Home »
Archivio »
saperinvestire »
l opinione della settimana »
Dai Credit Default Swaps alla deflazione morbida
Dai Credit Default Swaps alla deflazione morbida
Immaginare futuri scenari possibili dalla realizzazione degli scenari descritti in passato. L’Anti-Robin Hood non si ferma qui, anzi. Ma neanche noi. So, what’s next?!
di Nicola Antonucci 3 ott 2008 ore 12:58Ma dove siamo finiti…?! E dove andremo a finire…?!?! This is the end… - The Doors (1).
Prima, però, vediamo una breve sintesi degli ultimi 8 anni, per condividere meglio i possibili scenari futuri di una realtà sempre più complessa, anzi, sull’orlo del caos. O già oltre?
Come descritto nel mio ultimo articolo “L’Anti-Robin Hood e la Deflazione morbida” (2), siamo alla fine di un epocale ciclo economico-finanziario, le cui ultime decisive tappe sono state:
- la bolla internet e il suo brusco collasso nel 2000;
- la frenata economica globale imposta dall’attacco all’impero americano dell’11 settembre 2001 (la “nuova Pearl Harbour” in ‘incredibile’ (?!) coincidenza con l’uscita dell’omonimo film…!);
- la coerente politica globale di indirizzamento dei risparmi verso l’unico settore pronto a recepire enormi masse di investimenti: gli immobili;
- fuga dalle borse (dopo la bolla internet) e dai BOT/Bund/Bond (con il ribasso dei rendimenti) verso il ‘mattone’ a partire dal 2001 (con bassi tassi sui mutui, facilità di accesso al credito, copertura totale dell’acquisto e altri ‘adescamenti’ marketing e memetici (3) mai visti nel passato);
- sovrapproduzione immobiliare con case, capannoni e uffici costruiti persino nelle vallate più impervie (già denunciato nel mio articolo “L’Anti-Robin Hood e la trappola immobiliare” (4) del febbraio 2006 e nella successiva serie di articoli);
- inizio del rialzo dei tassi e conseguenti prime difficoltà degli innumerevoli risparmiatori in tutto il mondo che hanno realizzato troppo facilmente la realizzazione del sogno della prima casa;
- crescita degli insoluti sui mutui, e dei successivi stralci e aste di immobili da parte di importanti istituti di credito mondiali; conseguente affanno ‘mascherato’ nei bilanci di banche e finanziarie che hanno iniziato a emettere loro stessi obbligazioni corporate per reperire liquidità;
- crescita della diffidenza tra banche e finanziarie (ognuna ben consapevole dei propri ‘scheletri nell’armadio’, quindi… anche di quelli altrui!); conseguente rialzo dei tassi interbancari e dei rendimenti dei corporate bond da loro offerti;
- credit crunch globale e “inizio della fine” con conseguenti crisi immobiliari e industriali (vedi articoli: “L’Anti-Robin Hood : 6 mesi all’apocalissi immobiliare?” (5) del dicembre 2007, “L’Anti-Robin Hood e l’apocalissi immobiliare-industriale italiana: ci siamo..!” (6) del giugno 2008).
Passato il passato, ci siamo risvegliati bruscamente nel futuro il 15 settembre con l’annuncio-shock del fallimento della Lehman Brothers, seguito dall’ancora più shockante fallimento del colosso assicurativo AIG!
Ora, la teoria della complessità (7) esclude la possibilità di prevedere il futuro, ma ci dona i concetti di ‘biforcazione’ (8), di ‘segnali deboli’ (9) e di scenari possibili da cavalcare – con leggerezza, flessibilità e con il nietzscheano “pessimismo della forza” già condiviso in precedenti articoli.
I segnali deboli già denunciati nei precedenti articoli, ci hanno allertati dell’incombere dell’ultima biforcazione (fallimento oppure solidità di banche coinvolte nella crisi immobiliare?). Superata negativamente questa biforcazione, gli scenari diventano molto più cupi mentre affrontiamo la prossima biforcazione: lo tsunami bancario-assicurativo americano supererà le ‘colonne d’Ercole’ per colpire l’Europa, oppure si smorzerà negli States?
A differenza del passato, le banche e assicurazioni europee sono state anch’esse ‘vittime’ incoscienti delle manovre globali degli Anti-Robin Hood, con i loro managers e strateghi ignari delle leggi della complessità, e accecati da obiettivi a breve; era quindi ineluttabile e prevedibile che tali aziende rincorressero il facile accaparramento dei risparmi di investitori ancora più incoscienti, ignari e accecati.
