dei Brick Shares” del 29 luglio 2008 (4)  i CDS – i Credit Default Swap!  La loro diffusione, stimata in 65 milioni di milioni di $ (trillion $), è pari a 4 volte il PIL americano, e ha reso banche e compagnie assicurative strettamente coinvolte nell’attuale Crisi attraverso un processo perverso di assicurazione contro il default dei Corporate Bonds. La AIG, tecnicamente fallita nel settembre 2008 (per chi avesse già ‘rimosso’ tale trauma)  è un colosso delle assicurazioni!

Seconda domanda: dalla “bolla dei bulbi di tulipano” del 1637, attraverso decine e decine di bolle e crisi, fino ai “Crack Argentina” e  “Russia”,  e alla mitica “Bolla Internet” del 2000, cosa differenzia in modo sostanziale l’attuale Crisi dalle precedenti in 370 Anni di storia?

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Silvano domenica, 28 dicembre 2008

LA FIDUCIA RITORNA COME IL SOLE OGNI MATTINA

LA FIDUCIA RITORNA COME IL SOLE OGNI MATTINA

La vera legge morale, l’etica autentica, ci dice che prima di usare le proprie risorse per il proprio benessere si deve restituire il maltolto ai legittimi proprietari, poi si ritorna puliti in ogni senso, ci si riabilita e la fiducia, anche quella finanziaria, ritorna come il sole ogni mattina.

Purtroppo la situazione incresciosa ed infinita in cui le banche hanno affossato i risparmiatori italiani, vittime della frode gigantesca relativa al credito facile, ottenuto dall'Argentina con emissioni di titoli che agli ignari ed onesti risparmiatori non erano destinati, è ancora da risolvere. Inoltre tale frode è in conflitto di interessi perché dalle banche sono stati a loro rifilati, nell’arco di circa un anno, quando ormai avevano capito che quei titoli infetti, contenuti nei loro portafogli, era molto meglio venderli prima del default.

Il Fondo Monetario Internazionale, proprio in quel periodo prima del default, ha smesso di rinnovare il finanziamento all'Argentina ed ha cercato di rientrare fino all'ultimo centesimo nella sua esposizione, lasciando tutti gli altri creditori, a livello mondiale, alla cattiva sorte del fallimento.

Da parte sua l'Argentina dovrebbe non dimenticare che i soldi li ha avuti da risparmiatori che se ne sono privati anche per risollevare le “sorti argentine sovraindebitate”, che necessitavano di uscire dalla enorme crisi economica e politica in cui si trovavano.

L’economia reale si regge sull’etica, non sui titoli infetti, sulle false cartolarizzazioni o sull’emissione di titoli sui quali chi ci investe può anche perdere l’intero capitale! Il gioco vale la candela? A quale tasso di interesse dovrebbe investire i suoi soldi un risparmiatore su un investimento che gli può annullare tutto il capitale e perdere oltre il 100%, come accaduto con le montagne di titoli emessi e venduti da oltre venti anni dall’Argentina? Quale tasso di interesse può coprire la perdita a cui si espone? Mi domando che fine hanno fatto tutti quei capitali raccolti ovunque globalmente nel corso degli anni ed inoltre cosa ne pensa dell'etica uno Stato come l'Argentina?

Ed il nostro democratico governo italiano cosa ne pensa dei suoi risparmiatori traditi dalle banche?
E’ meglio dimenticarli alla loro sorte, a causa di un'etica che anche in Italia non esiste? E' giusto favorire le banche che non hanno avuto il coraggio di affrontare il rischio del fallimento argentino e lo hanno caricato sulle spalle dei loro clienti?

Le banche l'hanno fatta grossa e sotto la neve ed ora che la neve si scioglie (la crisi finanziaria attuale lo dimostra) si ritrovano gli autori della frittata!

La Class Action ora è l’ultima speranza che rimane al risparmiatore inerme, abbandonato, bidonato, tradito, danneggiato e beffato. Però con una raccolta di sottoscrizioni si potrebbe vedere esattamente quanti cittadini di questo Paese Italia sono interessati ad una tutela giuridica collettiva, che sia efficace e non una ulteriore delusione perché banche ed industriali non sono d’accordo!

Evidentemente un referendum eviterebbe di rimandare e rimandare un provvedimento così sentito ed urgente, a causa delle incertezze politiche. Inoltre il problema verrebbe risolto, senza dispotismi, finalmente in modo democratico!

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