La soluzione sovietica del problema dell'energia elettrica prevedeva la realizzazione di grandi impianti di generazione e di grandi linee di trasporto. I piccoli impianti come alternativa. Ma sembra che Scajola preferisca la prima
I vantaggi della soluzione sovietica sono:
Gli svantaggi sono:
La Francia, impegnata nella corsa agli armamenti nucleari, ha adottato questo modello realizzando parecchie decine di centrali nucleari.
Noi abbiamo adottato lo stesso modello realizzando centrali termoelettriche; l'avanzatissima centrale nucleare di Caorso, nuovissimo gioiello tecnologico, l'abbiamo fatta a pezzi fra gli applausi dei demagoghi e l'incredulità dei costruttori. Il NO al nucleare del 1987 è stato interpretato nella maniera più demenziale, col risultato che non abbiamo beneficiato dell'investimento e le scorie radioattive nel frattempo prodotte non si sono volatilizzate; se fossero aumentate a seguito del funzionamento della centrale appena collaudata, il nostro problema "scorie" non sarebbe stato eccessivamente diverso da quello che oggi ci ritroviamo.
La soluzione "alternativa" del problema dell'energia elettrica prevede la realizzazione di piccoli impianti di generazione a ridosso degli utilizzatori e l'assenza di grandi linee di trasporto, che bellissime proprio non appaiono; si tenga conto che esse non sono "interrabili", se non per brevissimi tratti, a causa degli effetti capacitivi dei cavi.
I vantaggi della soluzione "alternativa" sono:
Gli svantaggi sono legati alla presenza di eventuali inquinanti nei territori antropizzati.
La proposta del neo ministro dello Sviluppo Economico (1) appare decisamente di stampo sovietico a meno che non intenda adottare il modello giapponese delle micro centrali a fissione nucleare (2), assai censurabile: anche l'eliminazione sistematica degli over 70 porterebbe molti vantaggi, ma non mi sembra che il solo loro inseguimento debba essere l'unico criterio di scelta.
Per sua stessa ammissione la soluzione nucleare non è di quelle che si possono immaginare praticate in tempi brevissimi, se non altro per la prevedibile "messa di traverso" di molte persone non rassegnate all'ulteriore degrado del pianeta, del senso della misura e dell'intelligenza. È vero che la nostra società convive con tantissime "vittime" ma, mentre un incidente automobilistico o lavorativo può essere devastante per gli attori degli avvenimenti, la presenza di scorie radioattive può essere devastante per moltissime future generazioni. La differenza non è di poco conto, specialmente per chi è consapevole degli effetti della radioattività a forti dosi sulle cellule.
In fondo di cosa stiamo parlando?
Il nostro Paese ha il picco di potenza assorbita di poco inferiore a 60 GW; significa che ogni italiano assorbe mediamente, nei momenti di "punta", circa 1 kW. L'energia elettrica che impieghiamo in un anno è pari a circa 350.000 GWh che equivalgono ad una potenza media di 40 GW, come se ogni italiano mediamente assorbisse 670 W e 6.000 kWh. In realtà una famiglia di 4 persone mediamente, a livello domestico, consuma circa 4.000 kWh; tutta l'energia eccedente va all'industria, ai trasporti, al terziario, all'agricoltura, ecc.
Se grandi utilizzatori, enti locali, comunità, singoli cittadini, ecc. pensassero all'approvvigionamento dell'energia elettrica in termini integrati e rispettosi dell'ambiente, come in alcune parti della Germania, non sarebbe impossibile pervenire in breve tempo a:
Quali sono le nostre emergenze?
È il caso di inseguire le logiche del XX° secolo oppure è meglio guardare in avanti?
Perché gli altri Paesi, Germania in testa, non sono così lanciati verso la fissione nucleare?
Prevale la logica della civiltà o quella degli affari in queste scelte?
La nostra situazione:
L'elenco potrebbe crescere a piacimento.
Conclusione. La scelta nuclearista del ministro è sbagliata nella sostanza e nei tempi di risoluzione del problema, anche se appoggiata al programma elettorale del PDL. Egli ha la possibilità di:
Sono note le iniziative di Casini, Fini, Brunetta ed altri per riproporre la fissione nucleare. Spero che la dirigenza del PDL sappia interpretare la fiducia che il Paese gli ha accordato.
Da 30 anni siamo privi di dirigenza politica (6); il Paese ha scelto Berlusconi, Tremonti e Bossi. Sarebbe gravissimo se si trovasse con la politica nuclearista di Casini (7) e della lobby sovietica dei boiardi, buoni per tutte le stagioni.
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quanta potenza in realtà ci serve?
mi sembra molto stimolante questo libretto.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=574&ID_sezione=76&sezione=A mbiente
http://mysterium.blogosfere.it/2008/02/luomo-e-una-macchina-da-80-watt-ma-ognu no-di-noi-ne-consuma-10000-al-giorno.html