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I liberisti non esistono!

Gli errori dei liberisti non li ho mai ammessi semplicemente perché i liberisti non esistono se non sulla carta, vino e caffè compresi

Marco Delugan lunedì, 20 ottobre 2008 - 14:12

Giovedì sera guardo la trasmissione "Annozero". Proprio all’inizio, il conduttore Michele Santoro chiede perché tutti questi “liberisti” invocano l’aiuto dello Stato in questa situazione di crisi. Domanda lecita per chi non ha mai compreso il liberismo.

La risposta è arrivata da un giornalista di “La Repubblica”. Dice che i liberisti sanno bene che quando la crisi si inasprisce l’intervento massiccio dello Stato risulta necessario come il grande economista Keynes […]. Ovviamente le parole esatte non le ricordo, ma il concetto è questo.

Traduco la sua frase. I liberisti, finché il Paese cresce nella ricchezza reale, possono depredare, sfruttare i lavoratori, inquinare, aumentare la massa monetaria per impossessarsi della ricchezza reale, parlare male dello Stato, eccetera. Ma quando il sistema si involve anche su di loro, per assicurarsi la continuità delle plusvalenze rubate con sistemi polico-mafiosi, è necessario fare un passo indietro e chiedere allo Stato e al Governo, che anche loro hanno votato, di intervenire per salvare il salvabile.

Ecco allora che il Governo si trasforma in avvoltoio, facendo credere al cittadino che sta facendo la cosa giusta, elargendo le nostre tasse alle banche per salvare il loro patrimonio svalutato in Borsa con il giochino dei derivati. E’ come se finita la mia liquidità sul conto di IWBank, la banca stessa invece di chiudermi il conto mi dicesse: non ti preoccupare che lo Stato si indebiterà per te e tu potrai continuare a giocare.

Ma notate l’assurdo. Prendiamo l’esempio di Unicredit. Supponiamo che domani il governo entri nel patrimonio con capitale statale. Unicredit è la banca che ha fregato con stile le pubbliche amministrazioni con la finanza derivata.

In poche parole la PA deve circa 45 miliardi di euro per aver perso una scommessa, legando la spesa pubblica alla roulette anziché finanziandola con i metodi tradizionali, e il Governo va da Unicredit dicendogli poverina, eccoti questi altri milioni di euro per coprire le tue perdite.

Io pensavo che il Governo fosse intervenuto nel momento della vendita di derivati alle PA, perché il compito del Governo è la difesa dei più deboli. Invece permette alla banca, con l’aiuto della Lanzillotta, questo furto finanziario nei confronti della PA e al momento della denuncia, il reato non solo cade in prescrizione, ma si trasforma in una persona giuridica che in fin dei conti è da capire e da aiutare con una marea, forse, di milioni di euro per poterlo riperpetrare.

Divertente vero?

Ma il liberismo vero, nei suoi algoritmi complicatissimi, sostiene che una società che ha combinato solo guai ai cittadini non può che aspettarsi di fallire. Senza l’aiuto di nessuno.

Difficile da capire?


Roberto Domenichini
robixyz@inwind.it

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Commenti
(6)

JoJo giovedì, 19 febbraio 2009

Quattro mesi fa...

...dicevo:
"L'articolo cita Unicredit: sono convinto che le fusioni per dare dimensione internazionale alle banche siano un male. Piccolo, o medio e locale è molto meglio. Comunque, il governo non solo dovrebbe entrare con capitale statale per garantire i depositi dei piccoli risparmiatori; ma dovrebbe anche cacciare il management e nazionalizzare (non è una parolaccia!).
Ponendo tetti alle retribuzioni dei manager e abolendo bonus e stock option."

Sono stato profeta inascoltato.
Ora, in tutto il mondo se ne accorgono.
E, forse, ormai è troppo tardi.

n° 6
Nikus mercoledì, 11 febbraio 2009

liberismo...ed imbrogli...

Perfetto!!! Un articolo, a mio modo di vedere, perfetto!!! io sono convinto che il modello liberista funzioni, solo se gli stati sono ottimi arbitri!!!solo arbitri!!!in questo caso non lo hanno mai fatto!!!il sistema deve fallire, questa classe dirigente, tutta, deve andare a casa!!!Politica, termine greco, che significa il “destino della città”...allora la città era lo stato...i politici greci erano selezionati tra i migliori..perchè sapevano vedere lontano...avevano la capacità, sensibilità, cultura per capire...qui abbiamo (è un esempio, in quanto nel centro-sinistra la canzone non cambia) ministri del Tesoro che 2 anni dicevano che l'euro era la causa dell'aumento dei prezzi, oggi dicono che senza l'euro sarebbe stata una crisi più seria...la classe dirigente italiana era ed è assolutamente impreparata a governare la mutevolezza degli scenari mondiali...ma anche a gestire questa fase creata non dal liberismo...ma dall'avidità, dalla ricerca sfrenata del potere…dagli accordi che hanno l’odore di tutto, tranne che di liberismo…il liberismo dice che se un settore (auto) rende da 15 anni il 2% del fatturato (margini quasi ridicoli), automaticamente il capitale si trasferisce gradualmente (almeno in gran parte) da auto ad altri settori a margini più elevati…invece no, sono 15 anni che lo stato a spese dei cittadini sovvenziona l’auto, deviando e mostrificando il mercato…ora che dai e dai non è più sostenibile (perché non ci vuole un genio a capire che essendo un bene di investimento non è normale cambiare macchina ogni 2 anni) dicono che è colpa del liberismo…così è nata la rivoluzione bolscevica in Russia…da un pretesto volutamente generato…ed è giusto che queste banche falliscano…soprattutto che tutti i dirigenti vadano a casa o sotto i ponti…e si riparte…chi ha studiato sa che tutto quello che è stato non ha niente di liberismo..NIENTE!!!!.. Sono pertanto d’accordo con il tuo articolo, in pieno…e spero che gente così ce ne sia in questo paese o saranno guai..
Nice day to everyone!!!
Nikus

