Lo spirito della legge
Il mondo è sempre più complesso e la legge deve seguirlo. Non basta più una stretta di mano, e come potrebbe? Ma forse abbiamo un po' esagerato. Tempo di troppe leggi
di La redazione di Soldionline 30 apr 2008 ore 18:27
Probabilmente prenderò un granchio ma alcune cose sembrano fuori da ogni logica.
Mi riferisco al sistema legislativo delle leggi. E non della legge!
L'articolo non vuole parlare male della legge, ma dell'eccesso di leggi.
Il Governo Berlusconi ha già parlato di uno snellimento delle procedure amministrative che sembra promettere bene. Ma il giudizio potremo darlo solo a fine mandato.
Assiomi di base
1) L'uomo ha bisogno di regolare alcuni rapporti per la convivenza civile.
2) L'eccesso di regolamentazione ci getta nel panico avendo paura di ogni mossa seppur logicamente legittima e incontestabile.
3) Purtroppo a chi sostiene che manchi la certezza della pena io ribatto dicendo che manca la certezza del diritto.
Analisi della problematica
Da quando l'uomo ha abbandonato il buon senso e la stipula dei contratti mediante stretta di mano, da quando la società è diventata complicata - ops, complessa si dice - il legislatore ha pensato "bene" di legiferare su ogni cosa.
Ecco che alle poche e utili leggi che tutelano l'individuo in tutte le sue forme la moderna società ha aggiunto migliaia di leggi, tanto da negare la certezza del diritto. Oggi nessuno conosce bene i propri diritti. Anche quando pensi di aver ragione ti assale la paura che qualche legge, leggina, sentenza che ha fatto giurisprudenza, ti diano torto.
Come risolve l'uomo della semplicità e del vivere civile la questione? Semplice! Si rivolge ad un avvocato. Ma purtroppo anche l'avvocato si trova avvolto nello stesso problema del dante e avente causa. L'avvocato non conosce tutte le leggi. Si stima che un laureato in giurisprudenza conosca al momento della laurea solo un'infinitesima parte delle leggi vigenti.
Dinanzi al giudice chi meglio dei due contendenti può raccontare come sono andate le cose? Certo ognuno tirerà acqua al proprio mulino. Ma se esistessero poche leggi, semplici e complete, conosciute dalle controparti, come si auspica in una società che vuole rendere i cittadini consapevoli e non confusi sui propri diritti e doveri, non si arriverebbe neanche davanti al giudice. E quando ci si arriva è soltanto per la cocciutaggine di chi pensa di avere ragione a tutti i costi.
Ecco allora che l'importante ruolo dell'avvocato si trasforma, quasi per necessità, non nella difesa del proprio assistito con la certezza del diritto, ma nel cercare il cavillo burocratico-legislativo che si pensa che la controparte non conosca per vincere la causa.
Ecco allora che i confini del terreno si trasformano in confini di una legge che dice.........ma la stessa legge richiama un'altra legge che sostiene che.......ma la Corte di Cassazione è intervenuta sulla materia ma non ha considerato che......
E il processo prosegue per anni e anni senza che venga risolto il problema dei contendenti. Alcune cause non vengono neanche intentate perché la tua controparte ha una ricchezza tale che potrebbe portare la disputa all'infinito mentre tu non puoi permettertelo. "La legge è uguale per tutti". Certo se i processi si risolvessero in due giorni e senza pagare parcelle "ingiustificate" agli avvocati.
Ma andiamo avanti con una piccola provocazione.
Il giudice non è forse uscito anch'esso dalla facoltà di giurisprudenza? Non può emettere un giudizio senza bisogno che gli avvocati gli ricordino le leggi da confrontare?
Se il giudice conosce le leggi, e le deve conoscere, perché i fatti non vengono esposti direttamente dai contendenti, che hanno la certezza del diritto, senza bisogno di intermediari come l'avvocato?
Perché se mi difendo da solo rischio di perdere la causa? Non sarà forse che la pletora di leggi e leggine hanno annullato questa certezza?
Conclusioni:
In una società civile con poche e chiare leggi conosciute da tutta la comunità la figura del giudice trova un riscontro significativo. Sulla figura dell'avvocato lascio ai lettori la risposta.
Secondo il mio parere Il Parlamento e il Governo, seppur in buona fede, hanno creato talmente tante leggi che non riescono più a capire quali siano ancora in vigore e quali no. E' sufficiente seguire un dibattito politico per comprenderlo.
In poche parole hanno creato "una macchina" che non riescono più a controllare e che li sta inglobando.
Collabora con noi. Chiunque può collaborare allo sviluppo di Soldionline. L'unica condizione è avere delle conoscenze e delle idee, e la voglia di condividerle con gli altri. E che queste idee riguardino la finanza e i suoi dintorni. Per proporsi basta scrivere a marcodelugan@soldionline.it.






