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Spagna rinnovabile!

Dipendenza dall'estero e crescita dei prezzi. Così la Spagna ha deciso di puntare sulle energie rinnovabili. Ecco il Plan de Energías Renovables en España

di La redazione di Soldionline 4 lug 2008 ore 15:48

Nonostante l'Arabia Saudita abbia annunciato la propria disponibilità ad aumentare la produzione petrolifera, il prezzo del greggio non rallenta la sua straordinaria corsa al rialzo, raggiungendo i 137,82 dollari al barile. Anche il mercato del gas naturale non lascia trasparire rosee prospettive; sebbene il prezzo del gas non cresca quanto quello del petrolio, alcune evoluzioni strategiche accrescono l'incertezza anche in questo settore.

Lo "sbarco" di Gazprom in Algeria, con l'apertura del primo ufficio del gigante energetico russo nella regione, potrebbe essere la prima avvisaglia di questo nuovo corso.

Di fronte a queste crescenti preoccupazioni, il governo spagnolo ha intrapreso un ambizioso programma di politica energetica incentrato sullo sfruttamento di fonti alternative e rinnovabili. Il nucleo della programmazione spagnola in materia è il Plan de Energías Renovables en España (PER), un documento ministeriale che fissa obiettivi e mezzi per allentare in modo razionale la crescente dipendenza dagli idrocarburi. 

Il piano per le energie rinnovabili  

Sul piano energetico, la Spagna è un paese totalmente dipendente dalle importazioni, in particolare per quanto riguarda l'approvvigionamento di idrocarburi. La produzione energetica nazionale è estremamente ridotta, e pertanto Madrid è costretta ad importare ogni anno il 99,6% del fabbisogno interno di petrolio ed il 99% di quello di gas naturale.Questa dipendenza, molto più accentuata rispetto al resto dell'Unione europea, dove si importa mediamente il 75% del petrolio ed il 50% del gas naturale, ha incentivato l'approccio estremamente innovativo della leadership iberica verso le energie alternative e rinnovabili.

Per far fronte alle crescenti problematiche del mercato energetico globale, Madrid ha approvato nell'agosto del 2005 il Plan de Energías Renovables 2005-2010 (PER); gli obiettivi dichiarati del PER sono la garanzia di forniture elettriche sicure e di qualità e la tutela dell'ambiente nel rispetto degli accordi sottoscritti in ambito internazionale ed europeo. Il PER sostituisce un precedente piano energetico di durata decennale (2000-2010) dimostratosi inadatto a raggiungere gli obiettivi fissati dalle Direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE adottate dalla Commissione Europea. Il primo obiettivo programmatico fissato dal PER 2005-2010 è la copertura, entro il 2010, di almeno il 12,1% del consumo di energia totale attraverso fonti rinnovabili. Si prevede inoltre di raggiungere il 30,3% della generazione di energia elettrica attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili e di fornire al settore dei trasporti il 5,83% del carburante attraverso bioetanolo e biodiesel.

Se nel 2010 questi obiettivi/risultati "tendenziali" dovessero essere raggiunti, la strategia energetica spagnola elaborata nel PER risulterebbe completamente vincente, rispettando e addirittura migliorando tutti i parametri fissati dalle normative europee. Attualmente, il fiore all'occhiello dei programmi iberici di sfruttamento delle fonti rinnovabili è l'energia eolica. Tuttavia, sono in grande espansione anche il settore della biomassa, dei biocarburanti e dell'energia solare termica.  

Leadership eolica mondiale  

Durante il sabato di Pasqua, lo scorso marzo, le installazioni eoliche spagnole hanno fornito un quantitativo di energia elettrica pari a 9.862 MegaWatt (MW); considerando i bassi consumi energetici legati alla giornata di festa, l'elettricità prodotta attraverso le installazioni eoliche ha fornito il 40,8% dei consumi totali di energia per la singola giornata. Sebbene tale dato sia anche frutto di coincidenze fortunose positive, resta l'eccezionalità di un risultato che ha praticamente doppiato i parametri europei previsti per il 2020, quando il 20% dell'energia totale dovrà provenire da fonti rinnovabili. Le ottimistiche previsioni mirano a produrre 29 GigaWatt (GW) entro il 2016 per poi raggiungere i 49 GW nel 2020.

