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Trump: i tassi aiutano le banche?

Oggi ci chiediamo se è ragionevole il forte rialzo dei titoli bancari, in particolare di quelli USA, basato sulle aspettative di tassi di interesse in rialzo

di Valter Buffo 18 nov 2016 ore 09:11

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Il crollo delle obbligazioni (ieri, nuovo record per i rendimenti) è stato utilizzato da moltissimi per spiegare il rialzo dei bancari: il ragionamento è centrato sul margine di interesse. Si dice sul mercato che se i tassi a lungo termine salgono, mentre quelli a breve restano bassi (il primo grafico sotto illustra questo fenomeno), le banche in futuro guadagneranno di più  facendo prestiti a lungo (come i mutui) e raccogliendo a breve termine.

In May, Trump called the Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act of 2010 a “very negative force,” and said what he wanted was “close to a dismantling of Dodd-Frank.” The Republicans will hold majorities in both houses of Congress, but without a 60-seat filibuster-proof majority in the Senate, chances are we’ll see relatively modest easing of some aspects of bank regulation, with input from Democrats. But even without much in the way of regulatory relief, banks may be heading into an extended period of increasing profitability. Long-term interest rates are rising. The yield on 10-year U.S. Treasury notes  has risen to about 2.25% from 1.86% a week earlier. Most banks are positioned so that interest rates on loans will rise faster than their cost for deposits and borrowings. This means expanding net interest margins and more profits. Then there is the prospect of tax reform, which might lead to lower individual income taxes and the repatriation of hundreds of billions in cash stashed overseas by large U.S. companies, including Apple Inc.  Both could provide a significant boost to the U.S. economy, which can only encourage business to invest and borrow from banks.

tassi_6Recce’d ha molti dubbi in proposito: l’argomento a noi pare troppo semplicistico. Intanto perché (lo vedete nel secondo grafico sotto) l’evidenza del miglioramento dei margini in una fase di rialzo dei tassi è debole, mentre risulta evidente che c’è una diminuzione strutturale del margine di interesse che è dovuta anche ad altri fattori. Poi c’è il problema dei Titoli di Stato, ed in generale delle obbligazioni, che si trovano negli attivi di tutte le banche: la discesa dei prezzi delle obbligazioni è stata ampia, in questi pochi giorni, e potrebbe proseguire, ampliando quindi le minusvalenze. Queste poche osservazioni dovrebbero risultare sufficienti a motivare la nostra perplessità: che trova un riscontro se andiamo indietro ad osservare come, negli anni passati, i prezzi di Borsa hanno reagito ai rialzi del costo del denaro (il terzo grafico qui sotto). Come molti nostri amici sanno, in Recce’d attribuiamo invece una importanza decisiva ai processi di ristrutturazione (si potrebbe dire di rivoluzione vera e propria) che interessano il settore: quelli a cui fa riferimento anche la legge Dodd- Frank citata ieri nel nostro contributo, e citata dalla stessa Yellen proprio ieri pomeriggio, nella sua Audizione al Congresso.  Il lavoro di oggi, e quello di ieri, ci servono per chiarire la nostra visione sul settore: il risultati delle Presidenziali ha probabilmente interrotto la lunga fase di sotto-performance dei bancari, ma il futuro rendimento dei titoli di questo settore sarà determinato dall’evoluzione di norme, regolamenti e strutture, e non dall’andamento dei tassi di interesse, che provocano un effetto di brevissimo periodo.

CONCLUSIONE   Recce’d oggi si chiede se è ragionevole il forte rialzo dei titoli bancari, in particolare di quelli USA, basato sulle aspettative di tassi di interesse in rialzo.  

i-tassi-a-lungo-termine-salgono

miglioramento-dei-margini-in-una-fase-di-rialzo-dei-tassi-e-debole

prezzi-di-borsa-hanno-reagito-ai-rialzi-del-costo-del-denaro

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 18 novembre 2016, abbiamo trattato i seguenti temi:
1.    Della massima importanza il segnale arrivato ieri dal Giappone, dove la BoJ è intervenuta acquistando obbligazioni
2.    Per il dollaro USA è stata una settimana eccezionale: abbiamo appena registrato la più lunga sequenza di rialzi dal 2012
3.    Molto significativi i dati di ieri per l’economia del Regno Unito
4.    SEZIONE L'OPERATIVITA'  Trump Rotation: anche oggi un’analisi del settore Tech
5.    SEZIONE L'ANALISI   Si parla di globalizzazione e populismo: quali sono le principali implicazioni, in pratica, per chi investe?

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