Solsonica, nuove tecnologie per il solare
Breve storia e prospettive future dell’industria fotovoltaica italiana. E di Solsonica, azienda di Eems che da alcuni anni opera nel settore. Ne abbiamo parlato con Enzo D’Antonio, amministratore delegato
di Marco Delugan 10 feb 2009 ore 14:28Settore di grandi promesse e di grandi incertezze. Rinnovabile e pulita, l’energia prodotta dal sole presenta infatti ancora punti critici. Il sole è incostante, non produce sempre lo stesso calore, e non dappertutto con la stessa forza. La tecnologia è ancora poco efficiente, e ci vogliono parecchi anni per recuperare l’investimento necessario per installare un impianto. Ma il futuro dell’energia, e del pianeta, passa anche da lì. Ne abbiamo parlato con Enzo D’Antonio, amministratore delegato di Solsonica, azienda del gruppo Eems attiva nel settore fotovoltaico dal 2007.
Le domande che seguono sono in parte della redazione e in parte dei nostri lettori. Le abbiamo raccolte tempo fa in questo forum.
Come mai il gruppo Eems ha deciso di entrare nel business fotovoltaico?
«Avevamo bisogno di un business in Italia. Eems è una società storica nel mondo dei semiconduttori. In questo settore c’è stata una forte spinta alla concentrazione delle attività produttive in Asia. Spinta che abbiamo seguito per essere sempre più vicini ai nostri clienti e ai nostri fornitori, spostando lì molte nostre attività. Così siamo andati alla ricerca di un business per l’Italia. Tra le varie strategie di diversificazione che abbiamo considerato siamo arrivati a scegliere il fotovoltaico per due motivi fondamentali: era un mercato in fortissima crescita sia in Europa sia in Italia e le nostre competenze nel settore dei semiconduttori erano largamente appropriate a uno start up veloce ed efficace in questo settore».
I vostri prodotti sono indifferentemente applicabili ad impianti di diversa dimensione?
«Sì, i nostri prodotti si rivolgono al mercato nella sua interezza».
Quali tecnologie pensate di sviluppare nel prossimo futuro?
«Per questioni di rapidità di ingresso nel mercato abbiamo deciso di partire con moduli cristallini, ma pensiamo di avere competenze importanti anche per quelli a film sottile. La ricerca del miglioramento dell’efficienza del silicio cristallino è la nostra attività primaria, oggi. Il thin film è un programma di investimento che per il momento non abbiamo ancora deciso di attuare data la situazione finanziaria generale, ma che pensiamo di sviluppare nei prossimi due anni».
Prevedete di realizzare in futuro dei campi fotovoltaici? Lo farete direttamente o insieme ad altre società specializzate?
«Probabilmente l’una e l’altra. Pensiamo che abbia senso scendere lungo la catena del valore, a valle, e quindi realizzare campi fotovoltaici da soli o in collaborazione con grandi installatori. E’ possibile che a breve noi si possa definire e annunciare l’avvio di attività di questo tipo».
Pensate che ci possano essere problemi dal punto di vista dell'impatto paesaggistico per la realizzazione di parchi fotovoltaici?
«Fino ad oggi i grandi impianti sono stati fatti a terra con impatto paesaggistico praticamente nullo, anche perché sono fatti in posti remoti, poco visibili, ma pensare che si continuerà a fare solo impianti a terra secondo me non è molto ragionevole. Credo che si dovranno sviluppare di più gli impianti sui tetti industriali, che sono collocati generalmente in aree di scarso interesse dal punto di vista del paesaggio».
Ad un consumatore che desidera installare pannelli solari per la sua casa che tipo di investimento prospettate? Con la vendita dell’energia in sovrappiù alla rete, in quanto tempo si può recuperare l’investimento?
«Per un impianto di tipo residenziale si va dai 12 ai 14 pannelli fotovoltaici. Un impianto di queste dimensioni copre i consumi di energia di una famiglia media italiana. Per fare questo ci vogliono dai 15 ai 18mila euro di investimento. Il tempo per ripagare l’investimento dipende della locazione, l’irraggiamento è più forte al sud che al nord, ma di solito servono tra gli 8 e i 10 anni».