Il successo spagnolo ormai non stupisce più gli addetti ai lavori. Da qualche anno a questa parte Madrid è saldamente in testa alle classifiche mondiali di efficienza nel settore eolico, come confermano gli indici elaborati nel 2007 da Ernst & Young ed il recentissimo studio prodotto da HUSUM WindEnergy. Secondo lo studio dell'istituto tedesco, la Spagna dispone di installazioni eoliche per un potenziale di 15.145 MW, ed in Europa è superata solamente dalla Germania. Lo stesso istituto prevede uno scenario mondiale di crescita del settore eolico per il quadriennio 2008-2012, trainato principalmente dai mercati spagnolo, cinese ed americano. Il fatto che Madrid sia in grado di competere con potenze globali del calibro di Stati Uniti, Cina e Germania è la dimostrazione della vincente strategia energetica intrapresa dal governo iberico.

La leadership spagnola non sembra accontentarsi degli ottimi risultati fin ora raggiunti. Nel maggio 2007, il pionierismo di Madrid in materia di energie rinnovabili ha preso forma attraverso l'approvazione del Decreto Reale 661; la revisione tariffaria introdotta dal decreto, che consente agli operatori di scegliere tra pagamenti su base fissa o legati ai prezzi di mercato, ha attirato in Spagna gli investimenti di numerosissime compagnie internazionali.

Gli altri settori: biomassa, biocarburanti ed energia solare  

Sebbene l'energia eolica sia il traino del progresso spagnolo nel settore delle fonti rinnovabili, Madrid sta lavorando intensamente per promuovere l'efficienza anche in altri ambiti meno sviluppati. Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica è da tenere in considerazione l'attività del Ministero per l'Industria, il Turismo ed il Commercio nello sfruttamento delle potenzialità della biomassa. Nel 2004 l'energia prodotta attraverso la biomassa è stata di 2.193 GWh; nel 2010 la previsione è di produrre ben 14.015 GWh, incrementando notevolmente il settore della co-combustione, del tutto inutilizzato fino al 2004.

Per quando riguarda la produzione di energia termica, nel 2006 il solare ha fatto registrare un'espansione del 26% grazie all'installazione di 135.000 m² di pannelli solari, di cui circa il 50% di produzione nazionale. Nonostante il buon incremento, gli obiettivi previsti dal Ministero sono decisamente più ambiziosi: se nel 2006 i pannelli installati coprivano una superficie di circa 700.000 m², l'obiettivo per il 2010 è di arrivare a completare l'installazione totale di 4.900.000 m². Il raggiungimento di questo obiettivo dovrebbe portare la Spagna, attualmente al quinto posto in Europa, direttamente alle spalle della Germania nella classifica dei paesi più sviluppati in questo settore.

Infine, per quanto riguarda il settore dei trasporti, il governo spagnolo è impegnato nel raggiungimento dei parametri stabiliti dalle normative comunitarie. La Direttiva europea 2003/30/CE stabiliva che entro il 2005 il 2% del carburante utilizzato negli Stati Membri dovesse provenire da fonti rinnovabili (bioetanolo e biodiesel); in quella circostanza il governo di Madrid non è stato in grado di raggiungere l'obiettivo prefissato, fermandosi ad un deludente 0,44%. Anche al fine di migliorare la performance spagnola in questo ambito è stato adottato il PER 2005-2010, che prevede di raggiungere nel 2010 una produzione di 2.200.000 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) di biocarburanti, pari al 5,83% del consumo totale. Attualmente, la Spagna dispone di 10 impianti per la produzione di biodiesel e 4 per quella di bioetanolo. Tuttavia, stando agli investimenti stanziati, già alla fine del 2008 il numero di questi impianti potrebbe essere più che raddoppiato. 

Conclusioni  

La Spagna è uno dei paesi europei più vulnerabili dal punto di vista energetico; è quasi completamente dipendente dalle importazioni di idrocarburi, i cui approvvigionamenti diventano di giorno in giorno più costosi e più incerti. Di fronte a questa emergente sfida politica, il governo di Madrid ha saputo attuare un piano strategico caratterizzato da grande lungimiranza, in grado di correggere in corsa gli errori commessi negli anni precedenti. Attualmente la Spagna rientra tra le prime cinque potenze mondiali nel settore delle energie alternative e rinnovabili e continua ad intraprendere progetti ambiziosi, tra cui il più esteso complesso fotovoltaico al mondo. I successi ed i riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni spingono Madrid lungo la strada intrapresa. L'incontenibile corsa degli idrocarburi sembra dar ragione agli sforzi spagnoli.

Questo articolo è stato gentilmente fornito da Equilibri.net


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