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Racconto di Natale: il Toro di Wall Street

Tutti conoscono l’immagine della scultura che raffigura il toro a Wall Street che si può vedere nel Financial District. Ma pochi conoscono l’incredibile storia (vera) che c’è dietro, ricca di insegnamenti. Che conduce in Italia e a uno scultore di origine siciliana

di La redazione di Soldionline 19 dic 2005 ore 17:07
Non parliamo di strategia di investimento di questa settimana come normalmente facciamo in questa rubrica. Ma visto l'avvicinarsi del Natale dedichiamo a tutti i lettori di Soldionline.it come augurio di Buone Feste un racconto tanto incredibile quanto vero che sembra proprio un racconto di Natale di altri tempi.

Questa immagine sopra raffigurata è, infatti, conosciuta in tutto il mondo per essere una scultura che da diversi anni si può vedere (e toccare) visitando il Financial Discrict di New York. Un simbolo di Wall Street e del tempio della finanza americana, fra i più fotografati dai turisti di tutto il mondo.

E certamente saprà che il mercato 'toro' (bull in inglese) è considerato simbolo del rialzo, mentre per mercato 'orso' (bear in inglese) si intende una fase ribassista. L'origine linguistica di questa simbologia trae origine secondo la leggenda dal comportamento degli animali rappresentati: il toro solleva il suo avversario verso l'alto con le corna. In un mercato toro dunque le quotazioni ed i prezzi si muovono al rialzo, grazie all'euforia d'acquisto degli operatori di Borsa. Al contrario, l'orso atterra l'avversario con una zampata, proprio come accade in un mercato ribassista: gli operatori, prevedendo un declino dei prezzi, con i loro ordini di vendita fanno scendere le quotazioni.

Immaginatevi quindi la sorpresa che il 16 dicembre del 1989 gli operatori di Wall Street provarono recandosi in Borsa quando si trovarono su un marciapiede questa scultura in bronzo dal peso di 3,2 tonnellate (e lunga quasi 5 metri) invece del tradizionale albero di Natale. Nessuno aveva commissionato quest'opera e al municipio di New York il sindaco e gli assessori impiegarono tutta la mattina a capire cosa fosse accaduto. La realtà superava la fantasia. Nella notte, Arturo Di Modica, scultore, e una trentina di suoi amici e parenti, erano riusciti a eludere la sorveglianza della polizia (in un lasso inferiore agli 8 minuti del giro della ronda), a scaricare l'opera da un camion affittato per l'occasione e a installarla senza che nessuno li cogliesse sul fatto.
Una vera scultura 'abusiva' concepita da Arturo Di Modica (residente a New York nel quartiere di Soho, ma di origine siciliane - vedi foto) come 'simbolo di forza, potere e speranza della gente americana'. Un'opera concepita dopo il crac del 1987 che nel mese di ottobre aveva visto l'indice Dow Jones crollare in soli cinque giorni del 31%.
Un evento così traumatico (paragonabile per ampiezza solo al crollo analogo avvenuto nell'ottobre del 1929 che aveva dato il via alla Grande Depressione) che merita di essere ricordato. Nella sola giornata del 19 ottobre 1987 l'indice Dow Jones perse il 22.6%, passando da 2.247 a 1739 punti.

Con moltissimi esperti, analisti e commentatori che descrissero l'evento come la fine dei guadagni a 2 cifre in Borsa e di un'intera epoca. L'inizio dell'Era dell'Orso. Inutile dire che nei successivi mesi Wall Street recuperò tutta la perdita fino a superare quota 10.000 punti (attualmente vale intorno agli 11.000 punti, più che quintuplicando il valore rispetto a quel giorno maledetto che aveva convinto molti investitori a vendere tutto a qualsiasi prezzo).

Ma torniamo ad Arturo Di Modica che dalla mattina del 16 dicembre 1989 si trovò a diventare famoso (aveva naturalmente organizzato un volantinaggio davanti all'opera e invitato giornali e tivù) ma anche costretto a fronteggiare l'intimazione di rimuovere immediatamente la scultura per ordine del 'New York Police Department' per ostruzione del traffico senza permesso.

Lo stesso pomeriggio la società che gestisce la principale Borsa americana (New York Stock Exchange) noleggiava un camion per rimuovere l'opera. Ma il clamore suscitato dall'iniziativa (un'operazione di promozione incredibile per Arturo di Modica le cui quotazioni seguirono le orme del Toro...) convinse il Parks Department Commissioner di New York a 'furor di popolo' a dare una sede provvisoria (attualmente in Bowling Green) all'opera 'Charging Bull' a qualche isolato di distanza rispetto alla collocazione originaria. Facendo diventare Arturo Di Modica uno degli scultori più famosi degli Stati Uniti e l'opera un'attrazione turistica seconda solo alla Statua della Libertà (dopo il crollo delle Twin Towers). Un simbolo stesso del capitalismo americano.

Ma la storia non è ancora finita perché da circa un anno Arturo Di Modica ha messo all'asta la scultura con base di partenza posta alla cifra 'modica' di 5 milioni di dollari (circa 4,25 milioni di euro). L'eventuale compratore non potrà portarsi a casa l'opera ma dovrà regalarla al comune di New York. In cambio riceverà una placca disegnata dall'autore e posta alla base dell'opera. In più riceverà i diritti di sfruttamento del marchio e la possibilità di dedurre parzialmente dalla dichiarazione dei redditi l'impegnativo acquisto.

In caso di vendita Arturo Di Modica, originario di Vittoria, paese in provincia di Ragusa (che all'epoca per realizzare la scultura fu costretto ad auto-finanziarsi, vendendo parte della casa di famiglia) ha annunciato che il 10% dell'importo incassato sarà devoluto in beneficenza mentre il resto lo utilizzerà per realizzare e installare altre opere a New York.

E la storia continua...
Auguri!




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