Il conto energia vi ha favorito?
«Il conto energia ha permesso all’industria del fotovoltaico di fornire le soluzioni ai clienti; senza il “conto” non ci sarebbe il mercato del fotovoltaico. Lo scopo del conto energia è incentivare le persone a installare i pannelli fotovoltaici, incentivo che durerà ancora due o tre anni. Per questo i costi di produzione dei pannelli fotovoltaici dovranno scendere rapidamente nell’arco di due, tre, al massimo quattro anni, così da essere competitivi con il costo della energia elettrica prodotta da altre fonti, e senza il conto energia».
Lei crede che sia possibile un risultato di questo tipo?
«E’ possibile, ma è difficile sapere adesso quanti anni ci vorranno. E’ un po’ una corsa contro il tempo».
Il bilancio energetico di un pannello fotovoltaico è positivo o negativo?
«E’ un argomento complesso. La costruzione del silicio è un processo che consuma molta energia, ma questo è particolarmente vero se ci si riferisce al silicio ultrapuro, quello che viene utilizzato nei semiconduttori e che inizialmente è stato utilizzato anche per i pannelli fotovoltaici. Con la crescita del consumo, che è stata molto rapida negli ultimi due o tre anni, si sono però trovate delle soluzioni per consumare meno energia: nei pannelli fotovoltaici adesso si usa silicio molto meno puro. E’ il grado di purezza quello che determina il consumo di energia. Esistono poi degli indici, come EROEI, Energy Returned on Energy Invested, l’energia prodotta da una certa fonte rapportata all’energia consumata per ottenere quella fonte, che dice che in un tempo che va dai 4 agli 8 anni si recupera l’energia che è stata investita per costruire il pannello. Il tempo preciso dipende poi dalla tecnologia che viene usata. Per farla breve, con le tecnologie di oggi, col silicio usato ad hoc per gli impianti fotovoltaici, ci vogliono da quattro o cinque anni per recuperare l’energia spesa, dopodiché è energia gratis per tutta la vita».
Intendete quotare Solsonica in Borsa?
«Eems è già quotata in borsa. Solsonica è una sua controllata. Se un giorno potrà essere quotata in Borsa ancora non lo sappiamo ma può essere un’eventualità sulla quale rifletteremo col tempo».
Sarah Piglia
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Marco Delugan
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Re: conto energia
> non vorrei sbagliare, non sono un esperto, ma mi sa che col nuovo conto energia si vende a tariffa agevolata tutta l'energia prodotta. Da cui i 10 anni...
Mi sembrano comunque tanti, e anche l'installazione comporta avere molto spazio disponibile. Complessa questa cosa, direi...
conto energia
non vorrei sbagliare, non sono un esperto, ma mi sa che col nuovo conto energia si vende a tariffa agevolata tutta l'energia prodotta. Da cui i 10 anni...
non scherziamo, per favore.......
altro che 10 anni...chi spende 1500 euri all'anno di energia elettrica ?? .....è un anticipo di circa 25/30 anni di consumi ............e qualcuno si chiede ancora perchè i tetti non sono tutti solarizzati.......
R: non scherziamo, per favore.......
in un'abitazione privata per ogni Kwh (Kilowattora) prodotto con il solare si risparmiano circa 18 cent / euro che sommati a 0,46 di incentivo, danno un totale di 0,64 cent /euro per 20 anni.
Al Nord con 3 Kw producono 3300 Kwh all'anno ed al sud oltre 4.000. al Nord incassiamo circa 2000 euro all'anno; pertanto se l'impianto costa 16000 euro, lo ammortizziamo in 8 anni.
R: R: non scherziamo, per favore.......
Dipende da cosa installi ... se installi cinese o robaccia rischi di risparmiare un sacco di soldi all'inizio ma di perderli nei 20 anni. Se installi un buon impianto spendi ma incassi parecchio in proprozione.