E cosa hanno escogitato di così geniale da scatenare prossimi scenari ancora più cupi? Semplice: i Credit Default Swaps (CDS) già affrontati nell’articolo “L’Anti-Robin Hood: dalle Crisi immobiliari e dei Credit Default Swaps alle Opportunità dei Brick Shares” (10).
Con questi temibili strumenti i grandi investitori si sono reciprocamente coperti dai rischi di insolvenza dei Corporate Bonds altrui, in un circolo vizioso ‘ossessivo compulsivo’ che ha permesso a tali ‘contratti di assicurazione dal rischio di insolvenza’ di esplodere al livello assurdo di circa 65 trillion $ (65 mila miliardi di $), contro una capitalizzazione globale delle società emittenti di Corporate Bonds stimata in ‘soltanto’ 50 trillion $!
Ora, la teoria della complessità (7) esclude la possibilità di prevedere il futuro, ma ci dona i concetti di ‘biforcazione’ (8), di ‘segnali deboli’ (9) e di scenari possibili da cavalcare – con leggerezza, flessibilità e con il nietzscheano “pessimismo della forza” già condiviso in precedenti articoli.
I segnali deboli già denunciati nei precedenti articoli, ci hanno allertati dell’incombere dell’ultima biforcazione (fallimento oppure solidità di banche coinvolte nella crisi immobiliare?). Superata negativamente questa biforcazione, gli scenari diventano molto più cupi mentre affrontiamo la prossima biforcazione: lo tsunami bancario-assicurativo americano supererà le ‘colonne d’Ercole’ per colpire l’Europa, oppure si smorzerà negli States?
A differenza del passato, le banche e assicurazioni europee sono state anch’esse ‘vittime’ incoscienti delle manovre globali degli Anti-Robin Hood, con i loro managers e strateghi ignari delle leggi della complessità, e accecati da obiettivi a breve; era quindi ineluttabile e prevedibile che tali aziende rincorressero il facile accaparramento dei risparmi di investitori ancora più incoscienti, ignari e accecati.
E cosa hanno escogitato di così geniale da scatenare prossimi scenari ancora più cupi? Semplice: i Credit Default Swaps (CDS) già affrontati nell’articolo “L’Anti-Robin Hood: dalle Crisi immobiliari e dei Credit Default Swaps alle Opportunità dei Brick Shares” (10).
Con questi temibili strumenti i grandi investitori si sono reciprocamente coperti dai rischi di insolvenza dei Corporate Bonds altrui, in un circolo vizioso ‘ossessivo compulsivo’ che ha permesso a tali ‘contratti di assicurazione dal rischio di insolvenza’ di esplodere al livello assurdo di circa 65 trillion $ (65 mila miliardi di $), contro una capitalizzazione globale delle società emittenti di Corporate Bonds stimata in ‘soltanto’ 50 trillion $!







Evoluzione Complessa = Imprevedibilità = Fragilità
Grazie Filippo per l'interessante riferimento al Sole 24 Ore, nel quale il FMI prende atto - TARDIVAMENTE - del reale rapporto tra evoluzione/complessità e fragilità.
In effetti, al crescere della complessità aumentano e s'infittiscono le biforcazioni, sempre più ravvicinate (come potrai vedere dalla "MAppa di Feigenbaum" che descrivo in vari precedenti articoli.
Biforcazioni così ravvicinate da rendere quasi nulle le possibilità PREVISIONALI (ormai limitate a mesi, settimane o giorni a seconda dei settori - non certoanni com'era fino agli anni '50).
Il sistema COMPLESSO, EVOLUTO fino agli attuali livelli di complessità (sull'Orlo del Caos, come scrivo da anni...) è pertanto meno prevedibile dei sistemi meteorologici (sic!) e quindi INGOVERNABILE!
Per 'CAVALCARLO' invece (l'unica chance rimasta) occorre però una nuova cultura di Finanza Scientifica che il FMI e tante imprese finanziarie e bancarie stanno capendo veramente solo oggi...
Ogni Crisi porta Opportunità, anche di apprendimento!
Ad maiora!
Nicola
Forse non c’entra...
...ma siccome scrivi di complessità.
Sul Sole 24 Ore di oggi, pagina 3, articolo Per l’Fmi sale il rischio recession2: “Lo studio indica che la vulnerabilità dei Paesi a una secca contrazione dell’attività economica viene accentuata dalla presenza di un sistema finanziario più evoluto”. Interessante questo rapporto tra evoluzione/complessità e fragilità.
Cosa ne pensi?