n° 5
alessandro di napoli martedì, 10 febbraio 2009

stipendi

..sarò in controtendenza ma non trovo affatto scandaloso qualsiasi stipendio. Sono gli azionisti che dovrebbero sorvegliare, anche i piccoli possono farlo, ma se corriamo tutti a comprare in borsa, poi non ci lamentiamo se ci fregano...L

n° 4
mariarita martedì, 21 ottobre 2008

prodi e gli altri

Le colpe di Bush e Greenspan sono evidenti a tutti, la fregatura ancora una volta è partita dall’America. Vorrei però che si avesse il coraggio di denunciare o per lo meno di essere meno generici riguardo alle colpe di Ciampi, Prodi e Draghi, solo per fare chiarezza ed eventualmente evitare di ripetere i loro errori. Operativamente parlando in che cosa hanno sbagliato?

n° 3
JoJo martedì, 21 ottobre 2008

Mi correggo

Non sono io a sostenere queste cose (certo, le condivido al 10%...): ma è il premio Nobel Paul Samuelson.

Ovviamente, intendevo dire: condivido al 100%

Scusate

n° 2
JoJo martedì, 21 ottobre 2008

Misfatti e nefandezze del liberismo

I sistemi di mercato privi di regole sono prima o poi destinati a implodere.

Chi è stato a innescare, a partire dal 2007, il tracollo del capitalismo di Wall Street? All'origine troviamo il capitalismo libertario e all'insegna del laissez-faire di Milton Friedman e Friedrich Hayek, cui è stata permessa una crescita selvaggia e senza il rispetto di alcuna regola. E' questa la causa principale delle tribolazioni odierne. Questi signori sono morti entrambi, ma il loro lascito avvelenato sopravvive ancora oggi.

Non sono io a sostenere queste cose (certo, le condivido al 10%...): ma è il premio Nobel Paul Samuelson.
Che continua:

Come fecero il presidente Roosevelt e Adolf Hitler a riportare i rispettivi paesi alla soglia della piena occupazione nei sei anni dopo i fatti del '33? Il grande trucco stava in una colossale spesa in deficit, che fece lievitare il debito pubblico!

Chi sono i responsabili della deriva che, dal trend di stabilità e crescita di metà anni '90, ci ha fatto scivolare nel caos odierno, destinato a protrarsi ancora per chissà quanto?
1) George Bush, con le sue scelleratezze in ambito geopolitico.
2) Ronald Reagan: dopo la sua elezione nel 1980 l'America è diventata sempre più una nazione di sperperatori di denaro a livello familiare, a livello di corporation e a livello pubblico.
3) I piani di sgravi fiscali diretti esclusivamente a gente ricca, che dall'America hanno contagiato anche l'Europa.
4) La scandalosa impennata delle remunerazioni dei top manager, che ha compromesso la funzionalità dell'intero sistema di governance aziendale. Gente per lo più incapace, che dopo aver affondato imprese e banche, se ne sono andati per la loro strada, brindando alla manna di denaro intascata.
5) I nuovi mostri diabolici alla Frankestein dell'"ingegneria finanziaria". Swap e derivati, nati per ridimensionare il rischio totale, cancellano inevitabilmente qualsiasi principio di trasparenza. L'ingegneria finanziaria consente di passare da un'esposizione pari a zero a un leverage 50 a 1. E quando il rischio strutturale che ne risulta esplode, i Ceo e i direttori finanziari dell'istituto di turno si fregano le mani e intascano montagne di denaro. (Sottratto alla collettività, che quindi si impoverisce).

Il meltdown globale di questi giorni dovrebbe recare in bella vista le parole MADE IN AMERICA. Le generazioni future impareranno a rabbrividire al nome di Bush, Greenspan, ma anche dei banchieri (Pauson, segretario di stato USA e Chief Executive Officier di Golman Sachs e, nel loro piccolo, Ciampi, Prodi, Draghi....)

L'articolo cita Unicredit: sono convinto che le fusioni per dare dimensione internazionale alle banche siano un male. Piccolo, o medio e locale è molto meglio. Comunque, il governo non solo dovrebbe entrare con capitale statale per garantire i depositi dei piccoli risparmiatori; ma dovrebbe anche cacciare il management e nazionalizzare (non è una parolaccia!).
Ponendo tetti alle retribuzioni dei manager e abolendo bonus e stock option.

n° 1